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Il mondo del vino si ritrova da domani a ProWein, per l’appuntamento fieristico in programma dal 15 al 17 maggio 202 che per molti è la vera vetrina del settore europeo. Se infatti Vinexpo e Vinitaly hanno chiaramente un forte influsso rispettivamente francese e italiano, ProWein da questo punto di vista non ha rivali con una gamma di prodotti presentata unica al mondo. Una fiera quanto mai attesa, dopo due anni di rinvii e di spostamenti, che hanno fissato quest’anno la fiera tedesca in un periodo insolito, visto che di norma si teneva a marzo. A Düsseldorf ci saranno tutti i maggiori rappresentati della filiera vinicola, con oltre 5.500 espositori provenienti da più di 60 paesi per presentare vini, distillati e bevande artigianali all’interno dei 13 padiglioni del comprensorio fieristico.

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L’Italia guida la pattuglia degli espositori con oltre 1.420,  le altre nazioni più rappresentate sono la Francia (circa 1.100), la Germania ( circa 700), la Spagna (650), il Portogallo (oltre 360), l’Austria (oltre 260), e l’Argentina (oltre 120), la Grecia (oltre 100).  Un vino italiano che guarda con fiducia anche il canale dell’export, il 2021 è stato un anno da incorniciare con una cifra che ha toccato i 7,2 miliardi di euro, ci cui 4,2 miliardi di euro di vino hanno preso la via dell’Europa. In uno scenario incerto dominato dalle nubi della guerra Russia-Ucraina, la Germania si conferma il secondo mercato di riferimento con 1,13 miliardi di euro di export per il vino italiano, seguito dal Regno Unito con 742 milioni di euro di vino italiano importato nel 2021, in ripresa dopo la Brexit. Da segnalare le performance del nord Europa con i paesi scandinavi sugli scudi, con la Svezia (201 milioni di euro) alla Danimarca (156 milioni di euro), dalla Norvegia (117 milioni di euro) alla Finlandia (48,6 milioni di euro).

ProWein sarà un palcoscenico per scoprire trend attuali e futuri, tra cui l’impatto del cambiamento climatico e lo zero alcol. Negli ultimi anni, molti viticoltori hanno iniziato ad investire nell’adattamento dei loro vigneti al cambiamento climatico, conducendo il tutto ad un diverso stile di produzione del vino. Il fenomeno del low alchol è diffuso soprattutto nelle generazioni più giovani, altro tema sotto i riflettori quello del turismo enologico, un importante canale di vendita e di immagine per molti viticoltori, un business che vale una cifra di 29,9 miliardi di euro all’anno, secondo uno studio condotto nel 2019 dal DWI e dalla Hochschule Geisenheim.

+ info www.prowein.com

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