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Rapporto Coop

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Nel mondo globalizzato si avvicinano le sorti dei Paesi emergenti e di quelli già industrializzati,  ma aumentano a dismisura le distanze sociali interne e tornano a fare capolino istanze del passato  (il neoprotezionismo commerciale e migratorio, la protesta anti-elite, vecchi e nuovi populismi) a fianco di minacce già conosciute e sempre più urgenti (la sovrappopolazione e i cambiamenti climatici).

Redatto dall’ Ufficio Studi di Ancc-Coop (Associazione Nazionale Cooperative di Consumatori) con la collaborazione scientifica di Ref. Ricerche e il supporto d’analisi di Nielsen. Il Rapporto quest’anno per la prima volta in versione e-book interattiva, illustrato da Enrico Migliavacca, vicepresidente vicario Ancc-Coop e da Vincenzo Tassinari presidente del Consiglio di Gestione di Coop Italia, fotografa lo stato di salute dei consumi nel nostro Paese inserito in un contesto europeo e internazionale e i cambiamenti apportati dalle famiglie ai loro comportamenti d’acquisto. Il 2012 annus horribilis per l’intera area euro, ma in Italia si soffre di più: se nel 2007 il reddito procapite degli italiani era pari al 91% di quello tedesco, nel 2011 siamo scesi all’84% e l’andamento dei redditi rispecchia inevitabilmente la perdita di posizioni del nostro Paese in termini di sviluppo. Spazzata via l’immagine degli italiani risparmiatori: il 25% delle famiglie è costretto a indebitarsi pur di andare avanti.