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Documento Krones
A cura di Anton Mayer,
Krones AG, Neutraubling (Germania)
Tel. +49 (0)9401 / 70 3357
Concesso per la pubblicazione

SOMMARIO: José García Carrión, leader spagnolo della produzione di vino, assume ancora una volta il ruolo di pioniere installando una linea PET Krones “chiavi in mano” per vino Al più grande produttore di vino della Spagna, che è al contempo anche il secondo produttore vitivinicolo d’Europa, le innovazioni riescono sempre molto bene. Già un quarto di secolo fa l’affermata azienda a gestione famigliare José García Carrión (JGC), che ha un fatturato di circa 600 milioni di Euro, aveva ridefinito il mercato del vino da tavola con l’imbottigliamento in cartoni laminati ed aveva poi conquistato quasi la metà del mercato spagnolo dei succhi di frutta con il “marchio ombrello” Don Simon grazie a requisiti qualitativi elevati e ad un marketing aggressivo. Ora il proprietario, José García Carrión, ha tirato fuori un altro asso dalla manica: il vino in PET, per il momento destinato all’esportazione, poi … chissà? Per l’imbottigliamento, a metà del 2008 la JGC ha installato due linee Krones “chiavi in mano”: un impianto per PET ed una linea per vetro.

Riferimento Temporale: Giugno 2009

DON SIMON: IL VINO PIÙ VENDUTO IN SPAGNA E IL VINO SPAGNOLO PIÙ VENDUTO NEL MONDO

JGC (José García Carrión)

JGC (José García Carrión)
è il maggiore produttore di
vino della Spagna.

Tutto ha avuto inizio già nel 1890 nella città di Jumilla, nella provincia della Murcia, dove gli antenati di José García Carrión lavoravano come viticoltori con una propria bodega: in quell’anno, infatti, avevano costruito quella che, per gli standard del tempo, era una nuova cantina in piena regola, destinata in particolar modo all’esportazione di vino da Jumilla alla Francia. Nel 1945 è nato il marchio “Castillo de San Simon” e nel 1970 è stato messo in esercizio il primo impianto di riempimento ad alto rendimento con una capacità di 18.000 bottiglie l’ora. La responsabilità di queste scelte era già di José García Carrión, che due anni prima, appena diciannovenne, era entrato nell’azienda di famiglia, che faceva registrare un fatturato annuo di 90.000 Euro. Carrión ha realizzato una rete di distribuzione in tutta la Spagna ed ha costruito una nuova cantina. Alcuni anni dopo sua moglie, Fala Corujo, ha assunto la direzione dei settori marketing e pubbliche relazioni.

In Spagna l’inizio degli anni Ottanta è stato caratterizzato dall’apertura di numerosi grandi supermercati. La JGC ha saputo sfruttare questa situazione: nel 1982 ha compiuto il grande giro di boa ed ha iniziato ad imbottigliare vino da tavola in cartoni laminati, incontrando in un primo momento grande resistenza sia da parte degli amanti del vino, sia da parte dell’industria. Lo slogan dal doppio significato “Voy a comer con Don Simon” (“Mangio con Don Simon” e “Bevo Don Simon mentre mangio”), che gli spot televisivi hanno reso famoso in tutto il Paese, risuona ancora oggi nelle orecchie degli Spagnoli. Nel 1984, dopo soli due anni, Don Simon era già divenuto non solo il vino più venduto in Spagna, ma anche il vino spagnolo più venduto nel mondo con 16 milioni di cartoni da nove litri distribuiti in oltre cento Paesi.

 

José García Carrión ricorda: “Allora il mio obiettivo era offrire vino in una confezione che fosse pratica, a buon prezzo e leggera, e che potesse essere riempita in un unico stabilimento per ridurre i costi grazie ai vantaggi della dimensione. Per questo, allora, ho scelto il cartone laminato.” Una scelta che ha rivoluzionato il mercato spagnolo del vino e che è stata la chiave del successo di JGC. José García Carrión è stato la prima persona in tutta Europa che ha osato realizzare questo progetto. Tuttavia, per non cadere in balia dei rischi del monoprodotto, Carrión ha poggiato l’azienda su più pilastri e sul mercato ha riunito sotto il marchio ombrello “Don Simon” anche la Sangria, il mostro d’uva e, cosa ancora più importante, i succhi.

LEADER DI MERCATO PER IL VINO E I SUCCHI DI FRUTTA

Ed ecco la situazione odierna della JGC: il mix di prodotti è composto per metà da succhi e per un terzo da vino e spumante, mentre la quota restante è data da bevande a base di succo di frutta e zuppe fredde. Tutti i prodotti Don Simon vengono prodotti nei dieci stabilimenti di proprietà dell’azienda. Don Simon detiene il 47 percento del mercato spagnolo dei succhi di frutta, e, quindi, in Spagna è il leader assoluto in questo settore. Nel marchio ombrello “Don Simon” la JGC riunisce un’enorme gamma di prodotti: succhi al 100 percento (NFC: “Not from Concentrate”), nettari, smoothies, cooler, bibite benessere a base di succo di frutta, zuppe fredde tradizionali, come ad esempio Gazpacho, e bibite bevande rinfrescanti piatte. Nel 2008 JGC ha venduto oltre 500 milioni di litri di succhi di frutta.

“Sicuramente non siamo i maggiori produttori di succhi di frutta, ma decisamente non siamo nemmeno i più silenziosi”, afferma José García Carrión sorridendo sotto i baffi. E i concorrenti ne sanno qualcosa. Sotto la direzione di sua moglie, Fala Corujo, la JGC è stata la prima azienda spagnola ad imboccare la strada della pubblicità comparativa. Negli spot televisivi Don Simon si è confrontato in modo sempre più aggressivo con le marche di succhi di frutta dei grandi produttori internazionali. “Don Simon torna all’attacco”, titolavano i giornali spagnoli, ed il successo per Don Simon era garantito. Parallelamente, negli ultimi vent’anni il consumo pro capite è letteralmente esploso ed è passato da quattro a venticinque litri per persona.

Il vino della JGC copre un quarto del mercato spagnolo: l’azienda realizza un fatturato di 600 milioni di Euro (2008) con 780 dipendenti; 30.000 viticoltori e produttori di frutta producono i prodotti grezzi per JGC su 120.000 ettari di terreno e la distribuzione raggiunge oltre 120 Paesi.

64 LINEE DI RIEMPIMENTO CON UNA CAPACITÀ DI DUE MILIARDI DI UNITÀ

Nei quattro stabilimenti di riempimento di Jumilla (Murcia), Daimiel (Castiglia-La Mancha), Almeria ed Huelva (Andalusia) e nelle varie cantine degli undici vini di qualità D.O. (Denominaciones de Origen), che vengono commercializzati con l’etichetta “Vinos de Familia García Carrión”, sono in funzione 64 linee d’imbottigliamento, di cui 40 per i cartoni laminati. Complessivamente queste linee raggiungono una capacità di due miliardi di unità l’anno. Nel 2008 sono stati effettivamente eseguiti 1,4 miliardi di imbottigliamenti in formati compresi tra 0,2 e 2 litri. “Disponiamo di un grado d’automazione oltremodo elevato”, afferma José García Carrión, ed aggiunge: “Mentre altre aziende di questo settore producono un milione di litri ciascuna con una media di dieci dipendenti, noi riusciamo ad ottenere lo stesso risultato con un solo dipendente. Il nostro obiettivo, che raggiungeremo nel 2010, è realizzare un fatturato di un milione di Euro per dipendente.”

E la crisi economica attualmente in atto? Quale crisi? “Siamo una delle aziende che trae vantaggio dalla crisi in modo sproporzionato”, sostiene con convinzione José García Carrión. “Già nel 2008 abbiamo potuto aumentare il nostro portafoglio del 20 percento.”

UNA LINEA PER VETRO…

Una buona decisione presa alla vigilia della crisi economica è stata l’installazione di una linea PET per il vino. Naturalmente anche in questo caso la JGC è stata un precursore in Spagna: l’impianto realizzato con Krones alla metà del 2008 nello stabilimento di Daimiel è predisposto sia per l’imbottigliamento sia di succhi di frutta, vini da tavola e vini di qualità D.O. dalla regione Castiglia-La Mancha, sia per quello di un’ampia gamma di vini speciali e spumanti. Qui possono venire lavorati 100 milioni di chili di uve e possono essere immagazzinati 150 milioni di litri di vino, di cui 24 milioni di litri in serbatoi asettici senza solfitazione. La capacità d’imbottigliamento installata raggiunge 200 milioni di litri di vino e 400 milioni di succo l’anno.

Sull’area dell’azienda è sorta una nuova sala con alimentazione e smaltimento automatici tramite LGV (veicoli a guida laser) accanto al magazzino a scaffali. Inizialmente qui sono state installate due linee Krones ed è stato previsto anche lo spazio per altre due linee. Uno dei due impianti riempie bottiglie in vetro con vino frizzante, spumante e vino piatto a bassa gradazione alcolica, inferiore al cinque percento. A questo scopo viene impiegata una Mecafill VKPV-CF con valvole di riempimento riconfigurate con elicoidali, che rendono il processo d’imbottigliamento più rapido e tranquillo e consentono di impostare il livello di riempimento con grandissima precisione. Grazie alla regolazione automatica del livello di riempimento, inoltre, è stato possibile eliminare la sostituzione manuale della cannuccia di sfiato. La riempitrice con sciacquatrice, tappatore per tappi a corona e tappatore per tappi a vite è installata su un roof-table ed è interamente isolata. La linea viene completata da un depalettizzatore a spinta per vetro nuovo Pressant, da Checkmat per il controllo sia del livello di riempimento, sia delle etichette, e da un’etichettatrice Topmodul con quattro aggregati Autocol.

… ED UNA LINEA PER PET CON CAMERA BIANCA

Di fronte alla linea per vetro si trova la prima linea PET con camera bianca per vino in PET mai realizzata in Spagna, anch’essa predisposta per un rendimento di 14.000 recipienti l’ora con esercizio a tre turni. Su questa linea la JGC imbottiglia vini locali quali vini piatti, la Sangria ed il Tinto de Verano, una miscela leggermente frizzante di vino rosso, succo d’uva, anidride carbonica ed aromi speciali particolarmente apprezzata in Spagna soprattutto nei mesi estivi.

Un dispositivo di ribaltamento trasferisce le preforme alla soffiatrice per bottiglie Contiform S8, predisposta per produrre bottiglie da 1,0 litri, 1,5 litri e 2,0 litri. Stelle di trasferimento isolate collegano la soffiatrice direttamente in bloc con la riempitrice volumetrica Volumetic, che è isolata insieme al tappatore per tappi a vite. I tappi a vite vengono alimentati dall’alto. Un Checkmat posto esattamente all’uscita della riempitrice verifica il livello di riempimento ed il corretto posizionamento del tappo.

Un Glideliner trasferisce i recipienti in PET pieni ad un apposito asciugatore prima che vengano vestiti con etichette avvolgenti da una Contiroll. Un altro Checkmat controlla che le etichette siano state posizionate correttamente. Infine una Variopac Pro riunisce tray o confezioni termoretratte da sei, che, dopo essere stati provvisti di maniglia, vengono palettizzati e trasferiti al magazzino a scaffali tramite gli LGV.

RECIPIENTI IN PET CON O SENZA ANELLO DEL COLLO

Attualmente la soffiatrice e la linea completa sono predisposte per lavorare un recipiente da 1,0 litri del peso di 38 grammi, un recipiente da 1,5 litri da 50 o 43 grammi ed un recipiente da 2,0 litri del peso di 52 grammi. Per le bevande leggermente addizionate di CO2 i recipienti hanno un fondo petaloide, mentre la Sangria piatta viene imbottigliata in recipienti con fondo da champagne. Tutti i recipienti in PET riempiti su questa linea con la Volumetic sono provvisti di un anello del collo per il trasporto con neck-handling.

La situazione cambia per la nuova bottiglia da 750 ml per vini locali: la sua forma deve avvicinarsi il più possibile alla bottiglia in vetro per vino comunemente in commercio, ed è dunque priva dell’anello del collo. Questa nuova bottiglia, quindi, non può essere riempita sulla linea per PET, ma sulla Mecafill nella linea per vetro installata in parallelo: tuttavia sono sufficienti poche trasformazioni, ed anche questo riempimento viene realizzato senza problemi. Il materiale PET monolayer, infine, presenta anche una barriera contro l’ossigeno.

“IL PET È PIÙ COMODO, PIÙ LEGGERO E PIÙ CONVENIENTE”

“Il PET è più comodo, più leggero e più conveniente del vetro”, afferma José García Carrión. Ed aggiunge: “Abbiamo voluto sfruttare questi evidenti vantaggi anche per il vino. Con i prezzi attuali del carburante i soli costi di trasporto sono inferiori almeno del 30 percento rispetto a quelli delle bottiglie in vetro. Vogliamo che il prodotto si presenti comunque in modo prestigioso, e nel caso della bottiglia per vino da tavola da 750 millilitri abbiamo dunque scelto un peso relativamente elevato, 50 grammi, con un periodo di validità di dodici mesi. Impieghiamo questi recipienti principalmente nei mercati degli USA, della Scandinavia e del Regno Unito. Per i mercati ancora più lontani, come l’Asia e la Russia, ad esempio, abbiamo sviluppato parallelamente anche una bottiglia da 750 millilitri che pesa solo la metà e garantisce una durata leggermente inferiore, ma comunque sempre di nove mesi.” Negli USA il prezzo del vino proveniente dalla Castiglia-La Mancha nella bottiglia in PET raggiunge i 3,5 dollari statunitensi nei supermercati, mentre in Europa è di circa 1,75 Euro.

“LAVORIAMO PIÙ CHE VOLENTIERI CON I LEADER DI MERCATO”

José García Carrión considera l’esperienza fatta con il vino nel PET molto più di un semplice esperimento ben riuscito: si tratta di un’innovazione che equivale alla prima introduzione del vino nei cartoni laminati avvenuta oltre 25 anni fa, ed ha tutte le caratteristiche per rivoluzionare nuovamente i mercati. “Nel caso di questa nuova tecnologia volevamo introdurre nella nostra azienda la ben nota affidabilità di Krones”, afferma José García Carrión a sostegno della propria decisione. “Possiamo contare sull’ottima esperienza fatta con Krones nel corso di molti anni. Krones ha contribuito allo sviluppo della nostra azienda in un lungo arco di tempo: lavoriamo più che volentieri con i leader di mercato e siamo lieti di aver potuto realizzare per la prima volta insieme a Krones anche un impianto “chiavi in mano”. Anche in questo caso, come sempre, Krones ha lavorato con estrema accuratezza alla progettazione ed alla realizzazione tecnica di entrambe le linee. Krones è un’azienda eccellente, sia per quanto riguarda la qualità dei macchinari, sia per quanto concerne il servizio assistenza e la realizzazione del progetto.”

COSTRUZIONE DI FABBRICHE “CHIAVI IN MANO” IN VISTA

José García Carrión non sarebbe due volte leader di mercato, per il vino e i succhi, se non guardasse al futuro con lungimiranza: ” In futuro pensiamo di costruire anche fabbriche complete “chiavi in mano” con un solo fornitore. Credo che al primissimo posto vi sia Krones, principalmente per la garanzia che tutto ciò che è stato installato funziona veramente. La nostra azienda punta in tutti i settori sulla forza dell’innovazione e sull’entusiasmo che essa comporta, sia nella tecnologia, sia per i prodotti ed il marketing. Krones ha compreso questo messaggio. Quindi, in futuro, ci auguriamo di realizzare insieme molti progetti, che potremo attuare sia con la sede centrale di Neutraubling, sia con la sua filiale spagnola.”

José García Carrión valuta le prospettive per la gamma dei prodotti in modo estremamente positivo: “I succhi avranno un grande futuro, in particolar modo i succhi naturali non prodotti da concentrati. Nell’ambito della produzione e della lavorazione di agrumi la Spagna è l’unico Paese che può tenere testa ad un “gigante delle materie prime” come il Brasile, sia per qualità che per quantità. Quindi miriamo ad entrare a far parte dei cinque maggiori produttori europei di succhi di frutta. Nel segmento del vino i vantaggi della Spagna sono da ricercarsi da un lato nella loro qualità elevata riconosciuta, e dall’altro lato nell’enorme forza data dall’esportazione, che attualmente è pari a 2,0 miliardi di Euro. Per JGC tutto ciò significa che nei prossimi quattro-cinque anni intendiamo aumentare la distribuzione a oltre 50 milioni di cartoni l’anno con 35 milioni di cartoni di vino da tavola, 15 milioni di cartoni di vino con una fascia di prezzi di 15-30 Euro e, inoltre, 2,5 milioni di cartoni di vino premium.” JGC: niente di più e niente di meno.

Per l'imbottigliamento alla metà del 2008 la JGC ha installato due impianti Krones 'chiavi in mano': questa linea per vetro ed un impianto per PET
Per l’imbottigliamento alla metà del 2008 la JGC ha installato due impianti Krones ‘chiavi in mano’: questa linea per vetro ed un impianto per PET.

Installazione parallela: a sinistra la linea per vetro, a destra la linea per PET
Installazione parallela: a sinistra la linea per vetro, a destra la linea per PET.

Vino frizzante, spumante e vini piatti a bassa gradazione alcolica in bottiglie in vetro vengono imbottigliati da una Mecafill
Vino frizzante, spumante e vini piatti a bassa gradazione alcolica in bottiglie in vetro vengono imbottigliati da una Mecafill

La prima linea per PET con camera bianca per vino in Spagna
La prima linea per PET con camera bianca per vino in Spagna.

I recipienti in PET vengono prodotti inline da una Contiform
I recipienti in PET vengono prodotti inline da una Contiform.

Etichettaggio dei recipienti in PET con la Contiroll
Etichettaggio dei recipienti in PET con la Contiroll

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