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Un prodotto che ha accompagnato generazioni. Che segna un’altra tappa importante del viaggio iniziato nel 1983, quando Mulino Bianco, lanciò il biscotto dalle 11 stelline: nel 2007 il passaggio a brand autonomo sempre sotto l’ombrello Barilla, e negli anni successi continui con vari prodotti come crema spalmabile, snack, cereali. Da gennaio, arriverà una nuova punta di diamante, presentata ieri al Radio Rooftop di Milano.

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NON È UNA GUERRA – “Non vogliamo fare guerra dei numeri con Ferrero”, ha tenuto a spiegare Julia Schwoerer, Vice Presidente Marketing Mulino Bianco e Pan di Stelle, alla luce del lancio dei Nutella Biscuits di pochi mesi fa, già arrivati a più di 50 milioni di unità singole vendute: “Non è una reazione, ma la naturale esecuzione di strategia di espansione della marca. Le performance del brand Pan di Stelle sono ai massimi storici: abbiamo superato i 100 milioni di euro al consumo, circa +50% rispetto allo scorso anno, anche relativi ai prodotti più storici”. Una marca relativamente giovane, nata una dozzina di anni fa come spin off di Mulino Bianco, che affianca al frollino storico vari altri prodotti. Il percorso di espansione è apparso piuttosto naturale, ed è quello che ha permesso di conquistare il cuore degli italiani in modo travolgente: 8 milioni di famiglie hanno in casa almeno un prodotto Pan di Stelle, e il frollino è il secondo più venduto in Italia dopo le Gocciole Pavesi. 1.8 milioni di fan sui social sottolineano inoltre il legame fortissimo tra marca e consumatori.

LA NOVITÀ – La novità ha il vestito di un nuovo biscotto, il Biscocrema, composto da frollino al cacao, crema Pan di Stelle, e un sigillo di cioccolato con la storica stella bianca. Bello e buono, senza olio di palma, abbattuti i grassi saturi. Fondamentale inoltre la monoporzione da due biscotti, per controllare l’intake calorico e sposare la filosofia dell’indulgenza di Pan di Stelle: chiudere un occhio sì, ma con attenzione all’impatto ambientale e sociale, e agli aspetti nutrizionali. A proposito di questo, è intervenuto Leonardo Mirone, Direttore Acquisti Materie Prime Barilla: “Dall’estate 2020 tutte le farine che utilizziamo proverranno da grano di agricoltura sostenibile, in particolare dalla filiera della carta del Mulino. Abbiamo messo in piedi un panorama di salvaguardia del suolo e dell’ecosistema, con attenzione in particolare alle api. Dal 2016 non utilizziamo più olio di palma, usiamo principalmente olio di girasole, anche questo frutto di una filiera sostenibile”. Nocciole 100 per cento italiane, uova esclusivamente provenienti da galline allevate a terra, zucchero da filiera sostenibile: la qualità degli ingredienti Pan di Stelle è a livelli estremi. “Il cuore del nostro lavoro resta il cacao: nel 2012 abbiamo avviato un tour dell’Africa per sapere di più e mettere in pratica le conoscenze acquisite. Nel 2015 abbiamo dato il via al progetto Un sogno chiamato cacao, che finanzia la fondazione Cocoa Horizon. Il progetto si basa sull’aiuto all’agricoltura, e alle comunità africane”.

GUSTO ED EQUILIBRIO – Valentina Masotti, Direttore Ricerca e Sviluppo Barilla: “L’idea nasce dalla nostra storia, dal frollino storico. Ci siamo chiesti cosa potevamo fare di nuovo, e abbiamo deciso di puntare al massimo sulla composizione del biscotto, per esaltare la nostra crema. La stellina è il nostro simbolo e il nostro omaggio alla bellezza”. L’armonia è il concetto chiave, l’equilibrio l’obiettivo e allo stesso tempo il risultato, con le 139kcal totali per porzione che possono definirsi “contenute, pur nell’indulgenza”. Che si preannuncia ancora più gustosa, da gennaio 2020.

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