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Una svolta storica, per il mondo dei Consorzi di Tutela delle DOP e IGP italiane: l’Associazione Italiana Consorzi Indicazioni Geografiche AICIG – che fino ad oggi li ha rappresentati a livello nazionale e sovranazionale – cambia volto, per dar vita ad una nuova aggregazione che avrà come punti saldi il coinvolgimento tra i soci non più solo singole realtà consortili ma anche Associazioni dei Consorzi relativi a segmenti di prodotti a denominazione specifici.

Si è alzato il sipario domenica 2 aprile sulla BIT, la Borsa Internazionale del Turismo. Tre lettere con un unico denominatore, il viaggio, grande protagonista sino al 4 aprile nella sede storica di Fieramilanocity. Un calendario a stretto contatto con un altro evento di richiamo come il Salone del Mobile, nel cuore della capitale economica d’Italia. Da turisti a viaggiatori: questa la trasformazione del travel in atto.

Scarsa percezione del valore della certificazione di qualità e una alta web reputation dell’olio italiano nei media di tutto il mondo: due concetti in apparente antitesi tra loro che mostrano le varie sfaccettature del comparto oleario italiano, evidenziando da una parte la capacità di promuovere l’olio italiano nel mondo e dall’altra la difficoltà a instillare nel consumatore una conoscenza dei marchi DOP e IGP tale da permettere il riconoscimento del valore aggiunto derivante dalla certificazione di qualità.

Per i prodotti italiani a marchio Dop e Igp si chiude un’altra annata positiva, in netto contrasto con lo scenario recessivo dell’intera economia nazionale. Nel 2012 – secondo i dati dell’ultimo rapporto Ismea-Qualivita sui prodotti a denominazione di origine e a indicazione geografica protetta – sia sul fronte produttivo, sia sul piano del risultato economico è emersa una tendenza alla crescita. Per quanto riguarda, in particolare, l’andamento dei fatturati, Ismea stima un aumento di oltre il 2% del valore alla produzione, che ha raggiunto nel 2012 i 7 miliardi di euro grazie soprattutto alle vendite all’estero. Il giro d’affari al consumo si è invece attestato a 12,6 miliardi di euro (+5% su base annua), di cui circa 9 realizzati sul mercato nazionale.