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Chi scrive non era ancora nato nel 1970, quando Italia-Germania 4-3 è entrata nella storia non solo del calcio, ma nella storia italiana. Tutti conoscono il risultato di quella semifinale mondiale mitica, o perlomeno ne hanno sentito parlare. Citazione calcistica per iniziare e sdrammatizzare il fatto che non andremo ai mondiali del 2018. Se ci pensate anche con il Barolo e con il Brunello avviene così.

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Tutti li conoscono e ne hanno sentito parlare. Sono due campioni mondiali del vino italiano, ma in fatto di conoscenza reale del prodotto forse sono più informati e preparati all’estero che in Italia. Da qualche anno hanno deciso di unire le forze e di mettersi insieme, in un evento “Barolo-Brunello“, unico nel suo genere. Un format che nel 2017 ha fatto tappa a Milano alle Officine Volo. Il pubblico non è mancato, un target perfetto, numeri giusti per poter ascoltare dalla voce diretta dei produttori le loro storie. Tra nebbiolo e sangiovese un viaggio in due tra i territori più importanti del mondo del vino. Entrambi frutto di monovitigni, espressioni diversi di interpretare la vinificazione di due fenomeni dell’enologia italiana. Alcuni punti in comune li abbiamo trovati, a prescindere dalla qualità del vino, super tanto in Piemonte quanto in Toscana. In entrambe le denominazioni hanno capito che è importante lavorare si all’estero, ma se non sei presente a casa tua può capitare che il tuo importatore di Hong Kong venga con la sua famiglia in vacanza in Italia e se chiede in giro a qualche enoteca e non sanno di chi stiamo  parlando, oppure se non vi vede in dieci giorni in nessuna carta dei vini al ristorante, capisce che c’è qualche cosa che non va. Barolo-Brunello nasce anche per questo, per far avvicinare gli italiani a due vini simbolo del nostro comparto. Altra nota comune le quotazioni in entrambi i cadi arrivate a cifre importanti, si parla mediamente di più di 2 milioni di euro per acquistare un ettaro per il Barolo e circa un 1 milione per il Brunello di Montalcino. Per ogni acquisto contano la tipologia dei cru e la posizione della vigna, con le vendite di Vietti e Biondi Santi che hanno sostanzialmente fatto da prezzario per le rispettive zone. Positiva organizzazione di Wine-Zone, a dirlo sono stati tutti i produttori incontrati nella due giorni di degustazione, l’atto finale di una serie di anteprime che hanno fatto salire la giusta attesa. Noi di Beverfood.com siamo stati alle Officine Volo e abbiamo fatto 4 assaggi di Barolo e 3 di Brunello, per il nostro Barolo-Brunello 4-3.

BAROLO LISTE 2012 DAMILANO

La famiglia Damilano ha diversificato il suo business essendo attiva nel settore delle acque, in un pastificio e proprietaria anche del bar Zucca, uno degli esercizi più storici di Torino. Ma il Barolo forse rimane il figlio prediletto, il primo della classe, che invita alle feste dei grandi i fratelli minore. Liste 2012, le vigne di questo importante cru, circa quattro ettari, sono ben visibili dai tornanti della Strada Provinciale Alba- Narzole, scendendo dal Castello della Volta. Età delle vigne sui 35 anni, rese sui cinquanta quintali per ettaro. Come sempre il Liste è una classica espressione del Barolo, verticale, quasi un po’ austero. Ci vorrà ancora del tempo perché si apra, nel bicchiere al naso sentiamo una bella intensità e note di speziatura, liquirizia, cacao. Utilizzo solo di botte grande due anni e un anno in bottiglia, in bocca il primo impatto è decisamente marcato, bello persistente, un tannino un po’ aggressivo ma siamo al primo assaggio.

www.cantinedamilano.it

BORGOGNO BAROLO FOSSATI 2012

Borgogno è l’azienda più storica del Barolo, l’etichetta di produzione recita 1761. Da qualche anno la proprietà è passata al Gruppo Farinetti, che ha lasciata intatta la filosofia produttiva con la conduzione enologica in mano a Giuseppe Caviola. Abbiamo assaggiato il Barolo Fossati 2012, la fermentazione e la macerazione avvengono in vasche di cemento. Nella gamma dei vini del 2012 ci è sembrato più pronto il Fossati, in un cru che sta tra il comune di Barolo e quella di La Morra. Affinamento quattro anni in botte grande e poi un anno in bottiglia, colore rosso granato tipico, al naso sentori vegetali e chiodi i garofano. Bocca bel tannino con un filo di freschezza, retrogusto ci riporta alla memoria olfattiva, un vino da abbinare con piatti della tradizione piemontese a base di carne.

www.borgogno.com

BRUNELLO DI MONTALCINO POGGIO DI SOTTO 2012

Nel primo assaggio di Brunello la differenza si sente. Qui c’è più un sentore di frutto, come nel caso del Poggio di Sotto 2012. La tenuta fa parte del Gruppo Colloemassari, rappresenta di fatto il vertice della piramide qualitativa del gruppo che ha saputo imporsi in Toscana con un modello imprenditoriale di successo. Note al naso sulla ciliegia, frutti rossi, ribes, in bocca piacevolezza di beva per un vino che ha una texture avvolgente e vellutata già oggi, con un domani da affrontare in serenità.

www.collemassari.it

BRUNELLO DI MONTALCINO CUPANO VERTICALE DI ANNATE

Ci incuriosisce la proposta di Cupano, perché di fatto è possibile vedere come varia il carattere del Brunello di Montalcino in questa verticale proposta. Si parte dalle annate giovani, addirittura dall’anteprima 2013 che verrà messa sul mercato il prossimo anno, passando dalla 2012 che attualmente in commercio. Filone conduttore in questi prodotti il frutto, ma via via ci alziamo di annata si capisce che il Brunello con l’invecchiamento acquista più complessità, maggiore finezza ed eleganza facendo rimanere intatta la beva e il frutto più marcato nelle annate giovani. Bella scoperta Cupano, una storia cominciata a Montalcino nei primi anni settanta nella collina di sassi sopra l’Ombrone, che assicura drenaggio, ricchezza di minerali e una vista meravigliosa, da una vision di Henri Jayer di Borgogna con le sue ferree convinzioni: pochi ettari, vino fatto in vigna, nessun pesticida o fertilizzante, rese basse.

www.cupano.it

BAROLO BUSSIA 90 DI’ RISERVA 2011 GIACOMO FENOCCHIO

Dal 2010 da Giacomo Fenocchio sono ritornati all’antica, facendo delle macerazioni di almeno una novantina giorni. Da qui prende il nome Barolo Bussia Novanta Di’, lunghe macerazioni che danno carattere al vino. Naso con un bel mix di frutta e spezie, sentiamo la macerazione ma anche sentori primari, di un terreno dove c’è del tufo ma anche un terroir ferroso, che ha protetto dalla calura estiva del 2017. In bocca tannino avvolgente e bello levigato, persistente. Si stanno abituando a lavorare con le annate così un po’ calde, da Fenocchio per l’azienda presente dal 1850 a Monforte d’Alba.

www.giacomofenocchio.com

Contatti email Aziende Beverage And Food Distribuzione Ingrosso Alimentari Banchedati CSV Excel

 

BRUNELLO DI MONTALCINO LE POTAZZINE 2013

Tempo di anteprime in casa Potazzine, il nome usato per chiamare le cinciallegre, piccoli uccellini vivaci con cui i nonni chiamano i nipoti, Sofia e Viola nel caso della famiglia Gorelli. La mamma Gigliola a Montalcino è invece chiamata la “talebana del Brunello”, per via dei metodi tradizionali, botti di grande dimensione e rispetto della storia. Tenuta che produce circa un 38.000 bottiglie, le richieste di vino sono sempre in aumento. Ordini che arrivano sia dall’estero ma anche dall’Italia. Milano è una piazza dove sono presenti molti clienti, passati tutti ad assaggiare l’anteprima 2013. Botte grande per 40 mesi, naso elegante con aromi di rose, frutta rossa, tabacco ed erbe officinali. In bocca struttura ben bilanciata da una freschezza che dà piacevolezza di beva.

www.lepotazzine.com

BAROLO GAVARINI CHINIERA 2005 ELIO GRASSO

Se siamo qui oggi lo si deve a un direttore di banca. Negli anni ‘80 Elio Grasso lavorava in banca, ma l’amore per la sua terra lo ha fatto tornare alle origine e scegliere di tornare a Cascina Gavarini a Monforte d’Alba. Oggi l’azienda di Langa è giunta alla terza generazione, in una storia tutta da raccontare tra aneddoti e vision sul mondo del vino. Quella fu una scelta rivoluzionaria di tornare alla terra, mentre in vigna e in cantina si è sempre rispettata la tradizione. Botti grandi di rovere di Slavonia per 30 mesi poi affinamento in bottiglia, il Barolo Gavarini 2005 è già pronto ma possiamo ancora tranquillamente aspettare per berlo. Naso perfettamente integro e croccante, note torrefatte con frutta rossa che diventa matura. In bocca l’estasi per un Barolo che all’anagrafe fa tredici anni, equilibratissimo per un tannino maturo.

www.eliograsso.it

 

+INFO barolobrunello:
www.barolobrunello.it
www.wine-zone.it

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