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L’Organizzazione internazionale della vigna e del vino, organizzazione intergovernativa di riferimento per tutto ciò che concerne i prodotti derivati dalla vigna, ha presentato a Parigi il suo rapporto sulla congiuntura vitivinicola mondiale per i primi dieci mesi del 2011.La superficie mondiale del vigneto conosce un calo che potrebbe raggiungere i 60 mha (7,8 Mha). Da un punto di vista delle zone, la più colpita da questo fenomeno risulta l’UE, in quanto la riduzione del suo vigneto potrebbe essere compresa tra 50 e i 55 mha (-1,4%/2010; 3570 mha). Inoltre, nell’emisfero Sud e negli Stati Uniti il tasso di crescita delle superfici ha subìto un rallentamento, rispetto a quanto è stato osservato dall’anno 2000.Dal punto di vista della produzione, nel 2011 il dato complessivo per i vini (esclusi succhi e mosti) è compreso tra 264,3 e 275,2 milioni di hl (midrange delle stime pari a 269,8 Mhl). I cali più significativi si registrano in Grecia, Italia e Portogallo.


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Da parte sua, l’UE fa fronte a una successiva 5ª scarsa raccolta (dal 2007 al 2011 inclusi), complessivamente equivalente a quella del 2010, midrange delle stime pari a 158,2 Mhl (esclusi succhi e mosti). Tuttavia, questo dato deve essere relativizzato in quanto, nelle ultime 3 campagne, la superficie viticola è passata da 3792 a 3626 mha, ossia una riduzione dei vigneti pari a circa 165 mha.Globalmente, la produzione rimane stabile, ma con sviluppi interni contrastati. Ad esempio, gli Stati Uniti hanno visto la loro produzione calare nettamente di 18,74 Miohal (-10,3%/2010). Il Cile raggiungerebbe, invece, un livello record con 10,6 Mhl (+15,5%/2010) e la Nuova Zelanda una nuova produzione record con 2,3 Mhl (+23,2%/2010).Per quanto riguarda il consumo mondiale di vino, è possibile immaginare due scenari: un’ipotesi di rialzo (si nota un’evoluzione tendenziale lineare al rialzo – moderato – del consumo mondiale in volume) e un’ipotesi di ribasso (segnata da una recrudescenza della crisi economica, il livello del consumo nel 2011 avrà una tendenza al ribasso rispetto al livello provvisorio del 2010).

+INFO: www.oiv.int/oiv/info/itpdc2011

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