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Bastano passione, gusto e un po’ di tempo libero. Gli stessi ingredienti necessari per ascoltare musica, comporre un puzzle o fare giardinaggio, ma il nuovo trend che arriva dagli Stati Uniti ha una dimensione leggermente più… alcolica. L’homebrewing, ovvero la produzione di birra fatta in casa, si sta sempre più ritagliando uno spazio come hobby del momento negli USA: 1,4 milioni di barili nel 2017, con la sensibile prospettiva di un aumento importante nel prossimo anno.

 

 

RISCHIO CALCOLATO – ZX Ventures, il gruppo dedicato allo sviluppo di nuove attività per incontrare le richieste dei consumatori, fondato da AB InBev, posizione l’homebrewing tra i cinque principali poli di proprio interesse, e ha già manifestato la volontà di voler spingere per aumentare l’attenzione riservatagli. AB InBev è la maggior azienda produttrice di birra, con circa 300 marche gestite. La scelta di incentivare la produzione casalinga potrebbe apparire come controproducente (le vendite di birra artigianale crollerebbero), ma il motivo della decisione è ben preciso.

LA MISSIONE – A spiegarlo è Cassiano Hissnauer, Global Vice President dell’Homebrewing di ZX Ventures: “C’è un enorme margine per far convivere birra artigianale e birra prodotta in casa. L’obiettivo di ZX Venutres è quello di aiutare il mercato della birra, in qualsiasi forma. In quanto amanti della birra, la nostra missione è quella di portarla al più ampio pubblico possibile”. L’aumento della produzione in homebrewing, quindi, non è sinonimo di calo per la produzione artigianale: “La produzione casalinga è la naturale espansione di quella artigianale. Finché riusciamo a raggiungere il maggior numero di appassionati, in qualsiasi modo, siamo felici”. 

Inoltre, la storia insegna: “La maggior parte delle birre artigianali che adesso hanno successo, sono nate come birre casalinghe. Il nostro obiettivo è quello di rendere la produzione della birra accessibile tanto quanto la cucina, ad esempio, per aprire una nuova strada verso nuovi appassionati”.

ALLA CONQUISTA DEL MONDO – AB InBev ha nella Northern Brewer Homebrew Supply il cuore del proprio business di produzione casalinga, acquisita nel 2016, e oggi il maggior fornitore di attrezzatura per produzione casalinga negli Stati Uniti. Le mire del colosso si stanno facendo strada in anche in Inghilterra, Brasile, Argentina Francia e altre parti dell’Europa. E la missione, come spiega Hissnauer, è quella sì di espandersi, ma anche insegnare: “Moltissime persone rinunciano a produrre birra perché mancano dell’attrezzatura o delle conoscenze necessarie. Le nostre operazioni sono volte proprio a istruire gli appassionati, fornendo loro il materiale e le nozioni per poter iniziare, e abbattendo le barriere che impediscono solitamente di portare avanti il proprio progetto”. Soltanto il 40% dei novizi birrai infatti prova un secondo ciclo di produzione, a causa dell’ammontare di problematiche che sorgono generalmente (tempo, pulizia, sanificazione).

QUOTE ROSA – Secondo le stime della American Homebrewers Association, negli Stati Uniti esistono 1,1 milioni di produttori di birra casalinghi, il 40% dei quali ha iniziato negli ultimi 40 anni: il trend è quindi in crescita e con enormi margini di incremento. L’età media è di 42 anni, e la metà dei censiti è under 50. Un’altra idea di progetto? “Allargare ancora di più l’accesso alla produzione per le donne. Sarebbe bello se questo hobby fosse coltivato ugualmente da entrambi i sessi”. 

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