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Giovanni Aiello

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C’è chi lo ama e chi lo detesta perché sancisce la fine dell’estate, quello che è certo che l’autunno iniziato ufficialmente il 23 settembre regala sempre grandi emozioni dal punto di vista enogastronomico. Ma questo autunno appena partito sarà anche una stagione calda sotto molti punti di vista. Dal caro vita all’inflazione, si prevede una stagione calda anche per i rossi. Una tipologia di vini che possono combattere l’inflazione per vari motivi. Primo perché un buon bicchiere di vino rosso come si diceva una volta fa sangue e magari consente di attendere qualche giorno l’accensione del riscaldamento. Poi perché  investire nell’acquisto di alcune etichette potrebbe rivelarsi anche un buon modo di impegnare i vostri risparmi, visto che se conservate bene le bottiglie oltre che regalare soddisfazioni in bocca e al palato possono anche aumentare di valore. E infine perché in un panorama inflazionato di vini mainstream sempre uguali a sé stessi, ci sono delle chicche enologiche che vi suggeriamo che vi consentiranno di stupire i vostri amici a tavola con vini unici e non inflazionati. Ecco allora una selezione di dieci vini rossi tutti da provare.

Vi ricordate quella pubblicità di qualche anno fa: Antò fa caldo….Un vero tormentone, come il caldo di queste estate 2019, in città, spiaggia e in montagna non si parla d’altro. Ma l’estate 2019 nel mondo del vino sarà ricordata per essere quella della definitiva consacrazione del rosé. Un tormentone anche questo, provate a dare un’occhiata ai tavoli dei vostri vicini al ristorante e scoprirete come l’Italia sia non solo un grande paese produttore, ma anche consumatore di vino rosé. Fermo o anche bollicine, dalle tonalità spesso cangianti e fenomenali, questa tipologia di vini stanno aumentando e non poco il gradimento dei consumatori. Un comparto che appare in salute, con un aumento significativo della produzione da nord a sud dello stivale. L’Italia rappresenta il 10% della produzione mondiale, che ammonta a 20,3 milioni di ettolitri, ben lontana dalla quota della Francia (28%), solo la Provenza vale il 5,5% della produzione mondiale, ma anche da Usa (17%) e Spagna (15%). Sul fronte dei consumi, il 36% del rosato viene bevuto dai francesi, il 15% dagli statunitensi, il 7% dai tedeschi ed appena il 5% dagli italiani. Una percentuale destinata a salire, vi vogliamo portare otto esperienze di interpretazioni del rosé per la consacrazione.