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La birreria Pedavena, del gruppo Birra Castello, aveva lanciato lo scorso anno la birra doppio malto a marchio Dolomiti, per sottolineare il fatto che la materia prima (orzo) utilizzata nella produzione proveniva da coltivazioni locali nella zona del Feltrino. A distanza di un anno, Pedavena lancia ora un seconda versione di birra Dolomiti, una pils chiara, più leggera, con 4,9 gradi alcolici, anch’essa prodotta con orzo coltivato in terra dolomitica. A celebrare la nascita della nuova Dolomiti è accorso lo stato maggiore di Birra Castello


Bottiglia Birra Dolomiti Pils 33 cl VetroDopo l’esperienza del primo anno, la Dolomiti della Birreria Pedavena, prodotta con l’orzo coltivato nel Feltrino, si sdoppia: accanto alla doppio malto già sperimentata con successo quest’anno è arrivata anche una Pils chiara, più leggera. ”Abbiamo pensato di diversificare la produzione” racconta il mastro birraio Gianni Pasa, direttore dello stabilimento pedavenese ”per coprire ancora meglio il mercato. La doppio malto è una birra forte, di nicchia, che ben si presta a essere bevuta a fine pasto. Ma è soprattutto per intenditori. La nuova Pils è una bionda leggera, adatta per accompagnare l’intero pasto. E’ una birra per tutti.”

Ancora una volta la ricetta è stata pescata rovistando negli archivi della fabbrica. Con la consapevolezza che nulla s’inventa di nuovo, ma tutto si trasforma, tutto si ”ricicla”. Soprattutto quando si ha a che fare con una tradizione di profonda qualità come quella della Birreria Pedavena. La nuova dolomiti è Birra Pils di colore chiaro e dai riflessi dorati, con gradazione di 4,9° Il particolare processo di fermentazione e l’utilizzo del malto delle Dolomiti le conferisce un gusto pieno e armonioso, una personalità importante e delicata al tempo stesso. La schiuma compatta e il retrogusto persistente la rende adatta a un consumo a tutto pasto e ideale a soddisfare il desiderio di una birra equilibrata e dissetante.

A celebrare la nascita della nuova versione della birra Dolomiti è accorso lo stato maggiore di Birra Castello: il presidente Giovanni Leondini, l’amministratore delegato Eliano Verardo, il direttore generale Giuseppe Micucci, Gian Antonio Tramet e Stefano Falcone, responsabili di marketing e commercializzazione. E poi le autorità politiche, a partire da quelle che nei momenti di difficoltà si sono spese in prima persona e in prima fila per salvare una storia che proprio lo scorso 27 marzo ha celebrato i primi 112 anni di vita.

+info: www.birrapedavena.it

INFOFLASH/BIRRERIA PEDAVENA
Il 27 marzo 1897 i fratelli Luigi, Sante e Giovanni Luciani inaugurarono uno stabilimento per la produzione della birra nella ridente cittadina di Pedavena, adagiata ai piedi delle Vette Feltrine, in provincia di Belluno. L’azienda conobbe fin da subito uno sviluppo eccezionale e nel 1928 la famiglia Luciani acquisì addirittura la storica birreria Dreher di Trieste. Nel dopoguerra, il consumo di birra ebbe un notevole impulso e per supportare lo sviluppo delle vendite furono acquisite nuove fabbriche. Tuttavia con il passare del tempo, l’aumento della competitività a livello internazionale e la considerevole riduzione dei margini portarono, nel 1974, alla cessione del gruppo bellunese alla multinazionale Heineken. Ma nel settembre 2004 Heineken decide di chiudere lo stabilimento di Pedavena . Prende avvio da subito la mobilitazione dei lavoratori, che mette in moto una impressionante campagna di solidarietà da parte degli enti locali, della stampa, di numerosi siti, tra cui il super frequentato blog di Beppe Grillo, e di numerosissimi appassionati italiani di birra. La mobilitazione ha successo grazie alla cessione della fabbrica e del marchio che, a gennaio 2006, passano sotto il controllo del gruppo friulano Birra Castello. +INFO: www.birrapedavena.it

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