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Zarmalana

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Parla sempre più italiano lo champagne, non solo per i consumi che specialmente in vista delle festività vedono da sempre il nostro paese in pole position per i volumi, ma perché finalmente è sbarcata sul mercato la gamma di Alberto Massucco Champagne. Un progetto visionario che avevamo già raccontato proprio su queste pagine, che ora ha finalmente ha visto realtà. “Sono davvero molto fiero di essere riuscito nell’intento di realizzare lo champagne che porta il mio nome, un sogno che si avvera e che parte da lontano”– le parole di Alberto Massucco. Abbiamo assaggiato la linea di Alberto Massucco in un tasting dedicato all’Hotel Principe di Savoia di Milano e non siamo rimasti affatto delusi.

Whisky a pioggia per l’edizione n.17 del Milano Whisky Festival. Tempo uggioso e poca voglia di uscire di casa, se non per recarsi al Palazzo delle Stelline, sede della kermesse 2022 del Festival che da diciassette anni raduna all’ombra della Madonnina il meglio del sistema. Nuova location ed entusiasmo di sempre per una manifestazione capace di attirare un pubblico di appassionati sempre fedele. Whisky addicted o whisky lovers, decidete voi, anche noi ci siamo uniti alla tribù degli amanti del re dei distillati e abbiamo fatto un salto al Whisky Festival domenica pomeriggio, incontrando velocemente gli organizzatori presi d’assalto alla cassa d’entrata prima di lasciarci guidare da qualche assaggio.

Una serata speciale al bancone con un grande barman come Roberto Pellegrini, terzo ospite delle Flores Classic Drink Night di martedì 11 ottobre al El Porteño Prohibido di Milano. Al bacone del locale di via Melloni 9 del gruppo Dorrego Company sale in cattedra Roberto Pellegrini, papà della “Divina” Federica Pellegrini, oggi formatore e per anni barmanager di altissimo livello a Venezia. Una carriera iniziata prestissimo al bancone a 16 anni per aiutare un amico della mamma in un bar in Piemonte, la prima stagione fuori casa a Rimini a 18 anni, grazie a Gastone De Cal, un mito della miscelazione in quegli anni, capo barman all’hotel Danieli. Ci lavorerà, prima di entrare a 19 anni al Florian in piazza San Marco. “Me ne sono andato a 35 anni, per passare prima al Danieli e poi al Gritti, tempio del lusso veneziano”. Di lui colpisce la passione e la conoscenza, ma anche e soprattutto l’umanità. “Ho passato una vita al bar, oggi che sono formatore lavoro quasi più di prima ma la mia vita l’ho dedicata al bancone dove ho conosciuto personaggi importanti della storia quando a Venezia passava veramente il mondo”.

Chi c’è già stato sa di cosa stiamo parlando, chi invece non l’ha ancora provata potrà convincersi a farlo. Stiamo parlando di Osteria Alla Concorrenza, un locale in stile osteria milanese aperto ad aprile 2021 che sta riscuotendo grande successo a Milano. “Fisicamente abbiamo aperto ad aprile 2021, ma il progetto originario è stato concepito nel 2019 poi è arrivato il Covid e abbiamo rallentato- spiega Enricomaria Porta- Abbiamo avuto un bell’impatto sulle scena milanese, anche perché una formula così come la nostra non credo ci fosse. Ci sono posti che fanno salumi formaggi che accompagnano al vino, noi nella nostra semplicità abbiamo costruito un locale dove mettiamo i vini che piacciono e una selezione di prodotti. Non c’è cucina, ma una siamo dei selezionatori e dei ricercatori di eccellenza tra allevatori, casari e macellai”.

Il bello dell’Italia della cucina è che la provincia di casa nostra regala in ogni angolo del paese posticini inaspettati dove si mangia alla grande. Quello che forse non sempre si trova in provincia però è una proposta fine dining, con una cucina basata su canoni estetici e una ricerca solida, in locali eleganti e raffinati. Ecco questa sintesi rappresenta perfettamente cosa si può trovare andando da Acqua Restaurant, un locale che solamente dopo un anno dalla sua apertura, sta raccogliendo importanti riconoscimenti dal pubblico e dalla critica. Siamo a Olgiate Olona, nel cuore del nord ricco in un triangolo d’oro tra Busto Arsizio, Varese e Gallarate.

È una Franciacorta che corre a mille all’ora, un momento positivo buono per le bollicine lombarde confermato anche dall’edizione del Festival della Franciacorta andato in scena a Milano lunedì 20 giugno nei chiostri del museo della Scienza e della Tecnica. Tanto pubblico di addetti del settore e appassionati che hanno assaggiato alcune etichette dello spumante metodo classico che sta continuando a mietere un successo dopo l’altro. Una quarantina le aziende del Consorzio presenti, su un totale di circa 140 cantine aderenti, per una zona spumantistica italiana che ha raggiunto una capacità produttiva di circa 20 milioni di bottiglie prodotto all’anno. Tra i vari trend del Festival di Milano, tornato all’ombra della Madonnina dopo cinque anni, il fatto che molte cantine abbiamo già finito l’annata corrente in commercio, segnale positivo di una vivacità commerciale, con un assortimento di assegnazione delle bottiglie gestito in maniera puntuale.

All Gin, o Gin a tutta. Scegliete voi cosa preferite, certo che la ricorrenza odierna del World Gin Day 2022 ci dice ancora una volta che il trend del successo del Gin non sembra diminuire ancora. C’è chi parla di un fenomeno in continua crescita senza sosta, chi invece di una bolla che presto si sgonfierà, anche se ormai questo orizzonte ancora pare lontano. Un mercato globale quello del Gin che secondo le analisi dello scenario economico del segmento beverage nel 2021 aveva un valore di 14 miliardi di dollari, con una previsione di crescita alla cifra monstre di 18,6 miliardi di dollari entro il 2027, con un tasso annuale di crescita del + 4,9%. Allora come in una partita di poker al buio, ci piace creare questo neologismo “All Gin”, in cui vi diamo otto gin su cui scommettere a occhi chiusi questa estate 2022. Una carrellata pensata proprio in occasione del World Gin Day 2022, la giornata mondiale che il secondo sabato di giugno festeggia il distillato più famoso ad ogni latitudine del globo.

Il 9 aprile si festeggia in tutto il mondo l’International Gin Tonic Day, una giornata celebrativa dedicata al cocktail al tempo stesso più semplice ma anche più difficile da realizzare. Il segreto della sua semplicità sta negli ingredienti, visto che serve un buon Gin, una tonica giusta in abbinamento, il ghiaccio e il bicchiere adatto. Dove sta la difficoltà? La parte difficile a nostro avviso è nella scelta del prodotto per cercare di sorprendere con gusti e fragranze il proprio ospite, che siate in un locale oppure a casa.

Tempo di novità in casa Petra, la cantina toscana del gruppo Terra Moretti Vino nel corso di un’anteprima destinata alla stampa ha presentato l’annata 2018 del vino simbolo dell’azienda con sede a Suvereto. L’ultimo millesimo che sarà messo sul mercato a fine mese partendo dall’estero, prima del lancio ufficiale ad aprile a Vinitaly. Una Petra che cambia ma che rimane sempre fedele alla sua mission, realizzare vini di alto livello qualitativo, con una personalità unica, puntando su varietà a bacca rossa internazionali che in zona raggiungono la piena maturità regalando aromi intensi ed eleganti. Questa la sintesi di una verticale condotta da Francesca Moretti, enologa e titolare di Petra, insieme al consulente enologico Beppe Caviola. Un legame speciale quello di Francesca con Petra, da quando nel ’97 la famiglia Moretti decise di investire 60 ettari in Val di Cornia in località San Lorenzo nell’entroterra di Campiglia Marittima, dando vita a un progetto enologico importante. “Petra è il nostro vino più rappresentativo, porta il nome dell’azienda e l’immagine della cantina in etichetta. Un’espressione identitaria che racconta il territorio, una terra rossa calcarea ricca di ferro, sodio, magnesio  e le diverse sfaccettature dell’annata”.

Alberto Massucco Champagne, un nome da pronunciare tutto attaccato che si sta facendo notare nell’ecosistema delle bollicine più famose al mondo. La sua storia di italiano che da importatore è diventato produttore di Champagne è ormai cosa nota tra gli addetti ai lavori, ma sempre di più anche il pubblico di appassionati lo sta conoscendo. Ma come si è inventato questo signore piemontese classe ’49 l’idea di produrre in Champagne? “Sono sempre stato appassionato di Champagne sin da quando giovanissimo ancor quindicenne assaggiai il primo calice. Negli anni per passione ho sempre frequentato la zona, poi cinque anni fa quando sono riuscito a delegare importanti impegni lavorativi all’interno dell’azienda di famiglia impegnata nel settore della metalmeccanica, ho deciso di intensificare le mie presenze in zona, così in maniera quasi naturale è nata la volontà di investire in Champagne”.

Tipicità e artigianalità del prodotto, sono questi i due filoni principali su cui continua a puntare il Caseificio Fior d’Agerola, che hanno consentito a questa realtà familiare della Campania di attraversare oltre 180 anni di storia e arrivare sino ad oggi. Negli ultimi anni si sono distinti per qualità dei prodotti, grazie a notevoli investimenti in tecnologica dotando il caseificio dei moderni standard, mantenendo però invariata la durata per i tempi di produzione, che rispetto alla media sono biblici, un ciclo di lavorazione mediamente di venti ore contro le tre ore e mezza che impiegano altre realtà.

Al via La Rete dei Giardini Sospesi, un’iniziativa che riunisce nove produttori di Nebbiolo delle Alpi sotto forma di rete di imprese della filiera del vino in Valtellina. A volerla fortemente Mamete Prevostini, per mettere al centro della filiera la figura del viticoltore e condividere competenze, risorse e visioni. L’obiettivo è valorizzare la storia e la qualità della viticoltura del territorio portandola verso alti standard di sostenibilità, sia a livello ambientale e agro ecologico che economico. Una rete per fare sostenibilità economica e ambientale nel segno dell’innovazione in Valtellina, l’area terrazzata vitata più grande d’Italia, dove l’arte dei muri a secco è patrimonio UNESCO dal 2018.

I magnifici dieci, i semifinalisti che si contenderanno il titolo di Campari Bartender of the Year sono stati annunciati dopo le tappe di qualificazione che hanno toccato le città di Milano, Roma, Catania e Bari. Selezioni dove non sono mancati entusiasmo e adrenalina, ingredienti fondamentali insieme al Campari per realizzare dei drink sullo stile dei grandi maestri di ieri e di oggi.

E’ la novità del momento nel campo dei distillati, la distilleria Strada Ferrata si sta facendo conoscere da addetti ai lavori e appassionati e sta guidando la rivoluzione craft. Una distilleria artigianale che punta a un target nuovo, quello dei New Make e del Whisky italiano, che prendono origine dalla distillazione di un fermentato di cereali. Dietro il progetto visionario di Strada Ferrata ci sono dei nomi noti nel mondo della birra, Agostino Arioli e Railroad Brewing Co che hanno messo insieme forze ed energie. Siamo stati a una degustazione delle etichette di Strada Ferrata, dopo l’intervista al Cibus 2021, per capire meglio cosa ci sta dietro. Le porte della distilleria sono state aperte nel 2020, da febbraio 2021 si è iniziato a distillare e dopo un minimo di 3 anni di affinamento in botte, nel 2024 Agostino e Benedetto saranno pronti per far assaggiare il loro “whisky all’italiana”.