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Quattro anni dopo, si sale di livello. Deliveristo, la realtà che mette in collegamento ristoratori e produttori, lancia la nuova app, come step successivo al sito, lanciato quattro anni fa.

Il concetto Deliveristo è nato per permettere a chef e ristoratori di rifornirsi con un delivery. Lanciato ormai quattro anni fa con il solo sito web, ha sfruttato tempo e difficoltà per strutturarsi e raccogliere fornitori aderenti: sono circa trecentocinquanta oggi, che servono oltre quarantamila prodotti a un migliaio di ristoranti raggiunti. Deliveristo è disponibile in tutta Italia, ma funziona secondo geolocalizzazione, per cui il ristoratore viene indirizzato verso i fornitori della sua zona, soprattutto per valorizzare fresco e freschissimo. Le città coperte al momento sono Milano, Torino, Bologna, Firenze e Roma.

I fondatori Ivan Aimo, Luca Calìa, e Gabriele Angeleri, avevano tratto ispirazione da software già esistenti all’estero, con disponibilità di catalogo limitate e che permettevano soltanto ordini, senza tutta l’infrastruttura che la loro creazione invece garantisce. Deliveristo infatti propone una dimensione di supporto a trecentosessanta gradi, arrivando agli aspetti meno noti dell’attività di uno chef o di un imprenditore.

I fondatori di Deliveristo

Prima di tutto, un unico punto di fatturazione. La corrispondenza fiscale con i fornitori converge in Deliveristo, per cui il ristoratore si trova a interfacciarsi con una sola entità e risparmiare tempo, energia e denaro (è gratuito). L’imprenditore diventa poi indipendente, con storico e quantità memorizzate, per un’esperienza fruibile. E poi, soprattutto, una estrema dinamicità della risposta dell’app: il customer care è attivo dalle 6.30 alle 23, nei pressi della chiusura delle cucine che generalmente a quell’ora effettuano gli ordini, ed è sempre disponibile con attività di consulenza. Ai fornitori è invece offerta la possibilità di sviluppare una vetrina digitale, una visibilità che generalmente sarebbe loro complesso ottenere, in cambio di una percentuale che varia a seconda della categoria merceologica.

È un nuovo punto di partenza per Deliveristo, forte anche di un round da 4.5 milioni di euro di finanziamento chiuso nel 2021, e un fatturato triplicato di anno in anno, fino ai 3 milioni attuali nonostante le chisure (è ancora una start up, per quanto lo scorso anno sia stata tramutata in spa). L’obiettivo dichiarato è quello di raggiungere quota dieci milioni il prossimo anno. In futuro è prevista la possibilità di aggiungere località servite, e come già al momento del lancio inaugurale, di arrivare fino all’estero.

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