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RICERCA SUI CONSUMI ALIMENTARI EXTRA DOMESTICI NOMISMA/MIA


Sintesi informativa liberamente tratta dalla
Ricerca Nomisma commissionata da MIA/Fiera RiminiPresentata in occasione di Mia 2008

SOMMARIO: ristorazione extradomestica nell’unione europea – la ristorazione extradomestica in italia in totale – tipologia pasti consumati fuori casa – il pranzo fuori casa – la cena fuori casa – percezione dei costi di un pasto di lavoro fuori casa – mangiare all’iper che piacere… – una cena senza precedenti?

Riferimento temporale: febbraio 2008

L’annuale ricerca sui consumi alimentari extra-domestici è stata affidata da Rimini Fiera a Nomisma ed è stata presentata in occasione della 38a Mostra Internazionale dell’Alimentazione. L’indagine, ‘Dimmi come mangi’, fotografa abitudini, frequenze di consumo e i luoghi nei quali gli italiani consumano pranzi e cene di lavoro e per divertimento. In particolare, s’è voluta indagare anche la spesa sostenuta per i pasti e le variazioni di spesa percepite. L’indagine è stata compiuta individuando un campione rappresentativo di italiani residenti nei ‘centri capoluogo di provincia’. Riassumiamo di seguito le principali conclusioni della ricerca

RISTORAZIONE EXTRADOMESTICA NELL’UNIONE EUROPEA

Nell’Unione Europea (25 Paesi) sono consumati circa 61 miliardi di pasti annui e mediamente sono 131 i pasti pro–capite consumati fuori casa in un anno. 6 euro è la spesa media pro–capite è di 6 euro.. La ristorazione extra-domestica offre lavoro nell’Unione Europea a 6,1 milioni di occupati

LA RISTORAZIONE EXTRADOMESTICA IN ITALIA IN TOTALE

La spesa complessiva delle famiglie italiane (ultimi 10 anni) per alberghi e ristoranti è cresciuta e oggi rappresenta il 9,5% del totale contro l’8,6% di dieci anni addietro. L’Istat stima che oggi il mercato del fuori casa generi un giro d’affari 64,5 miliardi di euro a fronte di 131,6 miliardi di spesa complessiva per l’alimentazione domestica. L’elaborazione Nomisma stima nel 2007 un giro d’affari della ristorazione extra-domestica in Italia di 65,7 miliardi di euro.

TIPOLOGIA PASTI CONSUMATI FUORI CASA

Circa il 51% degli intervistati (persone che attualmente lavorano o hanno lavorato negli ultimi sei mesi) dichiara che il pasto che consuma abitualmente fuori casa è il pranzo. Il 28%, consuma invece in prevalenza una cena mentre il 21% consuma abitualmente fuori dalle mura domestiche sia pranzo che cena.

IL PRANZO FUORI CASA

Tra tutti coloro che consumano abitualmente un pranzo fuori casa, l’86% lo fa per motivi di lavoro. Solo il 14% consuma un pranzo fuori casa prevalentemente per motivi di svago o divertimento. Il 64% di chi abitualmente consuma un pranzo fuori casa, per motivi di lavoro ha una pausa troppo breve per tornare a casa. Invece, il 58% di chi abitualmente consuma un pranzo fuori casa, per motivi di svago o divertimento lo fa per la compagnia degli amici. Il 10% per provare cucine diverse; il 7,5% perché non ha nessuno a casa che gli prepara un pranzo. Il 44% di chi consuma abitualmente un pranzo fuori dalle mura domestiche spende in media dai 5 a 10 euro, mentre il 33% spende meno di 5 euro. La spesa media è di 7,4 euro, ma scende a 6,7 euro se la motivazione principale del pranzo è quella di lavoro e sale ad 11,9 euro se invece è il motivo principale è lo svago o il divertimento della persona.

LA CENA FUORI CASA

Il 29% degli intervistati dichiara che il pasto che consuma abitualmente fuori casa è la cena. Tra coloro che consumano abitualmente una cena fuori casa, il 91% lo fa per motivi di svago o divertimento, senza distinzioni significative tra grandi e piccoli capoluoghi di pv. Solo il 9% lo fa per motivi di lavoro. La spesa media è di 21,7 euro, ma scende a 17,1 euro se la motivazione della cena è quella di lavoro e sale ad 22,1 euro se invece è il motivo è lo svago o il divertimento della persona.

PERCEZIONE DEI COSTI DI UN PASTO DI LAVORO FUORI CASA

Tra tutti coloro che hanno indicato nel lavoro il principale motivo per consumare un pasto fuori casa, il 54% dichiara di avere speso più dell’anno scorso.. Il 41% ha invece dichiarato di spendere circa la stessa cifra ed un ulteriore 2% poco meno dell’anno scorso. La reazione alla percezione di aumento del costo del pasto non ha comunque portato a significativi cambiamenti nelle modalità di fruizione: il 61% di coloro che hanno indicato nel lavoro il principale motivo per consumare un pasto fuori casa non ha cambiato abitudini e non ha modificato significativamente la frequenze di consumo. Alla richiesta di dare un giudizio complessivo sul rapporto qualità-prezzo, il 28% degli intervistati – cioè 1 su 4 – si è dichiarato ‘poco’ (24%) o ‘per nulla’ (4%) soddisfatto.

MANGIARE ALL’IPER CHE PIACERE…

Fra i nuovi luoghi di consumo, a conferma del trend di crescita delle superfici commerciali quale luogo di consumo di pasti exdradomestici, da sottolineare che circa la metà dei consumatori nel 2007 ha fruito di almeno un pasto in un centro commerciale/Iper (49%); aereo (31%); treno (14%); discoteca (10%); biblioteca (4%).

UNA CENA SENZA PRECEDENTI?

I legami famigliari stretti, coniugati con il desiderio di vedere intorno al tavolo per una cena ‘senza precedenti’, risaltano in maniera inequivocabile. Quattro consumatori su 10 vorrebbero con sé la moglie o il marito, con una percentuale in crescita rispetto al reddito. Al secondo posto i parenti, stavolta invece chi guadagna di più… li ha meno nel cuore! Stesso trend per il fidanzato o la fidanzata… più si guadagna e meno è prioritaria questa scelta. Pochi pensano agli amici, giusto uno su dieci. Addirittura quasi inesistente il pensiero per un collega di lavoro.

INFOFLASH/MIA La Mostra Internazionale dell’alimentazione (MIA) è l’appuntamento leader per l’alimentazione fuori casa, momento di verifica per un mercato che comporta in Italia un giro d’affari di oltre 65 miliardi di euro. Nel 2015 si prevede che il peso della ristorazione moderna crescerà del 45%, mentre cresceranno del 30% quella collettiva e del 25% quella tradizionale (fonte indagine Nomisma). MIA fornisce un’ampia panoramica delle novità e delle tendenze nei consumi alimentari;
costituisce un momento di aggiornamento professionale (presentazione di indagini, corsi di formazione, degustazioni, concorsi); si svolge in contemporanea con altri 4 eventi per il food & beverage: Pianeta Birra Beverage & Co, Oro Giallo – Mostra Internazionale dell’Olio Extravergine di Oliva, MSE – Mediterranean Seafood Exhibition, e Food&Beverage Logistics Forum, che complessivamente rappresentano l’appuntamento leader in Europa per ciò che concerne l’alimentare extradomestico. I dati della scorsa edizione: 16 Padiglioni – 100.000 mq di superficie espositiva – 88.087 visitatori professionali di cui 2.918 esteri certificati ISF + INFO: www.miafiera.it/

INFOFLASH/NOMISMA
Nel greco antico la parola “nomisma” indica il valore reale delle cose. Seguendo l’indirizzo dettato dalla radice etimologica, Nomisma esercita da più di 25 anni la funzione di osservatorio locale, nazionale e internazionale sui fenomeni economici, rivolgendo particolare attenzione ai fatti dell’economia reale, e viene riconosciuta come uno dei principali istituti privati di ricerca economica a livello nazionale ed europeo. L’attività di Nomisma è concentrata sullo sviluppo di modelli, professionalità e strumenti per analizzare e studiare l’economia, di supporto decisionale alle scelte di politica economica di strategia industriale. Il percorso di sviluppo è basato su una visione interdisciplinare dell’economia. Grazie a quest’approccio trasversale, Nomisma detiene competenze specifiche ed esclusive in numerosi settori, con una focalizzazione particolare sulle tematiche dell’agricoltura e dell’alimentare, delle politiche industriali e dello sviluppo del territorio, dei mercati immobiliari e del real estate, dei programmi di cooperazione internazionale, dei servizi pubblici locali, dell’energia e dello sport. +info: www.nomisma.it

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