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Meats & Spirits. Non lascia spazio ad equivoci di sorta la filosofia di Don’s, il burger & cocktail bar che nel cuore di Roma, a Piazza del Fico, propone l’american dream a tavola. “Ci siamo ispirati a tutti i locali più iconici di New York – spiega Francesco Dadone uno dei soci del localeVogliamo ricreare grazie ad una ricercata offerta gastronomica e di mixology, nel centro della Caput Mundi, quell’atmosfera unica che caratterizza la metropoli americana. E per far questo ci siamo confrontati fra di noi. Siamo un team molto giovane, dieci soci tutti under 32 provenienti dalle più disparate esperienze in ambito food. Se il concept a prima vista può sembrare quello classico delle steakhouse made in U.S.A. in realtà ci abbiamo messo molto del nostro puntando a un ricercato pairing con i cocktail, sia i classici IBA che i signature decisamente personalizzati. E devo dire che stiamo riscuotendo successo di pubblico. Abbiamo una clientela con una forte componente straniera, con predominanza anglosassone ed Europea. D’altronde siamo ubicati in una zona contrassegnata dai flussi turistici.  Ma nonostante questo il tasso di fidelizzazione è importante”.

Scorrendo i menu, sicuramente quello che salta all’occhio è la drink list dall’evocativo nome “Cromoterapia”. Una elegante brochure cartacea introdotta da una riflessione del celebre artista Vasilij Kandinskii apre ai signature cocktail il cui nome è accostato ad un colore. Il richiamo è non solo nel cromatismo del liquido ma anche nelle sensazioni evocate. Si va dall’Orange, ovvero tequila, mezcal, soda al mango, tabasco verde, limone, simple syrup,  jalapeños verdi per chi ama le note esotiche, piccanti e fruttate al Blue, vodka, cordiale balsamico, acido citrico,  bitter al limone,  top prosecco, proseguendo per Yellow, scotch, liquore pesca, amaretto, limone, simple syrup e Purple, seducente mix di gin, liquore alla violetta, acido citrico, bitter al limone, soda e maraschino. Gli appassionati di note vellutate e amaricanti non rinunceranno di certo al Black, ovvero cognac, sweet vermouth, soda, caffè, simple syrup.

Il bartender  Matteo Vertecchi che ha ideato la lista insieme al bar manager Jacopo Nonis evidenzia come: “Non c’è niente di più intuitivo dei colori. Questo ci ha spinto a puntare sulla cromoterapia nella mixology. Dunque abbiamo deciso di togliere i nomi dai cocktail e lasciare i colori per far emergere la nostra filosofia del bere in ogni drink. La lista da cui può attingere il cliente non comprende naturalmente solo queste creazioni. Si completa con i classici IBA e poi con i nostri bestseller. Quattro drink che il pubblico ama più di tutti. L’Harry’s, con gin, cordiale alla salvia e limone, acido citrico, simple syrup top ditonica; il Bitter Sweet Village, rhum, limone, simple syrup, cordiale mango e fernet; Sparkling Peach che punta sulla Vodka e liquore alla pesca e  il This is not a cosmo, una combinazione di vodka e cordiale all’arancia e limone. Al di là tutto noi vogliamo però proporre un cocktail sartoriale, dunque siamo pronti a soddisfare qualsiasi desiderio. Suggerendo quale bevuta è più indicata con i nostri piatti. Gli stranieri in questo senso sono più ricettivi, rispetto agli italiani che ancora nella maggior parte dei casi amano pasteggiare con vino e birra. Ritengo però che sia un problema culturale. È necessario saper spiegare bene ogni singolo prodotto, solo così si desta la curiosità che è quel fattore che poi scardina le tradizioni, anche quelle più radicate. Ad esempio il menu del nostro cenone di Capodanno era tutto giocato con gli accostamenti piatti – mixology e il pubblico è rimasto davvero soddisfatto”.

Analizzando il lato food, si rimane colpiti da un menu pop, creato dallo chef Simone Lipari, colorato e giocoso con in bella vista i capisaldi dei piatti cult. Si parte al mattino con il classicissimo e iconico Brunch a stelle e strisce: pancake, french toast, waffles, uova alla Benedict, bagel. Naturalmente non c’è America senza Hamburger, in più varianti – Don’s/ Smoky/ Truffle/ Dry Age Burger. Ci sono poi i ricercati tagli di carne e i piatti storici della tradizione gastronomica a stelle e strisce: Bone Marrow, femore di manzo con il suo midollo arrosto, Steakhouse Bacon, pancia di maiale; Home Made Mac and Cheese. La ricerca della qualità accomuna ogni proposta a partire dai burger Sakura, alle carni del Gruppo Galli fino alle ricercate selezioni Hanami.

Abbiamo grandi aspettative per la prossima stagione estiva, – continua Dadone – dopo questi primi mesi che possiamo considerare un rodaggio, la stagione calda completa sarà un vero test sul nostro locale. Non mancheranno le novità, a partire dall’introduzione nel menu di piatti di pesce. Sempre della tradizione americana. Quindi aspettatevi la rana pescatrice e un grande classico come il lobster. Inoltre, dedicato a un pubblico giovanile, stiamo definendo un ricco programma di eventi e spettacoli che vanno dalla musica live nei giorni seriali al dj set nel weekend. Abbiamo visto che sempre più ospiti scelgono di fermarsi a cena e proseguire nel dopocena , quindi vogliamo offrire un intrattenimento di qualità, potenziando anche il momento dell’aperitivo”.

Il mondo della mixology è molto affascinante – conclude Vertecchi – e un locale come il nostro permette di conoscere l’evoluzione del gusto. Da Don’s ha grande successo il Gin Tonic ma si stanno affermando anche i distillati dell’agave. La grande differenza nella bevuta è tra stranieri e italiani, con i primi che privilegiano la quantità e non sono rigidamente vincolati all’orario. Inoltre guardano con sospetto l’abitudine nostra di concludere un pasto con l’amaro. Per loro è semplicemente uno degli ingredienti di un cocktail”.

+info: www.meatsandspirits.it/

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