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I risultati del Gruppo nel primo semestre del 2012 sono stati positivi e in linea con le aspettative, evidenziando un’accelerazione nel secondo trimestre dell’anno, nonostante il difficile contesto macro-economico. Le vendite sono state pari a € 618,3 milioni (+5,0% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, variazione organica +3,2%). Il margine EBITDA (prima di oneri e proventi non ricorrenti) è stato di € 162,9 milioni (+5,7% rispetto al 2011, crescita organica +4,0%, pari al 26,3% delle vendite). Utile del Gruppo è stato di € 77,9 milioni (+3,5%), mentre il Debito finanziario netto è stato pari a € 655,7 milioni (€ 636,6 milioni al 31 dicembre 2011).


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Le vendite nell’area Americhe, pari al 33,7% delle vendite totali, hanno registrato una crescita complessiva del +9,6%. Nel Stati Uniti il buon andamento di tutto il portafoglio prodotti ha segnato un’accelerazione grazie al forte focus dato alle attività di brand building: le vendite sul mercato USA, pari al 21,7% del totale. Le vendite nel resto delle Americhe (pari al 5,8% del totale) hanno registrato una crescita organica del +17,6%. Le vendite sul mercato italiano, pari al 34,4% del totale, hanno registrato un incremento totale del +1,4%, attribuibile alla crescita organica positiva del +1,1% e a una variazione di perimetro del +0,4%. La crescita in questo mercato, impattato dal progressivo deterioramento del clima di fiducia, è stata trainata dall’andamento positivo di Aperol, Campari e SKYY Vodka, che beneficia dell’introduzione sul mercato della gamma flavoured, che hanno più che compensato le performance più deboli di GlenGrant, Cynar, del segmento still wine e Crodino. Le vendite nel resto d’Europa, pari al 22,2% del totale, hanno segnato un calo del -2,1%. La performance organica in Europa è il risultato dei diversi andamenti dei principali mercati: da una parte, la Germania ha registrato una calo del -9,7%, a causa del perdurare della disputa commerciale con un importante cliente, che ha penalizzato in particolare le vendite di Aperol e Campari, e delle condizioni climatiche non favorevoli. Nel resto dell’Europa, Svizzera e Austria hanno continuato a registrare una performance molto positiva, grazie ad Aperol. Spagna e Francia sono state impattate negativamente rispettivamente dalla crisi economica e dall’aumento delle accise, mentre le vendite in Russia hanno registrato un progressivo ritorno a un andamento normalizzato, dopo la transizione sulla nuova piattaforma distributiva creata dal Gruppo. L’area resto del mondo (che include anche il canale duty free), pari al 9,7% del totale, ha registrato una variazione complessiva del +22,5%.

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In termini di ripartizione per area di business, gli spirit, che rappresentano il 78,9% del totale, hanno registrato una variazione delle vendite del +6,1%, determinata da una crescita organica del +4,5%, un effetto perimetro del -1,0% e un impatto positivo dei cambi del +2,6%. Aperol ha registrato una crescita organica del +1,7%, grazie alla continua forte crescita in Italia e Austria. Il brand Campari ha registrato un leggero calo del -0,9% a cambi costanti, in quanto il risultato negativo registrato in Brasile e Germania non è stato compensato dalla continua crescita in Italia e dal buon andamento in tutti i mercati internazionali. Le vendite di SKYY sono incrementate del +11,0% a livello organico; la franchise Wild Turkey ha registrato una crescita organica complessiva del +22,1%; American Honey ha registrato una crescita del +45,9%. Frangelico, Carolans e Irish Mist (+4,1%), hanno registrato un risultato pressoché in linea con lo scorso anno (-0,2%), grazie alla crescita di Carolans che ha compensato il calo di Frangelico. Le tequile hanno registrato un trend in forte crescita grazie al contributo di Espolón e Cabo Wabo nel mercato chiave degli Stati Uniti. I brand brasiliani hanno evidenziato una performance organica negativa del -16,7% a causa di un anticipo delle vendite nell’ultimo trimestre del 2011, in funzione di un aumento dei prezzi avvenuto in gennaio 2012, e del rallentamento generalizzato dei consumi nel settore beverage. Campari Soda ha registrato una performance quasi in linea con lo scorso anno. GlenGrant ha registrato una performance negativa (-7,8%, -6,7% a cambi effettivi) a causa dei risultati negativi in Francia (legati all’incremento delle accise) e al calo della categoria dei whisky in Italia.

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I soft drink, che rappresentano il 9,0% del totale, hanno registrato una crescita del +1,8%, determinata da una crescita organica del +1,7%, grazie alla buona performance della gamma Lemonsoda che ha compensato la variazione negativa di Crodino (-2,6%), e un effetto cambio positivo del +0,1%.

Gli wine, che rappresentano il 11,1% del totale, hanno registrato un risultato in linea con lo scorso anno (+0,0%), determinato da una variazione negativa del business organico del -3,1%, da una variazione positiva di perimetro del +2,1% e da un impatto positivo dei cambi del +1,1%. Il vermouth Cinzano ha registrato un calo del -4,2% a cambi costanti in quanto il miglioramento della performance in Russia non ha interamente compensato la debolezza nel resto dei mercati sviluppati. Gli spumanti Cinzano hanno incrementato le vendite del +0,9% Gli altri spumanti (Riccadonna, Odessa e Mondoro) hanno registrato complessivamente una crescita organica del +4,6%. Gli still wine (principalmente Sella&Mosca, Enrico Serafino e Teruzzi&Puthod) hanno registrato una performance organica negativa di -10,8%, a causa della debolezza del canale ristorazione in Italia. Complessivamente gli still wine hanno registrato un calo del -2,3%, performance mitigata dal contributo dei nuovi marchi di terzi in distribuzione.

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