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Brunello di Montalcino

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Firenze capitale del Brunello, almeno per una notte. Il Brunello di Montalcino è uno di quei pochi vini che hanno da sempre un posto speciale nell’immaginario e nelle preferenze degli wine lovers italiani e stranieri. Lo si è visto bene, benissimo anche nella serata organizzata dal giornalista Leonardo Romanelli in collaborazione con FISAR ieri sera a Villa Olmi, hotel 4 stelle superior immerso nel verde tra alberi secolari e giardini all’italiana, ma comunque a due…

Il terroir di Montalcino è capace di attirare l’attenzione dell’enoturismo anche in un’annata particolare come quella attuale. Un fenomeno grazie alla doppia B di Bike e Brunello, con in testa al gruppo una cantina simbolo della zona come Ciacci Piccolomini d’Aragona. La cronaca della nostra visita in un sabato di metà ottobre parte con una giornata nebbiosa, durante il viaggio nella campagna senese purtroppo non si vede molto, ma appena entrati in paese il cielo come d’incanto si apre improvvisamente con una pennellata d’azzurro. Eccola la magia di Montalcino, una denominazione blasonata in tutto il mondo dei vini rossi d’autore dalla fine degli anni ’60, con radici ancor più indietro nella macchina del tempo.

“Sono già 19 gli Stati americani che come in Italia hanno scelto di difendersi dal Coronavirus chiudendo la ristorazione, in buona parte composta da prodotti e vini made in Italy. Noi produttori toscani del Brunello di Montalcino siamo vicini agli amici statunitensi e consapevoli che la ripartenza ci vedrà in prima fila accanto a loro”. Così il presidente del Consorzio del vino Brunello di Montalcino, Fabrizio Bindocci, ha commentato le nuove più rigorose misure del governo Usa contro l’emergenza annunciate oggi dal presidente Trump e la serrata dei ristoranti in 19 Stati.

Essere inseriti nella fascia più alta della Liv-ex Classification con un prezzo di 3.583 sterline a cassa da 12 bottiglie, è motivo di orgoglio per Biondi-Santi.  Un risultato che per l’Amministratore Delegato, Giampiero Bertolini, suona come una prima conferma al progetto di crescita intrapreso da Biondi-Santi con il Gruppo francese EPI di Christopher Descours, volto a esprimere appieno il potenziale dell’azienda attraverso l’unicità del suo vino e il patrimonio storico custodito nella cantina di Tenuta del Greppo di Montalcino.

Nel mondo del vino ci sono molti anzi moltissimi punti di vista, interpretazioni di gusto nonché approcci alla degustazione. E quella anche nota come “alla cieca”, è certamente la più mirifica, rappresenta lo stupore estremo del risultato del confronto con il solo vino nel bicchiere. Un dialogo solitario con lui, senza briefing pregiudizievoli di miti o di etichetta.

Chi scrive non era ancora nato nel 1970, quando Italia-Germania 4-3 è entrata nella storia non solo del calcio, ma nella storia italiana. Tutti conoscono il risultato di quella semifinale mondiale mitica, o perlomeno ne hanno sentito parlare. Citazione calcistica per iniziare e sdrammatizzare il fatto che non andremo ai mondiali del 2018. Se ci pensate anche con il Barolo e con il Brunello avviene così.

Si è conclusa con numeri sicuramente molto positivi la 25° edizione di Benvenuto Brunello, icona indiscussa dei vini toscani. Più di 3.300 le presenze nei 4 giorni dell’anteprima tra giornalisti italiani e internazionali, operatori del settore e semplici appassionati, tutti accorsi ad assaggiare il Brunello 2012 e il Rosso 2015, grandi protagonisti di Benvenuto Brunello 2017.

Giorni intensi quelli dei wine-lovers milanesi. È tornata una Milano da bere. La Vendemmia di Via Montenapoleone, kermesse con l’obiettivo di avvicinare il mondo del vino a quello della moda, veri simboli del Made in Italy, ha inondato nella città meneghina bottiglie di qualità. Una serie di eventi, presentazioni, degustazioni, con il clou in due momenti. La serata Opening di giovedi 6 ottobre, appuntamento unico con il mondo del lusso e dei vini più prestigiosi in degustazione in oltre cento punti del quadrilatero della moda. Super degustazione invece con il Wine Tasting “Oltre Cento sfumature di gusto”, a cura del Comitato Grandi Cru d’Italia andato in scena venerdi 7 ottobre a Palazzo Serbelloni.

Con Tenuta Dalle Vigne, Caviro leader del mercato italiano del vino, sta entrando sempre più in tutte le linee della distribuzione, dal canale tradizionale alla gdo. Un colosso in grado di lavorare nei mercati di tutto il globo, insieme alla video intervista di Beverfood.com a Vinitaly una panoramica della presenza nel mondo con un assortimento di etichette ampio e variegato.

Banfi, conosciuta in tutto il mondo per il suo Brunello, è di proprietà della famiglia Mariani, che nel 1978 ha fondato Castello Banfi a Montalcino, assemblando una proprietà di 2830 ha. per la produzione di vini di qualità, legando indissolubilmente Banfi a questo territorio e al suo sviluppo. Circa un terzo della tenuta ilcinese è coltivato a vigneto specializzato, mentre il resto è occupato da boschi, olivi, susini e altre coltivazioni.