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Birre sarde artigianali: un settore che non sembra conoscere crisi. Tanto che la regione è la prima in Italia per consumo pro-capite. È una grande opportunità per l’intera filiera di produzione, che va dal coltivatore al tecnico della fermentazione sino al venditore, uno spiraglio occupazionale per il territorio. Per questo l’Università di Sassari è impegnata da anni nello studio delle materie prime più adattabili al clima dell’Isola. L’argomento sarà trattato venerdì (25 luglio) a Uri, a partire dalle 17 nella sala consiliare di via Sassari, nel convegno “Birra artigianale: scenari futuri”, che vedrà la preziosa partecipazione di esperti dell’Ateneo turritano, dell’Ais (Associazione italiana sommelier) e della rete regionale di Expo 2015. L’iniziativa, moderata dall’esperto di gastronomia Tommaso Sussarello, è stata organizzata dal birrificio Dolmen di Fabio Scarpa in collaborazione con la Pro-Loco.

Sensibilizzare i consumatori sulle caratteristiche, le proprietà e le opportunità offerte dalle diverse tipologie di questa bevanda tanto amata sarà la vera novità di UriFest, Festival delle Birre di Sardegna, che il 25 e 26 luglio ritorna a Uri con una quarta edizione ricchissima di iniziative. È stato proprio Scarpa a ideare la manifestazione per promuovere le sue birre e quelle di tutta l’Isola: “Qui da noi c’è una forte necessità di fare cultura della birra, o meglio, delle birre. Credo nelle potenzialità di questi prodotti e voglio raccontare tutto ciò che succede all’interno di un laboratorio”. Dolmen ha iniziato la sua attività nel 2005 ed è stato il secondo birrificio artigianale nell’Isola. Grazie all’acquisizione di tecniche sempre più raffinate è oggi capace di offrire una vasta gamma di prodotti e di aprirsi ai mercati nazionali e internazionali.Si dice entusiasta il sindaco di Uri, Gennaro Galzerano, che introdurrà i lavori: “UriFest quest’anno non sarà solo un assaggio di prodotti, per quanto straordinari, ma avrà un risvolto culturale per divulgare le tematiche della ricerca. Il nostro territorio offre una buona superficie agricola per la produzione di cereali – sostiene il primo cittadino -. Da questa può nascere una rete sinergica per far crescere l’economia”.

Dello stesso avviso Marilena Budroni, docente dell’Istituto di microbiologia agraria che sarà presente tra i relatori: “Ci sono tutti gli elementi per far decollare il settore. All’Università stiamo selezionando e utilizzando lieviti locali. Riteniamo inoltre che la cerealicoltura per la produzione di malti da birrificazione possa essere una valida alternativa al cardo mariano. Il dipartimento di Agraria ha numerosi progetti in corso su questa tematica. L’ideale sarebbe chiudere la filiera in Sardegna realizzando una malteria”. Sempre in rappresentanza dell’Ateneo, faranno i loro interventi i tecnologi alimentari Alessandra del Caro e Costantino Fadda. Il punto di vista del sommelier sarà invece evidenziato da Roberto Dessanti, presidente dell’Ais regionale: “Le birre hanno notevoli capacità di abbinamento con gli altri alimenti. Verificarne l’accostamento con i piatti tradizionali può rappresentare un ulteriore valore aggiunto”. Infine spazio alle opportunità offerte da Expo-Milano 2015, con la relazione di Giovanni Antonio Sanna, responsabile della rete Sardegna, che parlerà delle potenzialità di questa straordinaria vetrina per portare le eccellenze sarde sotto i riflettori del mercato nazionale e internazionale.

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