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“Ti ricordi come eravamo piccoli sette anni fa?”. La domanda è un sorriso che si allarga, un po’ rivolta a se stessi, un po’ ripensando a quanta poca presa (forse) avesse una manifestazione monotematica come Showrum; nata sette anni fa dalla mente e dal cuore di Leonardo Pinto, oggi è a mani basse la rassegna sul rum più importante d’Italia, tra le maggior in Europa. Ha fatto scuola, e questa edizione ne è la riprova ulteriore.

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Da una mini conferenza stampa nel 2013, alla presentazione ufficiale di quest’anno all’A.Roma Lifestyle Hotel, accompagnata da una degustazione di Ron Dimplomatico, guidata dal maestro ronero in persona Nelson Hernandèz: chilometri di viaggio e passione che Pinto, 39enne pugliese trapiantato a Modena e creatore di Isla de Rum, macina ogni anno per studiare, connettere, trasmettere le tecniche e le storie della canna da zucchero di tutto il mondo. E pensare che fino al 2011 Leonardo aveva lavorato come responsabile in un’azienda metalmeccanica: “Mi ha convinto Alessandra, che poi è diventata mia moglie e oggi mi aiuta a tenere tutto sotto controllo. Mi ero innamorato del rum nemmeno a vent’anni, spinto dall’ideale romantico di Caraibi e pirati”. Non c’era internet e informarsi era tutt’altro che una passeggiata: “Nel 2001 cominciai con una follia, pur di avere nozioni e notizie chiamavo le aziende e mi fingevo un giornalista: qualcuno ci cascava e mi raccontava qualche segreto”. C’era da giustificare tutte quelle domande, e così nasce il blog Isla de Rum, alimentato grazie a passione, lungimiranza, masterclass occasionali e incontri tra appassionati al bar di paese.

Leonardo Pinto

Quasi vent’anni dopo, Pinto trascorre oltre 250 notti l’anno fuori casa, in giro per il mondo in veste di consulente e docente per singoli e aziende che vogliono migliorare il proprio profilo e la propria presenza nel mercato del rum. Senza mai dimenticare un percorso di crescita personale che non finisce mai: “Sono nel giro da una vita ormai, e ogni giorno c’è qualcosa di nuovo che mi rendo conto di non sapere, che sia un prodotto, una filosofia, una tecnica di lavoro”. Appassionato a tutto tondo, la sua sete (letteralmente in questo caso) lo ha portato nel 2019, in collaborazione con alcune delle più importanti distillerie italiane, a varare il progetto GrappaRevolution, che intende valorizzare e diffondere la continua evoluzione che rende la grappa sempre più il simbolo dello stile italiano nel panorama dei distillati. “Ma non sono un tuttologo, è giusto riferirsi a figure più preparate di me nel campo di spirits differenti”. ShowRum la sua creazione più sentita, quella che ha incentivato negli anni la platea di consumatori e addetti ai lavori a rivalutare il rum: “Operatori e consumatori stanno riscoprendo il rum come distillato di valore. La domanda sarà sempre dettata dalla moda, ma l’offerta può essere costruita secondo una propria filosofia, e secondo il rapporto con il cliente, è quello che cerco di trasmettere a chi lavora al bancone. Siamo in un momento critico, il rum è stato ormai sdoganato ma bisogna battere il ferro adesso per alimentarne la cultura, altrimenti la spinta potrebbe scemare”.

Lo scorso anno si sono contate oltre 3500 presenze con più di 50 Paesi coinvolti e centinaia di etichette di rum in esposizione, confermando ShowRum come potenza divulgativa e d’incontro anche a livello internazionale. Ampio spazio all’area espositive, alle degustazioni guidate delle più grandi etichette presenti sul mercato italiano e internazionale, alle masterclass; e alla mixology, con il bar della rassegna, in pieno stile tropicale, curato dal bar manager  Paolo Sanna, in collaborazione con il Singita Miracle Beach. La soddisfazione più grande per Pinto: “Stiamo dando voce e vetrina a persone che lavorano nel settore, migliorandolo. Non veicoliamo l’acquisto di nessun prodotto, piuttosto evidenziamo una categoria e la mettiamo sotto i riflettori, favorendone la scoperta e la comprensione”.

Torna anche la ShowRum Tasting Competition, unica Blind Tasting Competition italiana dedicata a Rum e Cachaca, nella quale i distillati vengono divisi per anni di invecchiamento e per alambicchi di provenienza, oltre che per tipologia di materia prima. Unica al mondo, inoltre, a premiare solo il Best in Class per ogni categoria. Tra i premi, quello dedicato al Best Packaging, il cui giudizio sarà affidato agli artisti statunitensi Nigel Sade e Sarah Wilkinson. Parallelamente già assegnato il premio ShowRUM Taster of the Year 2019 a Marco Simon Mardones di Modena e Mattia Sacco di Brindisi, per essersi distinti nell’esame di degustazione del Rum Master, il piano di formazione di Isla de Rum.

Strepitosa l’iniziativa della ShowRUM Cocktail Week, format ideato da Cleide Bianca Strano e realizzato in collaborazione con Head to Head Bartender Competition. Dodici tra i migliori locali di Roma gareggiano su note caraibiche e declinazioni della tiki wave, per un tour de force che vedrà una giuria guidata da Giorgio Fadda ed Alexander Frezza proclamare il drink ufficiale della ShowRUM Cocktail Week 2019, tra i signature proposti.

I locali della ShowRUM Cocktail Week:

Baccano
Banana Republic
Chorus Cafè
Drink Kong
Freni e Frizioni
Julep Herbal & Vermouth Bar Hotel de la Ville Rocco Forte Hotels
La Zanzara
Makai Surf & Tiki Bar
Marco Martini Restaurant & Cocktail Bar
Meccanismo
Pimm’s Good
Tyler – Ponte Milvio

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