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Mercato vino Italia

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In quell’Oltrepo’ Pavese che è una virgola di Lombardia, alle pendici dell’Appennino, i latini chiamavano questa zona terra di scambio. Dall’inizio degli anni Ottanta, Tenuta Mazzolino, in Corvino San Quirico, è un punto di riferimento per il vino d’avanguardia, che già dagli esordi puntava a portare l’Oltrepo’ all’attenzione del mondo.

Per la Valpolicella il 2021 si è chiuso con un balzo senza precedenti delle vendite (+16% l’incremento tendenziale in valore) grazie in particolare a uno scatto della domanda italiana del 31% e a un export in crescita dell’8% con un prezzo medio in forte ascesa, secondo dati Nomisma Wine Monitor presentati ad “Amarone Opera Wine”, anteprima promossa dal Consorzio tutela vini Valpolicella con presentazione dell’annata 2017.

Ci siamo, scatta oggi a Verona dal 10 sino al 13 aprile l’edizione numero 54 di Vinitaly, dopo l’anteprima di ieri con OperaWine che ha riunito 130 cantine selezionate da Wine Spectator. Un appuntamento dal sapore speciale, tante le domande che si fanno gli organizzatori su che tipo di Vinitaly sarà. Sino a due anni fa per molti produttori esserci non era determinante, ma di fatto non si poteva mancare. Oggi dopo due anni che il settore del vino è stato stravolto dalla pandemia, l’interrogativo è proprio sul ruolo stesso delle fiere, anche se poi alla fine il Vinitaly rimane lo specchio dell’enologia italiana, quindi c’è molta attesa tra gli operatori del settore. Un vino italiano che parte dal record dell’export 2021 e dalla significativa presenza di buyer di tantissime nazioni estere, con la possibilità di assaggiare tra i padiglioni di Verona tante etichette tra vecchie e nuove annate, oltre a una serie di appuntamenti che vi consigliamo.

Il Covid-19 ha modificato l’approccio al consumo di vino negli Stati Uniti ma non ne ha depresso la domanda. Volano i consumi al di fuori dei luoghi di acquisto e ancora di più le vendite on-line, che compensano in buona parte il gap riscontrato nei locali (bar e ristoranti). L’Italia in questo quadro approfitta dei dazi aggiuntivi applicati ai principali competitor per allungare notevolmente su una Francia sempre più difficoltà.

Per comprenderne il valore, il potere quasi, si dovrebbe partire da un aneddoto storico. Quello che narra di una truppa di soldati austroungarici, nella seconda metà del ‘800, talmente accattivati da questo vino rosso corposo e intenso da rinunciare prima alla battaglia, per poi dedicargli il varo di una nave. Il Buttafuoco Storico, il cui club non a caso ha scelto un fiero veliero come simbolo, e che ha festeggiato lo scorso venerdì il suo ventitreesimo compleanno. 

Il mondo cooperativo italiano esprime una netta leadership nel mercato vinicolo italiano, sia in termini di produzione che in termini di fatturato e di export. Sono 200 le cantine associate all’Alleanza delle Cooperative presenti alla 51° edizione del Vinitaly di Verona, una quota record di imprese proveniente da ogni parte del Paese che conferma la vitalità di un comparto pronto a mettersi in vetrina.