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Sabato 5 febbraio con il match tra Irlanda e Galles scatta il Guinness Six Nations 2022. Basterebbe solamente analizzare il naming del toreneo Sei Nazioni di Rugby per capire l’importanza della birra nel torneo della palla ovale più famoso al mondo. Guinness dal 2019 è title sponsor, legando il proprio nome per sei anni a uno degli eventi sportivi più seguiti al mondo, che attrae regolarmente il pubblico televisivo e web in paesi come Regno Unito, Francia, Irlanda, Italia e in tutto il resto del mondo.

 

Una partnership con il più prestigioso torneo di rugby, che ha issato la stout più famosa tra le birre tra i maggiori sostenitori di questo sport, sfruttando la sponsorizzazione per incoraggiare a bere in modo responsabile i milioni di fans. In questo articolo non sarà nostra pretesa fare pronostici tra chi si porterà a casa il Sei Nazioni dopo la vittoria del Galles nel 2021, chi invece il cosiddetto cucchiaio di legno da sette anni consecutivi un affare tutto italiano, ma vogliamo scovare alcune curiosità che legano il settore della birra a quello del rugby, con una carrellata birraia fra le sei nazioni partecipanti.

IRLANDA Voliamo in terra di Irlanda e cerchiamo di capire che cosa sta dietro la gamma Guinness del Sei Nazioni. E’ il più antico torneo internazionale di rugby del mondo, il format originale risale al 1883, mentre la composizione attuale di sei squadre è un fatto abbastanza recente e risale al 2000. Anche per il 2022 lo sponsor principale è Guinness, uno dei brand che da maggior tempo si legano al rugby. La cosa curiosa è che entrando nel sito della kermesse del Guinness Six Nations Championship 2022, ci siano poche tracce di birra, bionda o scura che dir si voglia. A parte una coppia di bicchieri, reclamizzati sul fatto che bastano 120 secondi per versare una pinta perfetta di Guinness nel bicchiere che può essere messo in lavastoviglie ed è in grado di contenere la giusta quantità di Guinness quando si guarda il Rugby, sembrerebbe che i fans del rugby per mostrare il loro affetto verso il Guinness Six Nations si possano sfogare pescando tra articoli come t-shirt, polo e cappellini. Di birra neanche l’ombra, in una sorta di sport politiccaly beer correct, oppure in un semplice ragionamento di merchandising che fanno volumi e utili su prodotti correlati oltre che sul core business che è rappresentato dalla birra Guinness che si consuma a fiumi nei pub durante le partite.

INGHILTERRA Nel Regno Unito tutti i pub si preparano al Six Nations a suon di pinte e rugby. Tante le proposte dei locali inglesi, dalla city di London a tutta la nazione per gustarsi lo spettacolo del Sei Nazioni con gli amici al pub, con suon di offerte per accapararsi un posto in prima fila. Ma non mancano anche i birrifici che in occasione dell’appuntamento clou lanciano prodotti dedicati. Come nel caso della Six Nations di Bledam Brewery, una tradizionale IPA che utilizza malti e luppoli inglesi, Alliance, Epic, Pilot e Target con una miscela di Maris Otter, Crystal, Brown e Oats per i malti.  Anche Black Sheep Brewery, con sede nello Yorkshire, ha annunciato il lancio di una nuova birra per sostenere l’Inghilterra nel Sei Nazioni La Black Sheep Brewery, con sede nello Yorkshire, ha annunciato il lancio di una nuova English Pale Ale, Finisher, a sostegno del tentativo dell’Inghilterra di riconquistare il Campionato delle Sei Nazioni. Black Sheep descrive Finisher come una pale ale single-hopped, prodotta esclusivamente con luppolo Ernest coltivato in inglese, rendendola la pinta perfetta per il cliente da gustare mentre guarda le partite del Sei Nazioni. Disponibile in botte per i pub di tutto il paese, con un profilo aromatico  equilibrato e leggero con note fresche di agrumi.

ITALIA Nel nostro paese invece la Peroni punta sul Terzo Tempo, uno dei riti più caratteristici del rugby. Un must dove le due squadre che si sono affrontate in campo si trovano a mangiare e bere insieme, chiacchierando e andando oltre qualunque rivalità. Uno dei valori più puri del rugby, la sportività che è stata presa come esempio da Peroni per il suo terzo temp. Un palinsesto di contenuti e appuntamenti per tutta la durata del torneo Sei Nazioni, con l’obiettivo di celebrare valori sportivi quali rispetto, lealtà, inclusione e gioco di squadra. Appuntamento al Villaggio del Foro Italico, aperto durante le partite all’interno dello Stadio Olimpico di Roma e al Parco del Foro Italico, ma anche una serie di iniziative su tutto il territorio capitolino nel mese in cui si svolgerà il Sei Nazioni. “Peroni ha da sempre celebrato e promosso l’unione sportiva nel mondo del rugby – spiega Francesca Bandelli, direttore marketing & innovation di Birra Peroni La vera novità è aver trovato il modo di farlo nel rispetto della salute e della sicurezza di tutti. Lo faremo insieme a Fir in maniera innovativa e decisamente aumentata, portando le nostre attività proprio lì dove pulsa il cuore della città”.

SCOZIA Quale sarà la prossima mossa scozzese in campo birraio e rugbystico? Lo scorso anno St Andrews Brewing Co aveva lanciato una nuova birra per celebrare la storica vittoria della squadra di rugby scozzese a Twickenham all’inizio del Sei Nazioni. Intitolata 38 year itch, con un riferimento al tempo trascorso da quando la squadra nazionale scozzese aveva vinto a Twickenham nel tempio inglese della palla ovale, regalando ai supportes scozzesi una Scotch Ale, con i proventi detsinati alla My Name’5 Doddie Foundation. La partita di rugby di un anno fa, aveva visto la Scozia battere l’Inghilterra 11-6, facendo ritornare a casa la coppa di Calcutta. Fondata nel 2012, St Andrews Brewing Co è un’azienda pluripremiata che recentemente ha finanziato con successo il crowdfunding per aprire un nuovo birrificio.

GALLES La Welsh Rugby Union si è mossa per frenare i disturbi legati all’alcol, servendo una birra dalla gradazione più bassa e ordinando la chiusura dei bar durante la pausa di delle partite del Sei Nazioni al Principality Stadium. Una decisione arrivata dopo le segnalazioni di comportamenti antisociali durante i giochi della serie Autumn Nations di questa stagione. La Federazione Gallese ha preso questa misura dopo una serie di incidenti, tra cui due intrusioni in campo in partite consecutive, segnalazioni di comportamenti scorretti. “I messaggi pre-partita su tutti i canali WRU e i messaggi interni allo stadio enfatizzeranno il consumo responsabile, il comportamento positivo e la considerazione degli altri“. Anche la birra alla spina con una percentuale di alcol inferiore verrà gradualmente introdotta nei bar negli atri, con il produttore di birra ufficiale Heineken International che porterà il 4,1% di ABV Amstel Bier, invece della classica Heineken da 5,0% di gradazione .

FRANCIA Domenica 6 febbraio a Parigi si giocherà Francia-Italia, in casa francese una nazione storicamente più vocata al vino rispetto alla birra, diamo uno sguardo sul futuro post Sei Nazioni. Focus sulla Coppa del mondo di Rugby 2023 che si disputerà in Francia, che avrà Asahi Super Dry come birra ufficiale della kermesse. La partnership vedrà la birra servita in tutti gli stadi e le sedi dei tornei in tutta la Francia, gli appassionati di questo sport vedranno attivazioni del marchio in negozio e online. Asahi Super Dry prende il posto di Heineken, che era la birra ufficiale della Coppa del Mondo di rugby 2019. L’annuncio era arrivato mentre Asahi Super Dry aveva visto le sue vendite di valore in crescita, contribuendo con ulteriori 2,4 milioni di sterline alla categoria Super Premium Beer. Lanciato nello stesso anno della Coppa del Mondo di rugby inaugurale in Nuova Zelanda nel 1987, Asahi Super Dry condivide anche i valori fondamentali del rugby di passione e solidarietà e cercherà di catturare l’immaginazione dei fan di tutto il mondo mentre contribuiranno al successo del torneo.

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Aperitivo: No. 3 London Dry Gin  - Food is The Key - distribuito in Italia da Pallini

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