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Cosa significa il potere di un brand nel mondo del vino? Riconoscibilità e capacità di attirare consumatori a livello globale, con tanto di misurabilità in un indice,il Global Wine Brand Power Index, redatto da Wine Intelligence. Un’analisi su 25.000 opinioni di consumatori di vino di 25 mercati chiave, per una rappresentazione dei 435 milioni di bevitori di vino del mondo. Nel 2021 è stata pubblicata la quarta edizione di un’indagine che mette in classifica i brand di vino del mondo.

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Oltre alla classifica globale, il Global Wine Brand Power Index 2021 propone dei focus per alcuni singoli mercati, per la prima volta nel 2021 c’è una classifica specifica per l’Italia, novità insieme ad Argentina, Nuova Zelanda, Russia e Singapore. La graduatoria italiana vede in vetta la casa spumantistica trentina Ferrari al primo posto, che nel 2021 ha annunciato una grande sponsorizzazione come officiale sparkling della F1, seguita dalle bollicine franaciacortine di Berlucchi al secondo posto, completa il podio la cantina siciliana Donnafugata. Quarta piazza per la piemontese Fontanafredda, quinta posizione per le bollicine del Prosecco di Mionetto, segue al sesto posto la cantina campana Feudi di San Gregorio, ancora bollicine di Franciacorta con Ca’ del Bosco al settimo posto, la toscana Antinori e le bollicine veneta di Valdo pari merito all’8° posto, chiude la top ten Tenuta San Guido Sassicaia. Seguono Duca di Sala Paruta (11°), Sella & Mosca (12°), Marchesi di Barolo (13°), Cantina Produttori San Michele Appiano (14°) e Argiolas (15°).

Nella nuova top 15 globale al primo mosto il marchio australiano Yellow Tail (Casella Family Brands), seguito da Casillero del Diablo proprietà del gruppo cileno Viña Concha y Toro, che si confermano i top brand della classifica anche se hanno raggiunto un punteggio inferiore rispetto al 2020. Terza piazza per Jacob’s Creek , segue Gallo Family Vineyards (4°), Barefoot (5°), Gato Negro (6°), J.P. Chenet (7°), Mouton Cadet (8°), Santa Carolina (9°), Torres (10°), Lindeman’s (11°), Frontera (12°), Beringer (13°), Robert Mondavi (14°) e Campo Viejo (15°).

In un mercato enoico stravolto dalla pandemia con la rivoluzione dei modelli di consumo causata dalle restrizioni e con le interruzioni degli acquisti, il potere del marchio assume sempre maggiore valore. In un contesto come quello attuale la sfida futura starà tutta nella relazione tra brand e wine consumer, presidiando tutti i canali di distribuzione, dall’e-commerce, alla Gdo, all’horeca e sino alla vendita diretta.

 

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