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Obiettivo superare 10 milioni di bottiglie di Champagne in Italia. Un messaggio sfidante, arrivato direttamente durante i festeggiamenti dei 40 anni in Italia del Bureau du Champagne, l’ufficio che rappresenta ufficialmente in Italia la denominazione del celebre vino prodotto nella regione francese.

“L’Italia è un paese fondamentale per il mercato dello Champagne, grazie a un legame di fedeltà con consumatori e professionisti del vino nel paese. In questi 40 anni siamo riusciti a portare in una nazione con importanti tradizioni vitivinicole un livello di conoscenza e apprezzamento importante- le parole di Vincent Perrin, Direttore generale del Comité Champagne- Per questo, grazie al lavoro che sta portando avanti Domenico Avolio, vogliamo in qualche anno superare la quota delle 10 milioni di bottiglie, numeri in passato a cui ci eravamo avvicinati”.

Vincent Perrin, direttore generale Comité Champagne al microfono
Vincent Perrin, direttore generale Comité Champagne al microfono

FESTA CHAMPAGNE

Una giornata di festa dedicata al Bureau, nato il 1 maggio del 1976 su iniziativa del Comité Champagne, che riunisce tutte le Maison e tutti i Vigneron della Champagne. Un anniversario celebrato il 13 dicembre con un brindisi a Milano presso Palazzo Parigi alla presenza del Console francese di Milano, che ha sottolineato l’importanza dello Champagne come strumento di diplomazia. Presentii anche tre dei quattro direttori del Bureau, a cominciare da Domenico Avolio che lo dirige oggi. “Un grazie a chi ha lavorato prima di me nella valorizzazione dello Champagne in Italia. Un grazie a tutti gli attori che hanno impostato un lavoro durato quarant’anni e al Comité che ha creduto in un progetto in cui pochi avrebbero scommesso. Per l’occasione ho portato anche del gesso della Champagne che simbolicamente rappresenta il terroir”.

Il Comité Champagne ha sede a Epernay. Questa organizzazione interprofessionale rappresenta uno strumento di sviluppo economico, tecnico e ambientale. Il Comité Champagne mette le due professioni, quella delle Maison e quella dei Vigneron, in relazione tra loro e conduce una costante politica di qualità e di valorizzazione del patrimonio comune della denominazione. Dal 2015 Coteaux, Maison e cantine della Champagne sono parte del Patrimonio Mondiale dell’UNESCO che ha riconosciuto il valore universale eccezionale del suo paesaggio.

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LO CHAMPAGNE IN ITALIA

Il Bureau du Champagne in Italia fa parte di una rete presente in 15 mercati. Insieme all’Italia ne fanno parte Germania, Australia, Austria, Belgio, Cina, Stati Uniti, Giappone, Lussemburgo, Paesi Bassi, Regno Unito, Spagna, India, Russia e Svizzera. Difesa della denominazione, attività di formazione in Italia. Queste le linee guida di questi primi 40 anni, mantenendo aperto il dialogo con i professionisti del vino, i formatori, i giornalisti, diventando un punto di riferimento per quanti, anche tra gli appassionati, desiderano avvicinarsi al mondo dello Champagne. L’Italia è il settimo mercato al mondo per lo Champagne (Francia esclusa), dove nel solo 2015 sono giunte 6,3 milioni di bottiglie. I gusti degli italiani, da sempre un mercato target visto il palato fine, si distingue per una domanda di bottiglie di pregio. I millesimati, vini ottenute da uve di una sola vendemmia, e cuvée speciali, che rappresentano il top di gamma di ogni Maison e Vigneron. Queste bottiglie di fascia alta di gamma rappresentano da sole l’8,4% delle esportazioni dalla Francia verso l’Italia, mentre gli Champagne rosé si attestano nel 2015 al 5,4% del mercato. 604 i marchi di Champagne presenti sul mercato italiano, con una prevalenza della grandi Maison con una quota pari all’85,4%, ma è in crescita il valore dei récoltants e cooperativa al 14,7%, segno di una crescente attenzione al profilo produttivo.

Una foto della degustazione durante la serata
Una foto della degustazione durante la serata

Bureau Champagne in Italia- Tel. 02 4399 5767 – Simone Iemmolo – info@champagne.it

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