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Quando il momento di difficoltà diventa quasi insostenibile, sono i migliori di tutti a caricarsi sulle spalle il benessere del proprio settore. Il COVID-19 sta facendo sfracelli, imponendo la chiusura a migliaia di attività ricettive che per la maggior parte rischiano di non riaprire a causa di una situazione economica ingestibile. Il razzo di soccorso è stato accolto dal gotha: 50Best, la realtà che raccoglie il meglio di bar e ristoranti ogni anno, ha lanciato un fondo a sostegno dell’industria dell’hospitality.

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Ha spiegato tutto William Drew, Direttore dei Contenuti di 50 Best, con una nota sul sito internet del movimento: “Avrete notato che quest’anno le cose vanno un po’ diversamente dal solito. Per 18 anni, la World’s 50 Best Restaurants si è posta come obiettivo la celebrazione delle destinazioni culinarie più straordinarie e degli chef più talentuosi, divulgano trend, stimolando il dibattito. Allo stato attuale della crisi, con i ristoranti chiusi, gli chef isolati, le conversazioni ormai monoargomento e la possibilità di viaggiare rimasta in sospeso, non possiamo svolgere al meglio il nostro ruolo.

Ciononostante, 50 Best, inclusa la World’s 50 Best Bars e tutto il portfolio di attività, è sempre stata qualcosa di più di una semplice classifica. Attraverso la nostra lista, i nostri premi e i nostri eventi, abbiamo contribuito a costruire una community internazionale che ruota intorno al food and beverage, promuovendo collaborazione e cooperazione, foraggiando la comprensione del prossimo e favorendo amicizie. Ed è questo senso di interconnessione, di solidarietà ad essere vitale ancora di più adesso che il settore dell’ospitalità lotta per la sopravvivenza. E cercheremo di usarlo a beneficio di tutti. In questo momento, bar e ristoranti hanno bisogno di azioni, più che di parole. Per questo 50 Best ha deciso di organizzare il 50 Best Recovery Programme”.

 

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Si tratta quindi di un programma di supporto che si basa su un sistema di raccolta fondi. La lista dei migliori ristoranti nel 2020 non si terrà, mentre quella relativa ai bar è al momento sotto analisi (perché di solito divulgata a fine anno) ma verrà forse ridimensionata. L’obiettivo dell’organizzazione è quindi quello di sostenere l’intero settore, non soltanto quelle realtà già rinomate e stabili nell’elite mondiale. “Useremo i nostri contatti per generare una raccolta di denaro quanto più grande possibile, e successivamente fonderemo organizzazioni non profit in varie parti strategiche del mondo, che sostengano bar e ristoranti nella loro sfida per la sopravvivenza”. I primi a partecipare sono i partner di 50 Best, con al comando S.Pellegrino, Acqua Panna e Perrier, ma l’obiettivo è quello di coinvolgere chiunque ne abbia la possibilità, dagli addetti ai lavori agli appassionati.

Per stimolare i contributi, 50 Best pubblicherà in poche settimane un e-cookbook intitolato “Home Comforts”, che contiene semplici ricette da lockdown firmate dai migliori chef e bartender, scaircabile in cambio di una piccola offerta: il ricavato andrà a far parte del Recovery Fund. Gli appassionati potranno poi partecipare a un contest social chiamato #50BestRateMyPlate, aperto a chiunque in tutto il mondo: i concorrenti dovranno postare la ricetta di un piatto o un drink ispirato a quelle contenute nel libro, e passare attraverso il giudizio di chef e bartender dei 50 Best: i migliori verranno ripostati sugli account 50 Best. A inizio giugno verrà inoltre lanciato il sito d’aste “Bid for Recovery”, dove verranno battuti attrezzi del mestiere ed esperienze fuori dal comune create dagli chef, dai bartender e dai partner commerciali di 50 Best. In questo modo ci si potrà assicurare una serata magica per quando la quiete sarà tornata, e si potrà contribuire al sostentamento dell’industria.

 

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In aggiunta alla raccolta fondi, 50 Best lancia due Recovery Hubs online, dedicati a ristoranti e bar, rispettivamente. Lo scopo dei punti d’incontro è quello di raccogliere consigli, informazioni e fonti di ispirazione per le aziende. I contenuti di concentreranno sulle modalità per aiutare i business e celebrare la passione, la tecnica e la determinazione di chef, bartender e delle loro squadre, accompagnandoli nella battaglia verso le riaperture. Il tutto vedrà il proprio culmine settembre, con il Recovery Summit, una sorta di meeting totale che affronterà i temi della ripartenza e del nuovo percorso verso il successo delle attività. Masterclass, scambi di opinione, approfondimenti e interviste si susseguiranno durante il Summit, per aprire un uovo capitolo storico nel mondo dell’enogastronomia, che si spera sarà ancora migliore.

www.theworlds50best.com/

 

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