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Il salone internazionale dell’espresso italiano sta scaldando i motori per un appuntamento ricco di novità e contenuti. La decima edizione di Triestespresso Expo 2022, organizzata dalla Camera di commercio Venezia Giulia in collaborazione con l’Associazione Caffè Trieste, si svolgerà dal 27 al 29 ottobre 2022 nel nuovo centro espositivo Trieste Convention Center (Tcc) del Porto Vecchio di Trieste, l’antico scalo portuale della città.

Per la decima edizione di Triestespresso Expo, saltato l’appuntamento 2020 per i noti impedimenti legati al Covid, adesso le date da segnare sul calendario sono da giovedì 27 a sabato 29 ottobre 2022. Con la promessa di riunirsi animati da uno spirito rinnovato e lo sguardo rivolto verso il futuro di un comparto che ha bisogno di tornare alla normalità e allo scambio in presenza.

Con riferimento all’articolo a firma di Massimo Tonelli presente ieri nella sezione Gusto di Repubblica, il Consorzio Promozione Caffè si dissocia da quanto pubblicato dalla testata e sottolinea che, a differenza di quanto scritto, il caffè italiano rappresenta a tutt’oggi un’eccellenza del made in Italy, un rito universale in cui gli italiani si riconoscono, un patrimonio di storia, cultura, valori, qualità che ci identifica in tutto il mondo.

L’Istituto Espresso Italiano scrive una lettera aperta al Codacons: “Altro che lauti guadagni, il prezzo del caffè al bar in Italia è tra i più bassi e meno remunerativi di tutta Europa”. Morello (presidente Iei): “crediamo che il barista abbia tutto il diritto a fissare il prezzo del caffè nel suo locale e che tazzine di maggiore qualità debbano essere valorizzate con prezzi adeguati”

È il giovanissimo Stefano Cevenini il nuovo campione del mondo di Espresso Italiano. Già campione nazionale, si è infatti aggiudicato il primo posto del podio alla fase internazionale dell’Espresso Italiano Champion 2019, la gara più attesa dai professionisti del settore promossa dall’Istituto Espresso Italiano (IEI) nei padiglioni di Fiera Milano, in occasione di Host.

E uno lo chiede schiumato in tazza fredda; e un altro lo vuole in vetro ristretto, e un altro ancora lungo con la polvere di cacao. E a una certa il barista si rompe anche un po’ le scatole, ha ragione il poveretto. Quanto meno, la prossima volta che avrete voglia di un caffè e l’ardire di affrontare il bancone del bar, saprete da dove, come e perché le varie soluzioni sono nate. Così una parziale bella figura non ve la toglie nessuno.

Al tramonto del XIX secolo il caffè c’era ed era entrato nelle abitudini degli occidentali almeno da tre secoli. Durante questo lasso temporale si erano sviluppati molti sistemi per la sua preparazione, operazione non facile, perché non è solo questione di preparare un infuso, ma di farlo velocemente per poterlo consumare sempre fresco e, nello stesso tempo, di avere il massimo degli elementi pregiati contenuti nel vegetale, lasciando nei residui quanto di meno pregiato il caffè contiene sotto il profilo igienico e sensoriale. In pratica, per almeno tre secoli, il mondo del caffè ha lavorato sodo per soddisfare tre necessità tra loro fortemente connesse: rapidità, forza, piacere.