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Con la scomparsa di Ezio Rivella, se ne va uno dei personaggi che hanno contribuito in maniera determinante alla rinascita del vino italiano. Un “enologo a tutto tondo”, un grande manager del vino, tra i primi ad intuire l’importanza dei processi di managerializzazione nel settore vinicolo. Nato a Castagnole Lanze nel 1933, dove negli ultimi anni si era dedicato a Bel-Sit, l’azienda di famiglia che produce Barbera d’Asti e Moscato d’Asti, divenne presto uno degli enologi più famosi d’Italia. Partito dal Piemonte iniziò la sua attività come direttore tecnico e commerciale di cantine sociali, fino al successo internazionale di Banfi con la famiglia italo-americana Mariani. Ezio Rivella fu nominato Cavaliere del Lavoro nel 1985 dal Presidente della Repubblica Sandro Pertini, una lunga carriera con ruoli di prestigio nel mondo del vino, da presidente di Assoenologi a presidente del Consorzio del Brunello di Montalcino, sino alla guida dell’Unione italiana vini.

 

Il nome di Ezio Rivella però è legato in maniera indissolubile a Banfi, visto che fu la guida dell’azienda che dalla fine degli anni ’70 portò al successo internazionale il Brunello di Montalcino che fino ad allora era poco conosciuto al di fuori dei confini della Toscana. Rivella dopo essersi fatto le ossa con il Frascati e il Lambrusco, diventati ben presto simbolo del vino made in Italy in Usa grazie anche al lavoro di importazione di vino italiano dalla famiglia Mariani, venne scelto dalla famiglia italoamericana per guidare Castello Banfi, per la creazione di un progetto di fascia più alta per la conquista del pubblico americano. Con l’arrivo a Montalcino decisero di puntare sul Brunello, un vino dal grande potenziale che poteva incontrare un gusto internazionale in evoluzione.

Tanti i ricordi e i messaggi per il lutto nel mondo del vino, a cominciare da Assoenologi, che il  cavalier Rivella ha guidato per oltre un decennio dal 1975 al 1986. “Ezio Rivella è stato uno dei protagonisti assoluti dell’enologia italiana, in particolare negli anni ’70, ’80 e ’90 del secolo scorso, quando il nostro settore era ancora alla ricerca di un’identità e di una posizione- le parole del presidente Riccardo Cotarella – Se esiste l’enologia moderna ed evoluta, motivo principale del rinascimento dei vini italiani, lo dobbiamo in larga parte a Ezio, un autentico pioniere del mondo del vino. Capace di interpretare la professione con doti manageriali e imprenditoriali”. Cordoglio anche da parte dell’Uiv, che Rivella guidò dal 2001 al 2004. “Ezio Rivella – ha commentato il presidente Uiv, Lamberto Frescobaldi – è stato molto più di un enologo per il mondo del vino. Da ricordare il suo pionieristico contributo alla promozione del vino italiano all’estero ma anche il suo impegno di tutela per le imprese e le denominazioni del nostro Paese. Un uomo che ha vissuto per il mondo del vino arrivando ad essere uno dei principali protagonisti della crescita del made in Italy enologico nel mondo”.

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