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Ha sbaragliato 1900 competitor provenienti da 36 diversi Paesi conquistando il primo posto al “World Beer Awards 2017”. L’ultimo successo di Tenute Collesi, assegna al microbirrificio di Apecchio, nel cuore delle Marche, il titolo di produttore di birra artigianale più premiato nel mondo.

 

 

La medaglia che ha consacrato definitivamente Tenute Collesi nella “hall of fame” dei produttori di birra artigianale è stata conferita dalla giuria internazionale del concorso di Londra nella categoria più importante, quella che stabilisce le migliori birre, suddivise per stile. È così che, nel “Belgian Style Dubbel”, la Ubi Collesi, la rossa non pastorizzata a rifermentazione naturale in bottiglia, dal gusto dolce, caratterizzato da intensi profumi ed aromi di caramello, malto e nocciole con note speziate, ha stravinto sugli altri competitor.

 

“È il completamento perfetto di una stagione di successi” ha aggiunto Collesi che, nelle scorse settimane, si è portato a casa anche 3 prestigiose medaglie “americane”. Il “World Beer Championships 2017” di Chicago promosso da Tasting.com ha decretato la Ubi prima nella categoria Rossa Belgian-Style Amber Ale. Una medaglia d’oro a cui si sono aggiunte l’argento della Alter – categoria Bionda Belgian-Style Blonde Ale – e quella di bronzo per la Triplo Malto categoria “Belgian-Style Specialty Ale”.

 

Sono 81 i riconoscimenti che campeggiano oggi nello stabilimento marchigiano guidato da Giuseppe Collesi: “Quando ho iniziato questa avventura nel 2007 anno in cui ad Apecchio arrivò per la prima volta il mastro birraio belga Marc Knops, mai avrei pensato di raggiungere, in così breve tempo, un risultato di tale livello. Credo che il nostro valore aggiunto risieda nei valori su cui, da sempre, basiamo il nostro lavoro: l’impegno, le scelte etiche, i progetti, il rispetto del territorio. Così come nelle materie prime che ci distinguono, uniche e non replicabili: l’acqua straordinaria del Monte Nerone, fra le migliori in Europa per la produzione di birra, e i terreni dell’azienda agricola di famiglia Collesi in cui coltiviamo, direttamente, l’orzo. Veder riconosciuti i nostri prodotti, ufficialmente, come i migliori al mondo in una competizione internazionale di prestigio come il ‘World Beer Awards’ è il completamento perfetto di una stagione di successi”.

 

Giuseppe Collesi
Giuseppe Collesi

 

STORIA

La storia del microbirrificio è allacciata a doppio filo con quella del territorio, della sua natura in grado di dare una materia prima che fa gola persino agli ambasciatori della birra nel mondo. Sin da quel 1870 che campeggia ancora oggi nel logo dell’azienda e che ricorda lo stemma araldico della famiglia. La stessa di Fortunato Collesi, bisnonno di Giuseppe, primo sindaco, dopo il podestà, di Apecchio. “Nel 1997 decisi di aprire una distilleria. Tutti mi dicevano ‘la grappa è veneta, trentina… non certo di Apecchio!’ ma io non mi lasciai abbattere e per due anni girai in lungo e in largo l’Italia per visitare stabilimenti e conoscere prodotti”. Nel 2000 aprì la distilleria e l’anno successivo iniziò a commercializzarla. Fu un successo. Ma non bastava. Nel 2005 una circostanza particolare segnò la svolta del brand. Le grappe Collesi erano protagoniste di una degustazione, in Senato, dedicata a 40 ambasciatori. Il belga chiamò in disparte Giuseppe per fargli i complimenti. “Mi disse che la qualità era ottima e che secondo lui avrei potuto ampliare i miei prodotti. Se avessi voluto, mi avrebbe fatto conoscere un mastro birraio per iniziare una nuova fase”. Collesi non perse tempo, accettò e fece il primo importante investimento. Fece arrivare ad Apecchio l’esperto di una cultura brassicola secolare a cui bastò poco per capire che, nascosti tra le colline, c’erano due elementi che avrebbero segnato il futuro dell’azienda: l’acqua straordinaria del Monte Nerone, purissima e ricca di sali minerali, una fra le migliori in Europa per la produzione di birra, e i terreni dell’azienda agricola di famiglia in cui poter coltivare, direttamente, l’orzo.

 

La produzione ebbe inizio (Collesi seleziona i migliori orzi, che sottopone a rigidi controlli lungo tutta la filiera, li miscela con l’acqua del Monte Nerone e li conferisce a un maltificio del territorio. Un processo che segue la preziosa ricetta dei monaci belgi) e proseguì con una serie di successi fino al 2010 quando l’impianto divenne saturo. Collesi optò quindi per l’ampliamento del piccolo birrificio. Venne messa a regime la produzione di otto tipologie (le due bionde Alter ed Ego, la rossa Ubi, la Triplo Malto, la nera Maior, la Blanche, l’ambrata Fiat Lux e l’Ipa) tutte non pastorizzate, ad alta fermentazione e rifermentazione naturale in bottiglia o in fusto, per mantenere gli aromi di ogni singolo ingrediente e garantire la massima espressione del gusto. E giù riconoscimenti, premi, esportazioni in tutto il mondo, dal Canada al Giappone, passando per gli Usa e l’Australia. Nelle più prestigiose classifiche internazionali le birre Collesi hanno collezionato 81 medaglie in meno di 10 anni.

 

L’impegno di La Fabbrica della Birra – Tenute Collesi è anche rivolto alla difesa della categoria di produttori di birra artigianale. È infatti dello scorso anno l’approvazione della legge (collegato agricoltura contenuto nel DDL S 1328-B – Disposizioni in materia di semplificazione, razionalizzazione, competitività per l’agroalimentare), che regola la categoria con una definizione giuridica ad hoc. La birra artigianale viene oggi definita tale se prodotta da piccoli birrifici indipendenti e non sottoposta né a pastorizzazione né a microfiltrazione. Determinante è stata la spinta di Giuseppe Collesi che ha firmato la proposta depositata in Commissione Agricoltura della Camera.

 

+info: www.collesi.com
info@collesi.com
Fb: Tenute Collesi

Ufficio stampa Tenute Collesi  
alessandra.gasparini@omniacomunicazione.it

Scheda e news: Fabbrica Della Birra Tenute Collesi Srl


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