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Aria di novità in zona Gavi, simile a quella brezza marina che tanto fa bene ai vigneti. Il Consiglio di amministrazione del Consorzio Tutela del Gavi nella seduta del 14 maggio ha eletto il nuovo presidente: si tratta Roberto Ghio, classe 1977, titolare dell’azienda agricola che porta il suo nome e del progetto Vigneti Piemontemare, attraverso un lavoro di recupero di alcuni vigneti storici che oggi compongono i 15 ettari vitati. Soddisfazione e consapevolezza nelle parole del neo-presidente. “In questo momento di grande fortuna, il Gavi e il suo territorio devono prendere coscienza della propria forte identità, per raccontarsi in modo sempre più efficace e originale”.

 

Roberto Ghio

Una laurea di filosofia in tasca conseguita nel 2002, e la volontà di dedicarsi a tempo pieno all’azienda di famiglia. Una storia di viticoltori, giunti alla settima generazione, che avevano già messo le basi a Bosio già da fine ‘800. Il progetto più importante di Roberto Ghio prende il nome di Piemontemare, ed evoca la prima delle tipicità del territorio piemontese del Gavi DOCG, influenzato dal clima marino e dalla vicina Liguria, alla quale è storicamente legato. Insieme a Roberto Ghio all’interno del Consiglio di amministrazione nominato alla fine di aprile ci sono nomi di produttori del Gavi che stanno facendo conoscere la denominazione in Italia e soprattutto nel mondo. Dario Bergaglio dell’azienda La Chiara, Fulvio Bergaglio di San Bartolomeo, Roberto Broglia dell’omonima cantina Broglia, Giancarlo Cazzulo in rappresentanza della Cantina Produttori del Gavi, Alberto Lazzarino di Banfi, Claudio Manera dell’azienda Araldica Castelvero, Massimo Marasso di F.lli Martini Gianni Enrico Martini di F.lli Martini, Stefano Moccagatta della cantina Villa Sparina, Gianlorenzo Picollo dell’azienda Picollo Ernesto, Francesca Rosina de La Mesma e Gian Franco Semino per conto della Cantina Produttori del Gavi.

 

Il Forte di Gavi

 

Il nuovo CDA che resterà in carica per il prossimo triennio, ha nominato in qualità di vice-presidente Massimo Marasso e Dario Bergaglio, oltre a ringraziare per il lavoro svolto il presidente uscente Maurizio Montobbio per “il forte impegno, la grande umanità e di aver guidato con massima lungimiranza il Consorzio Tutela del Gavi verso obiettivi di sviluppo territoriale condivisi da tutta la Denominazione”. Che situazione si troverà di fronte Roberto Ghio nel proprio mandato? I dati parlano di una realtà forte e sana, con un export in crescita costante, grazie ad una politica integrata della filiera condotta dal Consorzio Tutela del Gavi, dove la promozione della denominazione del Grande Bianco Piemontese procede di pari passo ad una attenta attività di tutela del patrimonio vitivinicolo. La sfida è quella del ritorno alla terra, che coinvolga le giovani generazioni, e non è un caso che la scelta per la guida del Consorzio sia stata affidata a un giovane vigneron come Ghio che risponde al prototipo di giovani imprenditori agricoli, con l’amore e la passione per la propria terra. La denominazione del Gavi DOCG oggi comprende una superficie totale di circa 1500 ettari, conta circa 440 aziende tra produttori, vinificatori e imbottigliatori di cui 193 soci, impiega 5000 persone nell’intera filiera per un totale di circa 60 mln di fatturato ai distributori (on trade). La prima uscita ufficiale del nuovo presidente sarà il prossimo 25 maggio in occasione della consegna del Premio Gavi La Buona Italia , giunto alla 4^ edizione, che inaugura la tre giorni di degustazioni e di dibattito di Gavi for Arts fino a domenica 27 maggio.

 

 

INFO: www.consorziogavi.com

 

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