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In occasione di BRAU Beviale 2006, il sito delle fiera ha proposto un documento sull’innovazione nei mercati delle bevande nel mondo. Di seguito riportiamo la parte che fa riferimento alla bevande analcoliche.

Il mercato delle bevande analcoliche presenta nette differenze tra l’est e l’ovest. Mentre nell’Europa Occidentale il consumo pro capite di bevande analcoliche si colloca sui 240 litri all’anno, nell’Europa Orientale esso raggiunge appena i 94 litri. Tra l’altro dette cifre documentano anche come, ad oggi, nell’Europa dell’Est le nuove tipologie di bevande non siano ancora rappresentate a sufficienza. Si veda l’esempio del tè freddo: nell’Europa Occidentale si bevono ormai annualmente 5 litri di tè freddo a testa, in quella orientale si fatica invece a raggiungere il litro.

Nei mercati maturi si richiedono continuamente nuove tipologie di bevande. Attualmente riscontrano particolare successo le bevande salutistiche, che si contraddistinguono per l’aggiunta di componenti funzionali come vitamine, minerali, proteine e fibre, che favoriscono processi di trasformazione importantissimi sotto l’aspetto fisiologico. La ricchezza di varianti è enorme. Sono soprattutto le bevande rinfrescanti e quelle contenenti succo di frutta a offrire la possibilità di dar vita alle ricette più svariate. Il contenuto di succo, l’aroma, il colore, la viscosità ed il gusto vengono combinati a piacere, a ciò vengono poi addizionati gli elementi salutari più appropriati. In questo modo è possibile creare la bevanda analcolica ideale per qualsiasi gruppo di consumatori: fitness drink, beauty drink o pasto sostitutivo sottoforma di bevanda analcolica, tutto è possibile!

L’obesità gioca un ruolo significativo nei mercati maturi delle bevande e la richiesta di soluzioni dolcificanti innovative per bibite analcoliche è molto forte. Nell’elaborazione di nuove ricette i produttori più intraprendenti puntano, ad esempio, su una nuova fonte di carboidrati dai numerosi pregi: il palatinosio. Questo glucide puro, bianco, cristallino e dolce si ricava esclusivamente dallo zucchero di barbabietola. Il palatinosio non intacca i denti e viene assorbito dal corpo più lentamente del saccarosio. Quanto al gusto si dice sia molto simile allo zucchero, anche se meno dolce.

Un’altra innovazione interessante gioca sull’abbinamento di una confezione pratica con la desiderata aggiunta benefica nella bevanda e porta il nome di “Fresh Can”. Con questo sistema si riescono a conservare sostanze delicate come le vitamine, gli additivi probiotici e i microelementi in ambiente asciutto e separati dalla rispettiva bevanda. All’apertura della lattina si ha una caduta di pressione. Gli agenti attivi sensibili, che spesso non si conservano particolarmente a lungo in soluzione acquosa, vengono così addizionati alla bevanda soltanto al momento del consumo.

Un aspetto essenziale per l’industria delle bevande nei mercati saturi è quello di scovare continuamente nuove tendenze e tradurle in pratica in tempi brevi. La Germania lancia quindi sul mercato un nuovo drink alla soia nelle varianti: cioccolato, vaniglia e calcio+. I tre drink a basso contenuto calorico uniscono il principio di un’alimentazione sana a quello del gusto a non finire, soddisfacendo in questo modo gli attuali trend del wellness e del piacere della gola. Il prodotto è commercializzato in una bottiglia richiudibile di vetro leggero da 500 ml con etichetta sleeve. In Francia si comincia a vendere un nuovo tipo di coca al gusto di caffè: si tratta di una bibita corroborante ed eccitante che produce una schiuma simile a quella del caffè per effetto di una leggera carbonizzazione. Il prodotto si presenta in un contenitore nero di alluminio sagomato che imita la forma classica delle bottiglie di vetro.

All’innovazione nei mercati maturi fa fronte una crescita delle categorie di bevande tradizionali in quelli in via di sviluppo. Si vedano ad esempio l’Asia e il Medio Oriente: nel 1999 la vendita di acqua in bottiglia si aggirava qui appena sui 24,3 miliardi di litri, nel 2004 aveva già raggiunto i 51,1 miliardi di litri. Per il 2009 si pronostica un consumo di addirittura 76 miliardi di litri. I brasiliani bevono al momento 24 miliardi di litri di softs drink. Secondo le previsioni, tra dieci anni tale volume arriverà quasi al doppio e i soft drinks deterranno quindi il 47 percento dell’intero mercato brasiliano delle bevande.

INFOFLASH/BRAU-BEVIALE
Dal 15 al 17 novembre gli operatori europei delle bevande si sono ritrovati al Centro Esposizioni di Norimberga in occasione della BRAU Beviale 2006, la fiera dei beni d’investimento più importante per il settore nel corso di quest’anno. Circa 1.500 espositori hanno presentato materie prime, tecnologie, soluzioni logistiche e idee per la commercializzazione.
Il segmento merceologico più forte (con circa 700 espositori) è senza dubbio l’intero comparto tecnologico: macchinari per la produzione, l’imbottigliamento ed il confezionamento delle bevande, equipaggiamenti tecnici per l’azienda e il laboratorio, nonché impianti tecnico-energetici. La nazione più rappresentata è la Germania con circa 850 aziende, tra cui anche i leader mondiali nella produzione di macchine per l’imbottigliamento e l’imballaggio. Gli espositori della BRAU Beviale 2006 hanno raggiunto Norimberga da oltre 40 paesi del mondo. Una forte presenza anche da parte delle aziende italiane, austriache e britanniche.
+INFO: www.brau-beviale.de
Contatto per la stampa e i media:
Petra Trommer, Ellen Rascher -Tel. +49 (0) 9 11. 86 06-83 28 -Fax +49 (0) 9 11. 86 06-82 56
ellen.rascher@nuernbergmesse.de

ALTRE BEVERNEWS PUBBLICATE DI RECENTE SU BRAU-BEVIALE
> il settore delle bevande in germania resta tuttora molto frammentato 22/11/2006


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