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BRAU BEVIALE 2010: TENDENZE CONSUMI BEVANDE ANALCOLICHE E BIRRA

Consumi Consumi Bevande Analcoliche Brau Beviale Tendenze Bevande Analcoliche Birra

Consumi Bevande Analcoliche Birra Tendenze Beviale Bevande Analcoliche Brau Consumi

Documento di Brau Beviale
messo a disposizione della stampa per la pubblicazione
in occasione della manifestazione di Brau Beviale 2010
Riferimento alla direzione editoriale: Petra Trommer – Franziska Weißbrodt
Tel +49 (0) 9 11.86 06-83 29 Fax +49 (0) 9 11.86 06-82 56
franziska.weissbrodt@nuernbergmesse.dewww.brau-beviale.de

SOMMARIO: Dal 10 al 12 novembre circa 1.400 espositori di materie prime per bevande, tecnologie, logistica e idee di vendita incontreranno circa 34.000 potenziali clienti. Dove? Ma naturalmente al Brau Beviale di Norimberga! Che quest’anno sarà a livello internazionale il salone dei beni d’investimento più importante per questo comparto. E che come tale rispecchierà anche sviluppi e tendenze dei mercati delle bevande internazionali. L’esempio migliore è lo European Beer Star Award che nel 2010 arriverà alla settima edizione. Indetto dalle Private Brauereien Bayern (Birrifici Privati Baviera), promotrici del Salone, insieme alle confederazioni generali tedesca ed europea, la sua stella splende di anno in anno più luminosa che mai. Ultimamente vi hanno partecipato 836 birre di oltre 30 Paesi.

LE BEVANDE PIÙ DIFFUSE IN TUTTO IL MONDO: TÈ CALDO E ACQUA CONFEZIONATA
IL BOOM DEI FUNCTIONAL DRINK
BEVANDE ENERGETICHE: ARRIVANO I JUICY ENERGY DRINK
ACQUA CON UN CERTO NON SO CHE
I TEDESCHI APPREZZANO ANCHE GLI ANALCOLICI
I CAMPIONI MONDIALI DEI BEVITORI DI BIRRA: CECHI, AUSTRIACI E TEDESCHI
TEMPI DURI PER GLI ALCOLICI IN RUSSIA


Riferimento Temporale: marzo 2010

Si beve e si berrà sempre e questo fatto tranquillizza il comparto delle bevande proprio nei periodi difficili. La Deutsche Gesellschaft für Ernährung (Società Tedesca per l’Alimentazione) raccomanda di assumere 1,5 l di liquidi al giorno. D’estate e nei paesi caldi si può salire a tre litri e più. Ma purtroppo la necessità di bere grandi quantità di liquidi non assicura di per sé un andamento liscio degli affari per il comparto europeo delle bevande. Occorre sempre convincere i consumatori della validità di una determinata categoria di bevande e poi anche della propria marca. Nei mercati saturi, come l’Europa occidentale, il Nord America e l’Australia, è coperto da bevande confezionate il 66 % del fabbisogno di liquidi. Nei mercati che vanno maturando, come l’Europa dell’Est e l’America Latina, si arriva invece al 22 % appena, in mercati ancora in sviluppo, come l’Asia, il Medio Oriente e l’Africa, solo al 10 % (Euromonitor International).


LE BEVANDE PIÙ DIFFUSE IN TUTTO IL MONDO: TÈ CALDO E ACQUA CONFEZIONATA

A livello mondiale la bevanda confezionata più consumata nel 2009 è stata il tè caldo con una percentuale del 16,1 %, seguito a ruota dall’acqua confezionata (15,6 %). Vengono poi le bibite carbonate (13,3 %), birra (11,4 %), caffè caldo (10,3 %), latte (9,8 %), succhi di frutta e di verdure (4,9 %), concentrati (3,9 %), tè pronto (ready to drink – RDT) (2,2 %), vino (1,8 %) e functional drink (1,2 %). Il rimanente 9,5 % è distribuito fra molte varianti di altre bevande diverse. Un mercato ultradinamico è quello delle acque confezionate che negli ultimi dieci anni sono riuscite a guadagnare un buon 5,4 %. La quota del latte è scesa invece dell’1,2 % (Euromonitor International).

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IL BOOM DEI FUNCTIONAL DRINK

Riconoscere tempestivamente le tendenze e adeguarsi: è questa la ricetta del successo. I cosiddetti functional drink, bevande con vantaggi aggiunti, hanno raggiunto a livello mondiale i tassi di crescita più alti degli ultimi cinque anni. Ad essi sono aggiunte fibre alimentari, minerali, vitamine, antiossidanti, estratti vegetali ecc. Il consumatore, da parte sua, dà sempre più peso al fatto che tali additivi siano naturali e non trattati. Un esempio è la L-carnitina, un additivo funzionale che sostiene per esempio la combustione dei grassi nei beauty drink. La L-carnitina è indispensabile per il metabolismo energetico ed è prodotta dal corpo stesso o viene assunta con gli alimenti, p. es. le carni rosse. Studi scientifici dimostrano l’effetto positivo della L-carnitina sull’organismo umano durante le attività sportive o per regolare il peso. Pare inoltre che la L-carnitina influenzi positivamente anche la salute cardiovascolare. Queste proprietà sono già state sfruttate da un produttore di bevande tailandese (Sapanan General Food) che aggiunge ad un suo “Beauti Drink” L-carnitina e fibre, mentre altre varianti di “Beauti Drink” contengono clorofilla, il coenzima Q10 e collagene. L’azienda afferma di riscuotere ottimi successi non solo in Tailandia e quest’anno aumenterà la sua capacità produttiva del 50 %.

BEVANDE ENERGETICHE: ARRIVANO I JUICY ENERGY DRINK

La domanda di bevande a valore aggiunto va pure a vantaggio al mercato delle bevande energetiche, chiamate anche energy drink, che si distinguono per la grande varietà di sapori. Attualmente vanno per la maggiore i cosiddetti juicy energy drink con un’alta quantità di frutta. Spesso contengono fonti di caffeina naturali come il guarana. Si classificano quali mercati “top ten” per il consumo mondiale dei circa 3,3 miliardi di litri di energy drink: USA, Tailandia, Giappone, Cina, Germania, Gran Bretagna, Indonesia, Polonia, Spagna e Australia. A partire dal 2003 questo segmento è cresciuto di circa 2 miliardi di litri. Entro il 2013 si prevede un’ulteriore crescita di 1 miliardo di litri abbondante. Nella sola Norvegia le vendite sono aumentate nel 2009 di quasi il 100 % (Euromonitor International).

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Copertina Annuario Bevitalia 09-10 ACQUA CON UN CERTO NON SO CHE

Nel caso dell’acqua il valore aggiunto può consistere per esempio nell’arricchimento con vitamine, minerali o anche ossigeno. A livello planetario il consumo pro capite è attualmente di 0,6 litri. USA, Germania e Giappone raggiungono insieme il 83 % del consumo mondiale. Quanto possa essere rapida la crescita in questo segmento, lo dimostra il mercato della Cechia, dove dal 2006 al 2009 il consumo pro capite è aumentato da 2 a 6 litri crescendo quindi del 200 % (Euromonitor internazionali). Quello delle acque confezionate è restato un mercato in crescita anche nei periodi di crisi economica. A livello internazionale, l’anno scorso il consumo è aumentato del 2 %. È stata l’Asia a compensare i cali nell’Europa occidentale e nel Nord America. La Cina in particolare ha registrato un aumento delle vendite del 18 % nel solo terzo trimestre 2009. Sebbene i consumi siano calati notevolmente soprattutto in Spagna e Francia, quasi il 30 % dell’acqua confezionata è stato venduto proprio nell’Europa occidentale (Canadean).

I TEDESCHI APPREZZANO ANCHE GLI ANALCOLICI

In Germania le vendite di acqua confezionata sono diminuite solo lievemente. In media i tedeschi ne hanno consumato 137,4 litri a testa (2008: 138,1 l). Complessivamente il consumo pro capite di analcolici ha raggiunto 291,4 litri (2008: 292,4 l). Le bevande rinfrescanti si sono mantenute con 117 litri più o meno sui livelli dell’anno precedente. Sono stati consumati in media 37 l di succhi e nettari di frutta contro i 37,4 l del 2008 (wafg, Wirtschaftsvereinigung Alkoholfreie Getränke, Associazione Economica Analcolici). In Germania il succo di frutta più apprezzato nel 2009 è stato il succo d’arancia che ha sorpassato così il succo di mela. I tre succhi più apprezzati sono quelli di arancia, di mela e multi-vitaminici che insieme fanno una quota di mercato di circa il 70 % dei succhi (GfK, Gesellschaft für Konsumforschung, Società per la Ricerca sui Consumi).

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Scarica Ora!! I CAMPIONI MONDIALI DEI BEVITORI DI BIRRA: CECHI, AUSTRIACI E TEDESCHI

Gli addetti ai lavori stimano che il mercato mondiale della birra crescerà dai 1,922 miliardi di ettolitri di oggi a 2,222 nel 2013. Considerando esclusivamente le cifre in ettolitri, la Cina è il paese con il maggior consumo di birra al mondo, seguita da USA, Brasile, Russia, Germania e Messico. Le cinque maggiori multinazionali produttrici di birra sono state nel 2009 la Anheuser-Busch InBev con un volume di vendite di circa 350 milioni di ettolitri, la SABMiller (quasi 250 mln hl), la Heineken (circa 200 mln hl), la Carlsberg (circa 125 mln hl) e la Tsingtao con oltre 50 milioni di ettolitri. Questi gruppi detengono quindi una quota di circa il 50 % del mercato mondiale di birra (Plato Logic).

I cechi restano campioni del mondo anche se si stima che nel 2009 abbiano consumato circa il 7 % di birra in meno. Nel 2008 invece avevano consumato in media 155 l di birra. Li seguono gli austriaci con 106,4 l nel 2009 e i tedeschi con 104,7 l. In Germania la vendita di birra è diminuita lo scorso anno di circa 2,9 milioni di ettolitri e quindi del 2,8 % scendendo a 100 milioni di ettolitri scarsi. In discesa per la prima volta anche il consumo di beer mix con un calo del 3,1 %.

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TEMPI DURI PER GLI ALCOLICI IN RUSSIA

Il consumo di birra cala pure nei mercati dell’Europa Est un tempo in forte crescita come la Russia e l’Ucraina. In Ucraina il consumo di birra è sceso nel 2009 del 6,2 %, in Russia addirittura del 10,7 %. In generale le bevande alcoliche di qualsiasi tipo avranno una vita dura in Russia. La triplicazione della tassa sul consumo di birra e il prezzo minimo fisso per la vodka fanno parte della misure volte a dimezzare il consumo di alcolici entro il 2020. Tuttavia la Russia è alla ricerca di nuove “scoperte sulla birra”. Un birrificio giapponese per esempio sta studiando il primo orzo “spaziale” in collaborazione con l’università di Ookyama e con l’Accademia delle Scienze russa. Si tratterebbe di semi rimasti per cinque mesi nella Stazione Spaziale Internazionale ISS, dopodiché sono stati piantati sulla Terra. Ora con il raccolto stanno facendo una birra per adulti e un’infusione per bambini. Tali approcci alle cross-innovation potranno aiutare a superare i limiti del mercato anche l’industria delle bevande. Il Deutsches Zukunftsinstitut (Istituto Tedesco del Futuro) consiglia infatti di sintetizzare le conoscenze già disponibili che, combinate in nuovi modi, porteranno a soluzioni più innovative: uno spunto interessante anche per lo scambio di esperienze al Brau Beviale 2010.

Riferimento alla direzione editoriale: Petra Trommer Franziska Weißbrodt Tel +49 (0) 9 11.86 06-83 29
franziska.weissbrodt@nuernbergmesse.dewww.brau-beviale.de

ALTRE NEWS E DOCUMENTI SU BRAU BEVIALE 2010

BRAU BEVIALE 2010: NUOVO APPUNTAMENTO PER L’INDUSTRIA EUROPEA DEL BEVERAGE A NORIMBERGA

BRAU BEVIALE 2010: L’INDUSTRIA EUROPEA DELLE BEVANDE DAVANTI A GRANDI SFIDE

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