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Assobirra partecipa al Vinitaly 2013 e per l’occasione ha anticipato alcuni primi dati sull’andamento del mercato italiano della birra nel 2012. A livello produttivo sono stati consolidati i volumi di produzione del 2011 (oltre 13 milioni di ettolitri di birra). Sorprendente è l’andamento dell’occupazione diretta nel settore che sembra aver fatto registrare una crescita del numero degli occupati del +4,4% (per un totale di 4.700 occupati diretti complessivamente nel settore, che uniti all’indotto arrivano a 144.000 unità), anche grazie all’effetto di nuove e numerose aperture di micro birrifici mentre la grande industria è riuscita a confermare gli stessi livelli occupazionali dello scorso anno. L’export resta sostanzialmente stabile a 2 milioni di ettolitri

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“Nonostante una situazione economica molto difficile, il mercato birrario sembra aver mantenuto stabili le proprie vendite, anche grazie al contributo portato dai microbirrifici. Anche se le birre speciali rappresentano ancora una nicchia, il loro apporto resta importante per il diffondersi della cultura birraria nel nostro Paese. Oggi possiamo contare su almeno 1 microbirrificio in ognuna delle provincie del Paese, oltre a 14 medie e grandi fabbriche e 2 malterie”, spiega Alberto Frausin, presidente AssoBirra. Costante è la crescita di nicchie di mercato come le birre di frumento, quelle di abbazia e le artigianali che segnano margini di crescita a doppia cifra. L’Associazione dei produttori birrari ricorda che la birra è campione del Made in Italy, nonostante le recenti penalizzazioni fiscali. Nel 2006, il prezzo medio di fabbrica di un 1 litro di birra lager era pari a 1,1 euro (valore attualizzato al 2012), oggi il costo è salito a 1,40 euro. Tenuto conto della nuova Iva (e del suo futuro aumento) e delle accise che già gravano sulla birra, l’Italia si attesta tra i Paesi produttori con la pressione fiscale più alta in Europa. Una situazione che incide sul prezzo del prodotto generando un pericoloso meccanismo di concorrenza sleale”.

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INFOFLASH/ASSOBIRRA

L’ Associazione degli Industriali della Birra e del Malto nasce nel 1907 e riunisce le maggiori aziende che producono e commercializzano birra in Italia (Heineken Italia, Birra Peroni, AB-Inbev Italia, Carlberg Italia, Forst, Menabrea, Castello di Udine, Theresianer) ma un numero crescente di micro birrifici (sono già una quarantina. ASSOBIRRA svolge per il settore birrario funzioni istituzionali, promozionali, e di sviluppo tecnologico.L’Associazione degli Industriali della Birra e del Malto è inoltre l’organismo incaricato di monitorare il consumo della birra in Italia. ASSOBIRRA tutela gli interessi del settore e del prodotto nella consapevolezza delle criticità connesse ad un consumo non responsabile della birra in quanto bevanda alcolica. ASSOBIRRA aderisce, oltre che a Confindustria , anche a Federalimentare . Fa parte di BoE (The Brewers of Europe), di Euromalt (Comité de Travail des Malteries) e di EBC (European Brewery Convention). +info: www.assobirra.it

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