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Secondo i dati riportati dall’ultimo Barth Report 2012-13, la produzione mondiale di birra nel 2012 è cresciuta del 1,1% portandosi a 1.951 milioni di hl contro 1.929 milioni dell’anno precedente, con un corrispondente consumo pro capite medio di circa 28 litri/anno. Ciò consolida la ripresa che si era manifestata già nel 2010, dopo la frenata produttiva del 2009. Tuttavia i dati globali mascherano grandi differenze a livello regionale, in termini di consumi e di tendenze. I mercati emergenti (Africa, Asia e America Latina) sono ancora la principale fonte di crescita dei volumi, mentre i mercati maturi (Europa, Nord America e Australia), di fronte alla debolezza della domanda dei consumatori, fanno fatica a tenere i volumi. Molti esperti del settore prevedono che già nel 2013 potrebbe essere raggiunto il traguardo produttivo mondiale dei due miliardi di hl. Per il periodo dal 2009 al 2015 Canadean prevede una crescita media del mercato mondiale della birra del 2,8 percento all’anno.

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Il vecchio continente è riuscito a mantenere il primato produttivo e dei consumi fino al 2008, dopodiché ha cominciato a perdere volumi e ora, con 545 milioni di hl, si colloca solo al terzo posto fra i vari continenti, superato sia dal continente americano che dall’emergente continente asiatico. I valori pro-capite si mantengono tuttavia ai livelli più alti del mondo. I Paesi dell’Unione Europea contano per il 70% dei volumi continentali, mentre il resto dell’Europa rappresenta il 30% a volumi. Nell’ultimo triennio si è avuto un freno produttivo anche nei mercati dell’Est Europa che in precedenza avevano esplicato dei forti tassi di crescita. L’Europa Orientale dovrebbe ancora crescere, ma solo dell’1,5 percento circa all’anno. In Europa Occidentale, Canadean prevede invece una leggera contrazione dei volumi.

Nel continente americano la realtà è bifacciale. Mercato maturo, in crisi di crescita, nella parte settentrionale (USA + Canada) con una produzione complessiva di 239 milioni di hl prodotti (1,1% rispetto al 2010) e crescita più decisa, invece, nei paesi dell’America Latina, dove i consumi globali hanno ormai superato quelli dell’America del Nord portandosi a 332 milioni di hl (+4% rispetto al 2011). Il pro capite continentale è intorno ai 61 litri/anno, con valori molto più elevati nei mercati maturi del nord e più bassi nei mercati emergenti dell’America Latina. Canadean prevede per i prossimi anni una leggerissima crescita dello 0,5 percento annuo per il Nord America, mentre per l’America Latina l’indicazione previsionale è del 3 percento annuo.

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Solo 5 anni fa l’Asia era solo al terzo posto nella graduatoria produttiva mondiale della produzione e dei consumi di birra, dietro ad Europa e America; ma in quest’ultimi anni produzione e consumi sono cresciuti in maniera più accelerata rispetto agli altri continenti ed ora l’Asia rafforza ulteriormente la leadership mondiale con ca. 688 milioni di hl di birra prodotti nel 2012, anche se il pro-capite resta ancora compresso a livello di 17 litri/anno. Si tenga conto che l’elemento frenante fondamentale dei consumi in questo continente deriva dalla numerosa popolazione a religione musulmana, poco orientata a consumare bevande alcoliche, mentre il potenziale di consumo più elevato si manifesta nei Paesi dell’estremo Oriente, soprattutto Cina. Secondo Canadean, la forte crescita dei mercati asiatici farà sì che nel 2015 circa il 40 percento della produzione mondiale di birra verrà realizzata in quella regione.

L’Oceania registra dei buoni livelli di valori pro-capite (59 litri/anno), ma in considerazione della sua scarsa popolazione, conta solo per 22 milioni di hl prodotti complessivamente. Il continente africano è quello che ha espresso i maggiori tassi di crescita negli ultimi anni portandosi ora a 125 milioni di hl prodotti. La produzione è concentrata in pochi paesi: Sud Africa, Nigeria e Angola che nell’assieme assorbono oltre la metà di tutta la produzione africana. Nonostante la forte crescita, il pro-capite si pone ancora all’ultimo posto nella graduatoria mondiale con appena 11 litri/anno.

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I PIU’ IMPORTANTI MERCATI BIRRARI NEL MONDO
I primi 10 paesi produttori di birra, pur rappresentando poco più di un terzo della popolazione mondiale, assorbono circa i due terzi della produzione globale di birra. Al comando di questa classifica si riconferma la Cina con ben 490 milioni di birra prodotta nel 2012, oltre un quarto dell’intera produzione mondiale. La Cina, pur disponendo di un pro-capite di solo 33 litri annui, ha da tempo superato, grazie all’enorme popolazione e ad un tasso di sviluppo più vivace, il primato storico del mercato statunitense ed oggi ha più che raddoppiato rispetto alla dimensione produttiva USA. Il secondo più grande mercato asiatico è quello giapponese che con 55 milioni di hl di birra prodotti nel 2012 si colloca al 7.mo posto nella graduatoria mondiale. Il Giappone è l’unico mercato dell’est asiatico che viene considerato maturo anche in considerazione del fatto che esprime da tempo il consumo pro-capite più alto della zona (circa 50 litri/anno).

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Al secondo posto nella graduatoria internazionale si colloca il mercato statunitense con una produzione birraria di 229 m.ni hl nel 2012. Dopo diversi anni di stasi produttiva, nel 2012 gli USA hanno registrato un crescita produttiva dell’1,2 percento rispetto al 2011, grazie soprattutto all’affermazione delle birre artigianali che hanno ormai raggiunto oltre il 6% a volume del totale birre prodotte sul mercato federale e addirittura il 10% a valore. Naturalmente la crescita delle birre artigianali tende a cannibalizzare parte del prodotto industriale. Gli altri due più importanti mercati birrari del continente americano sono il Brasile (133 m.ni hl, al terzo posto nella classifica mondiale dei mercati birrari) e i Messico (82 m.ni hl, al sesto posto nella classifica mondiale)

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In Europa il primato storico della produzione e dei consumi è appartenuto ininterrottamente fino al 2007 alla Germania, superata successivamente dalla Russia, che oggi, con 97 milioni di ettolitri di birra prodotti, rappresenta la quarta più grande potenza birraria nel mondo. Ma a partire dal 2009 il mercato della birra russo è stato colpito duramente dalla crisi economica; il calo della fiducia dei consumatori a causa della crisi economica globale si è ulteriormente aggravato in conseguenza della triplicazione delle accise sulla birra. Canadean prevede che il mercato russo della birra tornerà a crescere, ma non ai livelli pre-crisi. Per il periodo dal 2011 al 2015, assumendo che non ci siano ulteriori aumenti delle accise o altre restrizioni legislative nelle vendite di birra, Canadean prevede un tasso medio annuo di crescita di poco meno del 4%.

La Germania, dopo una sequenza di cali di volume negli ultimi anni, è ora al secondo posto nella graduatoria europea dei paesi produttori birrai, con una produzione annua ormai sotto i 95 milioni di hl. A livello internazionale la Germania è stata superata sia dalla Russia che dal Brasile e, quindi, oggi occupa solo la 5° posizione al mondo. Il consumo pro-capite si è ora portato intorno ai 108 litri/anno. Era di 128 litri nel 2000 e , quindi, nell’arco di un decennio si sono persi 20 litri di pro-capite. Secondo la federazione tedesca dei birrai il calo dei consumi di birra in Germania è generato sul lungo termine dal declino socio-demografico (riduzione del target giovanile), ma anche da una tendenza ad una maggiore moderazione dei consumi alcolici.

Tra i mercati in sofferenza sul fronte europeo va citato anche il Regno Unito: ottavo posto nella classifica mondiale con 42 milioni di hl prodotti nel 2012 e terzo posto nella classifica europea. Al quarto e quinto posto nella classifica europea si collocano la Polonia (con 38 milioni di hl prodotti nel 2012) e la Spagna (con 33 milioni di hl prodotti nel 2012). Subito dopo si collocano, nella classifica europea, l’emergente Ucraina (produzione di oltre 30 milioni di hl nel 2012), l’Olanda (24 milioni di hl), mentre la Repubblica Ceca mantiene il record mondiale dei consumi pro-capite con i suoi 144 litri/anno.

Per una più ampia panoramica sui mercati della birra in Italia e nel mondo si rimanda alla apposita sezione dell’Annuario BIRRITALIA

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