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Serata da smoking quella che ha visto la distilleria Marzadro ricevere a Londra il premio come miglior grappa al mondo all’interno del contest IWSC, The International Wine and Spirit Competition, una sorta di campionato del mondo di vini e distillati. A ricevere il premio Alessandro Marzadro esponente della terza generazione alla guida dell’azienda che esprime così tutta la sua soddisfazione.

 

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Siamo molto orgogliosi di essere stati premiati come miglior grappa al mondo, si tratta di un concorso a cui da anni partecipiamo visto che rispetto ad altri premi qui viene proclamato il best in class nelle varie categorie. La nostra Giare Amarone è stata giudicata come il miglior distillato da vinaccia, un riconoscimento che dà un valore di internazionalità alla grappa, visto che nel panel di assaggio sono presenti giudici che di norma bevono altre tipologie di distillato”. La distilleria da anni partecipava a questo concorso, il premio è arrivato per la le Giare Amarone, una grappa invecchiata tre anni in botte rovere da 500 litri, un prodotto di fascia medio alta nella gamma della distilleria trentina. Premiato lo stile più classico e conosciuto, una grappa elegante che modula in maniera sapiente la capacità del Mastro Distillatore di seguire l’evolversi del blend, verificando sentori e aromi, fino al conseguimento di un equilibrio unico.

 

FATTURATO IN CRESCITA

Un riconoscimento quello del IWSC che chiude di fatto un anno positivo per Marzadro. “Il fatturato è in leggero aumento, dovremmo chiudere il 2018 con circa 19 milioni di euro di ricavi, è stata una buona annata concluderemo la distillazione tra una decina di giorni, chiudendo il primo anno con il nuovo sistema di invecchiamento che ha visto passare la nostra capacità da 2.500 a 3.000 botti”. Un trend in costante ascesa quello della grappa da invecchiamento, i progetti di Marzadro in questa direzione sono una prova concreta. “E’ una garanzia per il futuro la grappa invecchiata, prodotti che partono dai 18 mesi come la nostra 18 Lune sino ai 10 anni della linea Affina. Abbiamo aumentato di quasi un terzo la nostra capacità di invecchiamento, per l’azienda si tratta di un investimento importante per essere pronti a soddisfare le richieste del mercato”. L’Italia continua ad essere il primo mercato di riferimento per Marzadro, anche se sta crescendo lo sviluppo sull’estero, un lavoro in costruzione che cuba circa il 25% del fatturato, con un interesse crescente per il settore della grappa invecchiata.

 

INVECCHIAMENTO E 70 ANNI

Il 2019 sarà un anno importante per la Distilleria Marzadro che festeggerà i 70 anni dell’azienda giunta alla terza generazione. “Stiamo definendo cosa fare in questo periodo, nessuno stravolgimento di quello che stiamo portando avanti, sarà comunque una bella occasione per fare festa e ripercorrere questi 70 anni speciali. Forse la novità più rilevante in tema di produzione è la sperimentazione sul secondo invecchiamento, stiamo testando botti di altri mondi, dal whisky, allo sherry, al porto, dove stiamo già studiando con la 18 lune Porto che dopo 18 mesi fa un ulteriore passaggio in botte di secondo passaggio. Continua anche la produzione di grappa affinata in anfora, anche se la categoria della grappa bianca è in riduzione come volumi e dove facciamo più fatica a far capire il valore del prodotto al consumatore che non è ancora pronto su questo concetto”.

 

TURISMO E MISCELAZIONE

Quando si parla di Marzadro non si può non menzionare il tema del turismo, sfruttando le potenzialità di un territorio dalla forte vocazione nell’accoglienza come il Trentino con un affaccio sul lago di Garda. “Sfruttiamo una buona posizione e un territorio dinamico, registriamo sempre 60.000 visite in distilleria all’anno all’insegna della cultura del grappa prima di tutto ma anche come canale interessante di vendita diretta grazie al fatto che le persone che entrano e capiscono bene il processo produttivo e il fascino che sta dietro una bottiglia di grappa”. Ultimo tema quello della miscelazione, anche questa una frontiera su cui Marzadro ha puntato forte grazie anche al gioco di squadra. “Sull’utilizzo della grappa in miscelazione stanno arrivando dei segnali interessanti, oggi non è più una bestemmia parlare di grappa in miscelazione grazie al lavoro di alcune aziende tra cui la nostra che si sono messe insieme e hanno fatto delle iniziative comuni per far crescere questo fenomeno che sicuramente può essere uno degli sviluppi futuri della grappa. Per crescere c’è bisogno del contributo di tutti, da soli non si va da nessuna parte, è un argomento che piano piano per lo meno dal punto di vista comunicativo sta portando i primi risultati con ricette e cocktail che puntano sulla grappa e con l’attenzione sia degli addetti ai lavori che di chi beve un drink al bar”.

 

 

+info: www.marzadro.it
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