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Wine Monitor Nomisma

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I nuovi scenari e le strategie di ripartenza per il settore vitivinicolo italiano e toscano sono stati al centro di un incontro organizzato nei giorni scorsi da UniCredit con alcuni tra i principali produttori e consorzi del comparto in Toscana. Un confronto avviato sulla base dei risultati dello studio condotto da Nomisma per UniCredit, dal quale è emerso il quadro di un comparto in ripresa, con una crescita del 13% dell’export di vino italiano nel 2021 rispetto all’anno precedente, per un valore di oltre 7 miliardi di euro.

Nella top ten mondiale dei paesi importatori di vino, il Canada occupa la quinta posizione con un valore di acquisti dall’estero superiore a 1,7 Miliardi di euro; un livello che il Paese è riuscito a mantenere anche durante il 2020, vale a dire nell’anno di scoppio della pandemia.

La Svizzera rientra nel novero di quei pochi mercati che anche nell’anno più critico della pandemia (2020) non hanno ridotto le importazioni di vino. L’anno scorso, infatti, gli acquisti di vini esteri per il paese alpino hanno raggiunto quasi 1,1 miliardi di euro a fronte di oltre 1,8 milioni di ettolitri, vale a dire lo 0,5% in più a valore e il 2,5% a volume rispetto all’anno precedente.

Sandro Boscaini, Presidente di Federvini, partecipando all’International HoReCa Meeting all’evento “L’Ho.Re.Ca. oltre il Covid, fra sostenibilità e rilancio del Made in Italy” ha sottolineato come la chiusura di tutti i canali legati all’ospitalità e alla socialità e il blocco dei flussi turistici abbiano impattato profondamente sui settori vini, liquori, distillati aceti, che rappresentano un patrimonio unico di specialità che accompagnano ed esaltano la convivialità.