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Quali caratteristiche deve avere un bar di successo? In un mercato altamente competitivo, che ha subito più di altri negli ultimi mesi grandi scossoni, è giusto interrogarsi per capire come ricostruire in modo vincente l’esperienza della caffetteria.

 

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Ambientazione, caratterizzazione, servizio, qualità, orari di apertura estesi e un caffè camaleontico capace di adattarsi ai vari momenti della giornata – dalla colazione all’aperitivo – sono gli ingredienti fondamentali.

SPECIALIZZAZIONE E CARATTERE

La definizione di un bar di successo passa in primo luogo dalla costruzione di una chiara identità, che rimanga impressa nella mente del pubblico e sappia interpretare nuovi trend e richieste del mercato.

La capacità di rendersi immediatamente riconoscibili permette di orientare la scelta del cliente e la sua fidelizzazione: è bene quindi decidere su cosa specializzarsi, sempre tenendo ben a mente il contesto in cui si opera, e farlo bene. Non è difficile immaginare ad esempio che molti bar sposeranno, per scelta ma anche per necessità legislativa, buone pratiche green e orientate alla sostenibilità, proponendo ingredienti a filiera corta, arredi naturali, allestendo aree di raccolta differenziata e coinvolgendo in questo circolo virtuoso anche i propri interlocutori. Altri locali probabilmente si caratterizzeranno per un approccio salutistico, si specializzeranno su un momento di consumo specifico (es. la colazione), o cavalcheranno l’onda delle proposte di nicchia come gli specialty coffee o la mixology, o, ancora, punteranno su attività creative collaterali.

Ma attenzione: specializzazione non significa rigidità, al contrario, la capacità di adattamento e la flessibilità restano valori cardine e, per diventare veramente il luogo di svago e condivisione che rispetta i ritmi di vita contemporanei, un locale deve essere capace di adattate l’offerta ai vari momenti della giornata, dalla colazione al cocktail serale, in termini di cibo ma anche di intrattenimento e servizio.

LUOGO ESPERENZIALE

È ormai noto che ci si rapporta con una clientela che negli ultimi anni è diventata più preparata ed esigente e che interpreta la caffetteria in un’ottica diversa. Il bar cambia pelle: non è più il semplice luogo di passaggio, ma un vero e proprio punto di riferimento che promette un coinvolgimento a 360 gradi. Divani, aree di relax, postazioni di lavoro, presenza di wi-fi, il locale diventa un luogo in cui oltre ai prodotti, viene offerto molto di più. L’esperienza (non solo di consumo) che saremo in grado di far vivere ai nostri clienti resterà impressa con forza nella memoria, permetterà di creare reale affezione perché pone al centro il consumatore, le sue esigenze e gusti. Ne consegue la necessità di capire a fondo su quali punti di forza vogliamo concentrarci e a quale tipologia di pubblico rivolgiamo la nostra offerta: nulla deve essere lasciato al caso o all’improvvisazione. Nel corso del tempo questa corrispondenza tra ciò che vogliamo offrire e il nostro target va monitorata e, se necessario, corretta, al fine di non disattendere mai le aspettative della clientela.

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PERSONALE QUALIFICATO

Come detto, sempre più ci troveremo di fronte ad un consumatore che si aspetta di trovare risposte ad ogni sua esigenza specifica (menu pensati per le intolleranze e altri dedicati a salvaguardare precise scelte alimentari – come vegani o vegetariani – sono solo alcuni esempi). La risposta di qualità e la diffusione di una cultura alimentare potranno essere attuabili solo con la presenza di personale qualificato: investire sulla sua preparazione e professionalità, limitando il più possibile il turnover, sarà imprescindibile per fornire ai clienti informazioni chiare e precise su ciò che consumano, ma anche per distinguersi di fronte ad un’offerta così indifferenziata.

Nel caso specifico dell’espresso, la conoscenza oggi è veramente molto limitata: il barista spesso non è in grado di trasferire il valore della materia prima, della filiera alle spalle e del suo stesso lavoro. Anche a causa del recente vissuto, il cliente cercherà e chiederà un’esperienza diversa, che va intercettata e il barista è la chiave per la ripresa dei consumi. Il cliente deve pagare per quello che riceve, dalla materia prima al servizio.

Non bisogna mai dimenticare che ciò che veramente premia è “l’essere migliori degli altri”, e questo può essere garantito solo investendo su preparazione, studio, creatività ed entusiasmo. Percorsi formativi specifici che permettano di consolidare ed accrescere le conoscenze hanno anche l’effetto positivo di motivare e gratificare il dipendente nel lungo periodo.

TECNOLOGIA E SOCIAL

Offerta, carattere, qualità: tutto però inserito in un ambiente curato, accogliente e, inutile a dirsi, instagrammabile. Perché l’aspetto tecnologico e la condivisione sui social non possono più essere tralasciati! I dati di oggi parlano chiaro: la gestione del web e dei social è una delle leve su cui il gestore illuminato deve investire, per poter rimanere in contatto con la propria clientela e continuare la relazione anche fuori dal locale. Quindi attenzione alle foto, ma anche ai video pensati per le Instagram Stories o per Youtube. Non dimenticate, infine che i social media permettono ai clienti di rilasciare recensioni che, se positive, possono portare ad un incremento di clientela e ai gestori di informare un pubblico allargato su promozioni o eventi.

Nemmeno in questo caso va tralasciata però la preparazione: ogni social o strumento tecnologico ha regole proprie che vanno conosciute ed applicate.

+Info: www.caffevergnano.com

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