Pinterest LinkedIn

© Riproduzione riservata

How do you feel today? Come ti senti oggi? È la domanda che campeggia a caratteri cubitali quando si apre l’home page di Allegrio, il nuovo progetto di ristorazione dell’imprenditrice Sabrina Corbo. Creative director partenopea-britannica con la passione per l’arte, l’architettura e l’interior design, ha scelto Via Veneto, il simbolo della Dolce Vita romana per realizzare un concept inedito.

Un ristorante suddiviso in quattro ambienti, Joyful, Lucky, Intrepid e In Love, dove gustare una mixology ricercata, con bottiglie pregiate che funge da fil rouge ad una cucina che si muove tra piatti del territorio e della tradizione italiana ed una pizza gourmet. Quattro stanze dedicate ad altrettante emozioni, dalla gioia di vivere, alla superstizione passando per lo spirito coraggioso, all’amore, o meglio la passione che contraddistingue gli italiani. Per orientarsi niente di meglio che sorseggiare un buon drink, attingendo ad una carta molto ampia che si muove tra signature e grandi classici.

Da noi il cocktail è assolutamente sartoriale – spiega Riccardo Martellucci che ha firmato la drink list La mixology ha un ruolo di tutto rilievo nell’ambito di Allegrio. Spesso arriviamo sul tavolo per ultimare la preparazione. Specie riguardo i cocktail storici è importante che il cliente ne osservi il processo e verifichi quali ingredienti finiscono nel suo bicchiere. Soprattutto cerchiamo di esaudire ogni desiderio del cliente. Se un determinato piatto del nostro ricco menu o una pizza richiedono un pairing particolare, non esitiamo a creare ex novo un drink che traduce esattamente l’emozione migliore in chiave beverage. Non sempre un cocktail IBA o un nostro signature possono essere la soluzione migliore. Questo lo abbiamo appreso grazie al rapporto instaurato con una clientela dal respiro internazionale. D’altronde Via Veneto è una delle arterie più cosmopolite di Roma. Possiamo tranquillamente affermare una grande scrematura avviene per provenienza geografica. I clienti esteri, per lo più americani, adorano il pairing con il cocktail in abbinata con il menù del ristorante privilegiando i grandi classici quali Manhattan, Sazerac, Old Fashioned. E spesso ne bevono molti. Mentre gli ospiti italiani e i tanti romani che ormai sono fidelizzati si orientano a provare un drink con la pizza. E qui si va su Gin Tonic o Spritz. Riguardo il primo abbiamo sviluppato diverse varianti che offrono ed esaltano lati magari nascosti del cocktail più amato dagli italiani. Non nascondo inoltre che nel panorama della mixology si sta facendo sempre più strada l’agave con tequila e mezcal proposti anche in cocktail IBA quali il Negroni”.

Riccardo Martellucci
Riccardo Martellucci

Tra i signature spiccano un Allegrio’s Punch con rhum, liquore ai lamponi, cordiale di arancia e limone, infuso di vaniglia, il Caribbean Asian Fusion, Rum con blend di spezie, miele d’agave, riduzione di karkadè sodato, aria di zenzero o il Fu-Mo, Mezcal, tequila, Yuzu, Limone, Cordiale al Lapsang Chousong. Ma anche un interessante Pear Bulevardier, ovvero Bitter Campari, whisky, vermouth, essenza alcolica alla pera. Una sezione è dedicata poi ai cocktail invecchiati “Oak Barrel”, oltre ai classici IBA e ad una profonda carta di gin e spirits anche orientali.

Alessio Navacci
Alessio Navacci

Questa visione tra food & beverage improntata sulla contaminazione e sulle sensazioni, traduce la visione di Sabrina Corbo per cui “Allegrio deve trasmettere in primis emozioni e voglia di divertirsi.  D’altronde il nome del locale deriva dalla parola allegria e nasce nel periodo più drammatico che tutti abbiamo vissuto, quella terribile pausa pandemica.  Mi trovavo in Inghilterra, dove vivo, e ammiravo l’Italia e quella gioia di vivere che gli italiani trasmettevano al mondo, nonostante tutto. Questo ha fatto scaturire in me il desiderio di realizzare qualcosa di unico in Italia, non in un posto qualunque, ma in quella strada di Roma che è un simbolo nel mondo. Questa formula ha subito incontrato l’apprezzamento di un pubblico equamente diviso tra italiani e stranieri. I primi poi si fidelizzano all’istante ed ogni volta cambiano stanza per provare emozioni differenti, sebbene l’ambiente In love, decorato con oltre 500 roselline in porcellana di Capodimonte abbia un fascino incredibile. Il successo di Roma mi ha fatto venir voglia di replicare il format all’estero, non mi dispiacerebbero Londra e alcuni Paesi del Medio Oriente. Questo modo di rappresentare, con la cucina e la mixology, l’italianità nel mondo, mi inorgoglisce. Con la nostra cucina poi diamo voce all’anima più autentica della tradizione gastronomica tricolore”.

Sabrina Corbo
Sabrina Corbo

Espressione di questa veracità sono i cosiddetti piatti signature, un concetto che dalla mixology è traslato anche in cucina. Tra questi, il cavallo di battaglia è la “Carbonara My Way” con uova biologiche, guanciale “Reggiani”, pecorino romano dop, parmigiano reggiano e pepe nero.

Questo grande classico della romanità viene ultimato al tavolo dei commensali che ne possono gustare anche visivamente la cottura e la creazione della seducente “carbocrema”.  Il menu segue la stagionalità e si dipana tra antipasti del territorio e primi della tradizione, come un risotto al burro d’alpeggio, parmigiano reggiano, alici e limone o i ravioli ripieni di brasato con crema di zucca e burro di bufala.

Mentre nei secondi fanno la parte da leone, Abbacchio e Porchetta.  Come ben evidenzia l’executive chef Daniele Creti: “Realizziamo una cucina in grado di rispondere a tutte le esigenze dove spicca una materia prima di altissima qualità non troppo contaminata dalle tecniche di cottura. Dopo anni in cui ci si è focalizzati eccessivamente sulle sperimentazioni, dal sottovuoto alla bassa temperatura al roner sta ritornando di gran moda il passato, ovvero la cottura in padella e alla griglia. Rispettando sempre il diktat che un piatto in primis dev’essere buono e poi anche presentato in maniera eccellente”.

Daniele Creti
Daniele Creti

Ad Allegrio protagonista anche la pizza realizzata da Ivano Veccia Peppe Aiello, che hanno creato l’inedita “pizza Matta”, risultato del connubio tra la tradizionale pizza romana e quella napoletana. In carta oltre alle classiche anche una al tartufo fresco on crema di taleggio, bacon croccante, fiordilatte, tuorlo d’uovo pastorizzato, una vegana con crema di porro arrostito, radicchio marinato con glucosio, aceto di mele e acqua, nocciole tostate, chips di porro, maggiorana fresca, germogli di basilico ed una sontuosa Faraona Capricciosa con crema di zeus di Peppe Iaconelli, scarola riccia, pomodorino semidry, nocciola tritata, noci, rapa rossa, petto cotto a bassa temperatura o la Pizza Maritata con fiordilatte, pecorino, 8 tipi di verdure saltate con alici di cetara, salsiccia, cicoli, chips di cavolo nero. “Ho portato la tradizione ischitana a Roma – spiega Veccia – coniugandola con quella romana che rappresenta una scena di alto livello. Inutile dire che la mia pizza si caratterizza per l’uso di materie prime ricercate e di alto livello, puntando sul biologico e per quanto riguarda la carne abolendo lea provenienza da allevamenti intensivi. Poi la stagionalità è un mantra. Non è detto che la capricciosa debba sempre farsi con i funghi, magari in estate si possono utilizzare le zucchine”.

+info: allegrio.com/

© Riproduzione riservata

Tu cosa ne pensi? Scrivi un commento (0)

Resta sempre aggiornato! Iscriviti alla Newsletter

Scrivi un commento

3 × uno =