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OIV: PUNTI DI CONGIUNTURA VITIVINICOLA MONDIALE OTTOBRE 2010


tratto dalla nota “elementi di congiuntura vitivinicola mondiale” disponibili inizio ottobre 2010
La relazione originaria (9 pagine complete di grafici e tabelle) può essere scaricata da:
news.reseau-concept.net/images/oiv_it/Client/Point_de_conjoncture_octobre2010_IT.pdf
+info: OIV – Relazioni con la Stampa data@oiv.intwww.oiv.org

SOMMARIO: Come per lo scorso anno, gli elementi di congiuntura disponibili in questo periodo dell’anno consentono soltanto un approccio riguardante la produzione del vino. Difatti, se il raccolto dell’emisfero sud è nelle cantine da aprile, quello dell’emisfero nord è ancora in fase di completamento. Tali risultati devono dunque essere considerati dal lettore soltanto come indicativi e suscettibili di variazioni non trascurabili. In materia di evoluzione delle superfici vitivinicole sul piano qualitativo si può ritenere che sarà l’evoluzione al ribasso del vigneto in seno all’UE a 27 a dover segnare la direzione dell’evoluzione del vigneto mondiale tra il 2009 e il 2010. Un calo di questa portata potrebbe raggiungere 70 mha, a causa del probabile sfaldamento del vigneto nell’emisfero sud e negli USA, escluso il Sudamerica, e ciò dopo il calo di 90 mha (quantificazione provvisoria) subita dal vigneto mondiale tra il 2008 e il 2009. Per quanto riguarda la produzione vinicola, le informazioni disponibili portano a proporre una produzione di vini 2010 a livello mondiale compresa tra 254,9 e 263,5 milioni di ettolitri (259,2 Miohl all’interno della forchetta di stima).

Riferimento Temporale: novembre 2009

SUPERFICI VITATE NELLA UE

Sebbene le superfici 2010 dei paesi dell’UE a 27 non siano ad oggi noti, occorre rilevare che la costituzione della nuova OCM ha portato all’attuazione del secondo anno della procedura di abbandono definitivo con premio che, occorre ricordare, è stata applicata solo a 3 campagne. Questa seconda campagna di attuazione (2009/10) è stata accompagnata da un livello di premio meno allettante di quello della campagna precedente, ma in ogni caso interessante, che ha indotto i produttori degli Stati membri a chiedere di poter beneficiare della misura in oggetto in proporzioni ancora considerevoli (108 mha – contro 160 mha della campagna precedente – di richieste di abbandono definitivo formulate in seno all’UE a 27). Tenuto conto del budget destinato a questo secondo anno di applicazione della misura, il coefficiente di riduzione applicato a tali richieste è stato pari al 50,1% (contro il 46,9% della campagna precedente), tanto che solo circa 54 mha sono stati dichiarati eleggibili al finanziamento comunitario.

I principali paesi dell’UE interessati sono la Spagna (riduzione del vigneto attesa vicino a 30,0 mha sotto l’influenza della sola attuazione del regolamento comunitario), l’Italia (10,8 mha), la Francia (7,5 mha, ma a seguito di una ripresa dell’abbandono definitivo anticipata di 3 anni rispetto agli altri Stati membri), l’Ungheria (2,1 mha) e il Portogallo (1,3 mha). Nella misura in cui la stragrande maggioranza di queste richieste eleggibili dovesse essere onorata e potesse, inoltre, essere accompagnata da estirpazioni complementari, la riduzione del vigneto in seno all’UE a 27 potrebbe essere compresa tra 60 e 70 mha (contro 94 mha tra il 2008 e il 2009, di cui circa 75 mha con premio per l’abbandono definitivo) che, rispetto a un vigneto comunitario a 27 valutato a 3703 mha nel 2009, rappresenterebbe, in relazione alla forchetta di stima, un calo di circa l’1,8% tendente a 3640 mha nel 2010. Tale riduzione, che si presume coinvolga notevoli superfici, non è disgiunta dalla grande quantità di campagne con un livello di produzione debole in seno all’UE a 27. NB: l’ultimo anno di introduzione della misura dovrebbe portare tra il 2010 e il 2011 a una nuova diminuzione delle superfici del vigneto in seno all’UE a 27.

SUPERFICI VITATE NELLE ALTRE REGIONI

Come indicato in precedenza, il ritmo di crescita delle superfici coltivate nell’emisfero sud e negli USA ha subito un rallentamento globale rispetto a quanto era stato osservato intorno all’anno 2000; fatta eccezione per il Sudamerica, anche i paesi interessati dovrebbero conoscere uno sfaldamento del proprio vigneto. Difatti, tra il 2009 e il 2010, l’Argentina e il Cile potrebbero conoscere una lieve crescita ma Australia, Nuova Zelanda e Sudafrica conoscerebbero da parte loro un’erosione delle superfici coltivate a vigna. Sebbene l’informazione in materia di superfici coltivate nel 2010 sia ben lungi dall’essere esauriente, la superficie viticola totale dell’insieme dei paesi non asiatici fuori dall’UE potrebbe essere dunque in lievissimo calo rispetto al 2009.

PRODUZIONE DEI VINI NEI PAESI UE

In seno all’UE a 27 si registra un susseguirsi di 4 raccolti deboli dal 2007 al 2010, dopo produzioni equivalenti nel 2005 e 2006, classificabili a livello quantitativo come medie. In effetti, le previsioni dei principali paesi produttori registrano un calo rispetto alla produzione del 2009, nel migliore dei casi di livello equivalente. In questo modo, l’Italia registrerebbe un calo significativo della propria produzione vinificata: 42,6 Mhl: -11%/2009, mentre la Germania e la Francia registrerebbero delle flessioni più modeste, quantunque non trascurabili, rispettivamente pari a: 8,8 Mhl: -5% /2009 e 44,8 Mhl: -2%. Solo la Spagna, con 35,1 Mhl vinificati, rimane stabile fra i 3 grandi paesi comunitari produttori. Si noteranno altresì flessioni importanti nelle produzioni di Austria, Romania e Ungheria. Così, sebbene le previsioni 2010 sulla produzione di vini di Portogallo, Grecia e Bulgaria rivelino una modesta crescita rispetto al 2009, tali risultati non sono sufficienti a rettificare l’andamento. Pertanto, la produzione globale dell’UE a 27, stimata a 152,0 Miohl all’interno della forchetta di stima, esclusi succhi e mosti, registra un calo abbastanza significativo (di 9,7 Miohl, ovvero -6%) rispetto alla produzione già modesta del 2009 (161,7 Miohl: risultato provvisorio).

PRODUZIONE DEI VINI NEGLI ALTRI PAESI

Fuori dall’UE a 27 (sempre in assenza di informazioni congiunturali sulla Cina), dopo un calo registrato nel 2007, dovuto in particolare al considerevole impatto della siccità in Australia, i paesi costituenti l’insieme “emisfero sud / USA + Svizzera” nel 2008 e 2009 erano tornati a livelli di produzione simili al 2006. La produzione 2010 registrerebbe un calo di circa 1 Mhl rispetto al risultato 2009. Tale evoluzione globale è il risultato di evoluzioni globalmente coerenti. Gli USA registrerebbero una produzione di vini 2010 in nettissimo calo rispetto alla produzione consistente del 2009, che è stata rivista al rialzo (19,9 Miohl, esclusi succhi e mosti, contro 22,0 Miohl, ovvero: -9,3 %). Tranne che in Svizzera, dove la regressione della produzione tra il 2009 e il 2010 sarebbe pari al 15%, gli altri paesi monitorati, eccezione fatta per l’Argentina, registrerebbero tutti come primo approccio delle flessioni comprese tra il 7 e il 9%. Tuttavia, in Argentina, la produzione 2010 registra una netta progressione rispetto a quella debole del 2009 (16,3 Mhl contro i 12,1 ovvero +33%). Si noti che l’Argentina, favorendo l’esportazione di vini, maggiormente limitata nel 2009/2010 a causa della debole produzione globale del 2009, registra per il secondo anno consecutivo un netto calo nella proporzione di prodotti spremuti non vinificati.

PRODUZIONE VINICOLA MONDIALE

Ipotizzando una variabilità del 10% nel livello di raccolto 2009 dei paesi non monitorati nel corso del 2010, queste informazioni portano a proporre una produzione di vini 2010 a livello mondiale compresa tra 254,9 e 263,5 milioni di ettolitri (259,2 Miohl all’interno della forchetta di stima). L’evoluzione relativa 2010/2009 è, dunque, compresa tra -5,6 e -2,4% e, pertanto, mediamente in calo rispetto alla produzione vinificata del 2009 (livello provvisorio: 269,9 milioni di ettolitri) di 10,7 Mhl, ovvero -4,0%. Si tratta del livello più basso di produzione di vini dell’ultimo decennio, eccezione fatta per il raccolto 2002 (257,1 Mhl). Questa evoluzione conduce ad una disponibilità di vini a livello mondiale classificabile come estremamente modesta, dovuta alla combinazione di un livello di produzione ancora una volta debole e di stock di riporto che si stimano essere modesti sul piano globale, anche se l’analisi potrebbe trarre profitto se condotta per settori di mercato.

GLI SCENARI DEI CONSUMI

In un tentativo di approccio, esclusivamente a livello globale, della natura della situazione congiunturale dell’anno 2010 e dell’inizio della campagna 2010/2011 nell’emisfero nord, occorre cercare di avvicinarsi al livello di consumo mondiale di vini nel 2010. In questo periodo dell’anno, non si dispone evidentemente di informazioni consolidate sul livello di consumo dei principali mercati. Occorre pertanto ricorrere ad una proiezione del livello di consumo mondiale partendo dall’inversione di tendenza osservata nell’evoluzione della domanda registrata a partire dalla seconda metà degli anni Novanta. Questo esercizio è particolarmente pericoloso per il 2010. In effetti, i primi segnali della crisi economica mondiale, percettibili fin dall’ultimo trimestre 2008, hanno portato a un calo particolarmente marcato della domanda, ed è particolarmente delicato prevedere la rapidità dell’uscita dalla crisi mondiale, tuttavia annunciata, e il suo impatto sulla domanda mondiale. Pertanto, è possibile valutare due scenari:
…un primo, in cui con l’uscita dalla crisi economica è possibile ritornare ad un’evoluzione tendenziale lineare al rialzo del consumo mondiale in termini di volume;
…un secondo, in cui l’anno 2010 continuerà ad esprimere, quantunque in modo attenuato, la depressione constatata dalla fine del 2008 e in cui, di conseguenza, in particolare sotto l’effetto di una diminuzione del volume degli scambi, il livello di consumo, specie dei paesi importatori più colpiti dalla crisi, continuerà a diminuire, portando necessariamente a registrare un nuovo ribasso del livello di consumo 2010 rispetto al livello provvisorio del 2009.

Considerando una valutazione del livello del consumo mondiale di vino per il 2010 compreso tra 232,0 e 247,6 Miohl, allora sarà possibile inquadrare l’ampiezza dello scarto “produzione – consumo”. Occorre ricordare che tale scarto non è interamente assimilabile a un’eccedenza, tenuto conto delle necessità industriali. Quest’ultimo dovrebbe assestarsi nel 2010 a un livello molto basso all’interno della forchetta di stima (19,4 Mhl), ma i 2 scenari, compresi in una forchetta anch’essa ampia oscillante tra 7,3 (corrispondente a uno scenario di forte riassestamento della domanda) e 31,5 milioni di ettolitri (corrispondente a uno scenario di prosecuzione degli effetti della crisi), si svolgerebbero entrambi in un contesto di produzione mondiale debole.

Per accedere al documento originale con tutte le tabelle sulle superfici vitate, la produzione vinicola e i consumi si rimanda a: news.reseau-concept.net/images/oiv_it/Client/Point_de_conjoncture_octobre2010_IT.pdf

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