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La Bonarda cambia immagine e riparte alla conquista di Milano con la Mossa Perfetta


L’Oltrepò ha bisogno di persone belle, un territorio che per svoltare necessita di un cambio di immagine deciso, ecco perché ci presentiamo a Milano desiderosi di ripartire da una piazza importante che è vicina al nostro territorio e cruciale per il nostro sviluppo futuro”. La sintesi del discorso di Fabiano Giorgi, Presidente del Distretto dei vini di qualità dell’Oltrepo’ Pavese alla presentazione del progetto la Mossa Perfetta in occasione del Bonarda Party a Milano dell’11 settembre, fa capire molte cose.

 

 

Vorremmo avere la leadership a Milano, tornare a essere i Re di Milano, credo che i produttori che hanno aderito a questo progetto possano puntare in alto, alzando l’asticella della qualità della Bonarda che rimane un vino molto apprezzato dai lombardi, visto che buona parte delle 18 milioni di bottiglie viene consumate in loco, ma bisogna cambiare la nostra immagine e fare si che non venga delegittimato il nostro lavoro con una politica dei prezzi al ribasso applicata da alcuni produttori nel canale della Gdo”.

 

 

LA MOSSA PERFETTA – Un progetto nato nel 2015, quando alcune aziende dell’Oltrepò hanno deciso di adottare un disciplinare più severo, che rispecchia standard di qualità più alti, per produrre La Mossa Perfetta: una Bonarda Frizzante di valore, che racconta l’identità vera di un territorio e lo porta alla ribalta. Il progetto infatti è da subito un successo: 90.000 bottiglie vendute nel 2016, un numero ormai raddoppiato. “Siamo a quota 160.000 bottiglie- racconta Cristian Calatroni, Responsabile tecnico del progetto- ma vogliamo arrivare nel giro di qualche anno a 200.000 bottiglie, oltre a mantenere un livello qualitativo alto che ha bisogno di un progetto integrato per alzare anche la nostra immagine”. La sua perfezione, nella tecnica e nel gusto, è riconosciuta dalla partecipazione negli anni delle migliori fiere enologiche internazionali, da Pro Wein di Düsseldorf al Vinitaly di Verona, dal Forum Internazionale di Bibenda alla Milano Wine Week, sempre accolta e acclamata come vera e propria eccellenza dell’Oltrepò Pavese.

 

 

PAROLA D’ORDINE QUALITÁ – Una Bonarda di colore rosso rubino, espressione del territorio che si presenta in ben 16 eccellenti versioni. Vinificazioni in purezza di Croatina, le uve esaltano al massimo la tipicità di questo vitigno autoctono, la rifermentazione naturale indotta dai lieviti poi regala la leggendaria spuma porpora, e l’imbottigliamento esclusivamente nella Marasca, una bottiglia di vetro di design la rende immediatamente riconoscibile. “Il bello della diretta del vino sono gli sforzi dei produttori che regalano un un vino naturale in ogni espressione diverso dall’altro, così pulito e invitante- il commento della degustazione di Fiorenzo Detti, decano dell’Associazione Italiana Sommelier-La qualità va perseguita, i vinosi di questa croatina sono quelli tipici dell’Oltrepò Pavese, un tannino elegante morbido fresco e sapido, con la voglia del riassaggio, e non dimentichiamo di servire alla giusta temperatura intorno 16 gradi, mai a temperatura ambiente”.

 

 

FILIERA LOMBARDA – La Mossa Perfetta è frutto di aziende esclusivamente a filiera completa che scelgono solo uve di Croatina delle colline dell’Oltrepò Pavese. Il Distretto è una rete di aziende che ha deciso di fare sistema, adottando strategie comuni e superando l’individualismo che ha caratterizzato la storia del territorio negli ultimi 30 anni. Un lavoro di filosofia collettiva che si basa sulla profonda esperienza del territorio da parte di tutti i soci, per la maggior parte aziende agricole. Il marchio del Distretto identifica scelte condivise e organizzate ed elevati standard di qualità, raggiunti anche attraverso l’adozione di regole interne particolarmente severe. Anche Regione Lombardia ha deciso di appoggiare questo progetto, come testimonia la presenza dell’Assessore all’Agricoltura Fabio Rolfi. “Sin da subito la regione Lombardia è stata vicino a questo progetto, una risposta concreta con la consapevolezza che il territorio lombardo ha ancora tanto da dire con i vini lombardi, spesso relegati nelle carte dei vini in seconda o terza pagina. C’è molto da fare ma siamo sulla strada giusta della qualità se vogliamo che l’ attività agricola abbia redditività per attirare i giovani in attività di valore che vengano riconosciute”.

 

+info: Ufficio Stampa

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