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Secondo l’analisi di Repubblica Affari & Finanza, Esselunga si appresterebbe a chiudere il bilancio dei suoi primi sessant’anni dalla fondazione, con risultati di grande eccellenza: un fatturato di circa 9 miliardi e un margine lordo compreso tra 750 e 800 milioni. Da notare che 70% del suo fatturato lo realizza in Lombardia, dove la sua quota di mercato è pari al 21%, che si diluisce al 9% tenendo conto dei ricavi della grande distribuzione in tutta la Penisola  (94 miliardi nel 2016, quando il gruppo ha registrato 8,6 miliardi di ricavi).

 

 

Oltre a un’indiscussa leadership sul territorio, Esselunga è l’azienda con la più alta redditività del settore. Secondo l’analisi di S&P, forte di un rapporto tra margini e ricavi dell’8-9%, e in vista di chiudere il 2017 con 1,8 miliardi di debiti, il gruppo controllato dalla famiglia Caprotti si troverà ad avere comunque un bilancio molto solido per finanziare eventuali futuri investimenti nei punti vendita, nella logistica e sopratutto nell’e-commerce. In proposito Moody’s calcola che i debiti a fine anno si ridurranno addirittura a 1,3 miliardi, grazie ai flussi di cassa, ovvero a 2,3 volte il margine atteso. Esselunga è riuscita ad aumentare i margini più dei rivali, sia per una formula commerciale che la mette su un livello di eccellenza con tantissimi primi prezzi (ovvero più bassi del settore) su beni imprescindibili come latte, farina, pasta, combinati con prodotti biologici, eno-gastronomici, piatti pronti di qualità e sia per il posizionamento di fascia medio alta. La logistica fin dal primo magazzino costruito insieme agli americani, è poi sempre stato un punto di forza: il gruppo ha infatti un’ampia superficie espositiva e un magazzino ridottissimo, con i ricavi per metro quadro più alti dell’industria.

 

 

Infine Caprotti negli anni ha sempre investito e acquistato, tramite l’azienda o l’immobiliare di famiglia, i terreni e le aree dove poi sono sorti i suoi centri commerciali, facendosi carico dello sviluppo immobiliare: una strategia ad alta concentrazione di capitale ma che finora ha dato importanti riscontri al gruppo che si è potuto permettere di arrivare dove per altre insegne il costo della location era proibitivo. Dopo l’acquisto del 67,5% degli immobili della Villata (126 centri commerciali per lo più affittati a Esselunga) – passati di mano dai tre figli del fondatore verso il gruppo dei supermercati – l’azienda ha immobilizzato 3,8 miliardi di capitale (erano 2,4 miliardi a fine 2016) sul real estate. Peraltro, sia l’acquisto della Villata da una parte, sia il basso costo del debito per rilevarla dall’altra, avranno un beneficio sul bilancio della capogruppo Supermarkets italiani, perché il costo degli affitti è di molto superiore al costo del debito, a beneficio della redditività tra mol e ricavi: quella del 2016, ad esempio, per effetto del consolidamento della Villata sarebbe salita dall’8,3 all’8,5%.

 

 

Secondo una ricerca di Boston Consulting Group, Esselunga non solo è un campione nazionale, ma è anche una formula di successo mondiale. Bcg ha analizzato la capacità dei marchi di accreditarsi presso i propri consumatori di riferimento, concludendo che il supermercato fondato da Bernardo Caprotti è il secondo marchio della grande distribuzione alimentare dopo l’americana Trader Joes’s (che riceve un punteggio del 53% quanto a brand advocacy), e se la batte a pari merito con le americane Wegmans (50%) e Costco (50% negli Usa e prima in Canada con il 41%). Esselunga (50%) svetta al primo posto tra le insegne tricolori, seguita da Eurospin (47%) e da Lidl (46%) che però competono su un’altra categoria, ovvero quella del discount. Se il discount e l’e-commerce di Amazon Prime ancora non hanno minacciato i conti di Esselunga, comunque gli esperti concordano sul fatto che il futuro sarà sempre più sfidante. E se il gruppo ha la forza e la solidità patrimoniale per affrontare una concorrenza che si fa via via sempre più agguerrita, sono in tanti quelli che scommettono che per farlo potrebbe imbarcare un partner che lo accompagni in questo viaggio.

 

 

Per più ampie informazioni: www.repubblica.it/economia/affari-e-finanza/2017/11/27/news/esselunga_brinda_al_sessantesimo_compleanno_con_un_fatturato_di_9_miliardi-182268118/

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