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Miele e birra. Due mondi apparentemente lontani, almeno nell’immaginario comune, si incontrano e forgiano l’avventura di Francesco e della sua famiglia. Con un passato da apicultori, 18 anni fa cominciano a sperimentare per fare la birra in casa. Ingrediente di ispirazione i loro mieli biologici. Una passione familiare il cui risultato è oggi il birrificio artigianale biologico Biofevari e le ricette delle loro nove birre al miele.

 

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Francesco raccontaci, quando e come è nata l’idea di fare la birra?

Noi nasciamo apicoltori, abbiamo cominciato facendo la birra in casa per passione, sperimentando con varie ricette, con il miele di nostra produzione come ingrediente principe. I miei zii producevano miele, era una cosa che apparteneva alla nostra famiglia da molto tempo, ma era diventata marginale. Studiare le ricette della birra partendo da diversi tipi di miele ha fatto rinascere l’attività dell’apicoltura.

Il birrificio è nato ufficialmente nel 2015, ci siamo appoggiati all’impianto di un’altra azienda per circa un anno, superate le difficoltà per ottenere la licenza siamo partiti con il nostro impianto. L’azienda è molto giovane, e siamo completamente autonomi dall’anno scorso.

 

 

Come e perché siete diventati biologici?

Già col miele, essendo noi i primi consumatori abbiamo sempre lavorato per avere un prodotto sano. Nel frattempo mio figlio si è laureato e ha aperto la sua azienda di miele certificata. Siamo sempre noi, la nostra famiglia a gestirne la produzione. E’ stato spontaneo fare il percorso per il biologico per il birrificio.

 

Qual’è la filosofia dietro il birrificio Biofevari?

Il nostro è un circolo virtuoso, con la premessa dell’attenzione per l’ambiente, tra miele e birra. Il biologico per noi è una filosofia di vita, non solo di produzione. Abbiamo un’azienda giovane anche se facciamo la birra da 18 anni per passione e le persone quando assaggiano i nostri prodotti si accorgono subito che sono diversi.

 

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E per l’approvvigionamento?

Qui nell’Alphausen ci sono paesini dove vivono a volte anche solo cento anime, difficili da raggiungere e lontani dalle zone di produzione agricola tradizionale, dove si usano pesticidi. Siamo sempre alla ricerca di posti isolati e impervi, lontano da città e fonti di inquinamento in cui mettere le nostre arnie. Per gli altri ingredienti della birra molte meno difficoltà, malto e luppolo li compriamo già certificati biologici.

 

Abbiamo visto una vera esplosione di birrifici italiani negli ultimi anni, cosa vi distingue da altre realtà?

Sicuramente l’attenzione sul prodotto. Le persone percepiscono che mangiare e bere biologico salvaguarda l’ambiente e la loro salute, se non paghi adesso il prodotto lo paghi dopo con la salute, mangio poco, bevo il giusto e che sia un prodotto buono. Come il motto dello Slow Food ‘buono, giusto e pulito’.

 

Per quanto riguarda il prodotto, la scelta di fare tutte le vostre birre partendo dal miele è sicuramente ..

Di solito i birrifici fanno una gamma di birre, tra cui magari una al miele… noi siamo partiti al contrario, dal miele. Solo successivamente abbiamo provato a farne qualcuna senza. La nostra birra è più da degustazione e da abbinare ai cibi. La Castagnola per esempio è corposa, con il miele di castagno e un po meno luppolo, viene abbinata molto a arrosti e stufati. Abbiamo una birra stagionale, che facciamo alla fine dell’estate, con il mosto dell’uva merlot e il miele di castagno, che piace molto per il suo sapore caratteristico.

 

 

Infine, qual’è la vostra birra più amata?

Difficile a dirsi..quando facciamo le degustazioni partiamo sempre dalla Prima che si chiama cosi non a caso perché è stata la prima birra prodotta, con semi di coriandolo e buccia d’arancia, molto rinfrescante tipo Saison. Pensieri al Crepuscolo, la rossa al miele di castagno è una birra da degustazione quasi da meditazione, da qui il nome, sicuramente la più particolare.

 

www.biofevari.it

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