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Utilizzare il caffè per produrre biofuel: è un progetto di alcuni ricercatori dell’Università di Bath, Regno Unito, che hanno raccolto residui e fondi di caffè da 20 diverse regioni, compresi quelli del decaffeinato. Lo studio, pubblicato sulla rivista Energy Fuels, dimostra che diverse varietà di caffè, come l’arabica o la robusta, abbiano una composizione omogenea e proprietà fisiche adatte ad uso come combustibile.

In particolare, l’olio estratto dai fondi del caffè è stato immerso in un solvente organico, prima di utilizzare uno specifico processo per trasformarlo in biodiesel. Chris Chuck, Whorrod Research Fellow presso l’Università di Bath, ha spiegato: Ogni anno, a livello globale, si producono circa otto milioni di tonnellate di caffè: i residui di queste piante contengono olio fino al 20 per cento per unità di peso. L’olio dei residui ha proprietà simili alle materie prime correnti utilizzate per la produzione di biocarburanti.

I rifiuti del caffè possono diventare quindi una valida alternativa ai carburanti di prima generazione, entrando a pieno titolo in quelli di seconda, che non sottraggono terreno alle colture alimentari ed evitano danni alla biodiversità con le colture intensive.Non è la prima volta, in ogni caso, che il caffè viene preso in considerazione dall’industria del trasporto: già quattro anni fa a Manchester, un gruppo di ricerca del programma scientifico BBC1 “Bang Goes The Theory”, aveva creato, da una Volkswagen Scirocco del 1988, una vettura prototipo alimentata da caffè e soprannominata la “Car-puccino”.

+info: www.greenstyle.it/biofuel-di-seconda-generazione-dai-fondi-del-caffe-94816.html

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