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Stock è uno dei marchi storici dei distillati italiani e oggi fa parte di un gruppo internazionale molto giovane e tuttavia con posizioni di leadership in diversi Paesi europei. Abbiamo incontrato Marco Alberizzi, neo Amministratore Delegato di Stock Spirits Italia, per farci raccontare le strategie di sviluppo dell’azienda, tenuto anche conto delle ultime vicende epidemiche

Dottore Alberizzi, ci dia innanzitutto un breve profilo del vostro gruppo di appartenenza

Stock Spirits è una storica azienda di liquori fondata da Lionello Stock a Trieste, nel 1884. Un’azienda che è stata pioniera nell’interpretare con successo alcuni trend di mercato, nel marketing e nella comunicazione. Basti pensare al brandy Stock84, che ha più di 130 anni di storia ed è ancora oggi un simbolo del Natale nelle famiglie italiane. Oggi siamo parte di un Gruppo che esprime posizioni di leadership nel centro est Europa e l’azienda è quotata alla Borsa di Londra.  Il cuore e la storia a Trieste, l’headquarter a Milano e un nuovo cuore pulsante in Franciacorta.

Stock Italia distribuisce numerosi marchi storici di distillati e liquori. Quali sono le linee e i marchi portanti dell’azienda?

Stiamo costruendo una portfolio company orgogliosamente italiana per spirito, stile, qualità e tradizione, ma con una vocazione nel mondo degli international spirits. Il nostro motto è “orgogliosamente italiani a tavola, cittadini del mondo nella notte!” Crediamo molto nell’italianità e nella riscoperta delle nostre tradizioni. Il dopo pasto è da sempre la nostra principale occasione di consumo.

È qui che si esprime al meglio Stock 84, la cui Riserva 20 anni ha recentemente vinto la medaglia d’oro al World Brandy Award. È anche il territorio di Limoncè, leader incontrastato nei limoncelli ed espressione di socialità e del piacere di stare insieme. Completano la nostra presenza nel dopo pasto le nostre grappe, categoria di cui siamo leader a volume con Julia, Piave e le tante grappe di Distilleria Franciacorta. Nel mondo della notte Keglevich è leader nella vodka, nella classica versione dry e nelle proposte alla frutta.

Che obiettivi e strategie di sviluppo avete su questi prodotti e mercati?

Limoncè è un prodotto naturale che affonda le radici del suo celebre “lemon tree” nella gioia di stare insieme celebrando la convivialità ed il valore delle cose semplici. Continueremo a far leva su questi valori cardine della società italiana, che abbiamo riscoperto ed apprezzato ancor di più durante il lockdown. Mentre tutto il mondo guarda ai millennials, dimenticandosi delle altre generazioni, Stock84 vuole farsi promotore dei “perennials”, quelli che non si stancano mai di sentirsi giovani e vivere pienamente la propria vita, forti però anche della loro esperienza.

Un altro valore riscoperto durante questo buio momento: l’esperienza! Keglevich, prodotto nelle nostre distillerie in Polonia, patria della vodka, ripropone la sua storica ricetta oggi ravvivata dal passaggio a sei distillazioni per ottenere un liquido ancora più puro, limpido e adatto alla miscelazione. Sulla scia del successo del Moscow Mule classico, proponiamo il Keglevich Fruit Mule, twist alla frutta del celebre cocktail.

Nella miscelazione, per soddisfare la curiosità degli amanti del gin & tonic, schieriamo un portfolio di prodotti premium: da Nordès, che prende il nome dalla brezza marina del mare galiziano, al Colombian, di cui cito in particolare l’Aged Treasure invecchiato nelle botti di rum, per finire con la new entry giapponese Roku. E i whisky, a latere del consumo neat, stanno prepotentemente allargando i propri orizzonti nel mondo dei cocktails.

 

La vostra società storicamente si è sviluppata solo con prodotti e marchi propri, ma da poco avete avviato anche una strategia di sviluppo con acquisizioni esterne, Ci racconti della recente acquisizione della Distillerie Franciacorta.

L’acquisizione di Distillerie Franciacorta, avvenuta a giugno 2019, testimonia la volontà del Gruppo Stock di investire nel mercato italiano. Di fatto con Julia, Piave e le altre grappe di Distillerie Franciacorta siamo leader a volume nella categoria.  La distilleria di Borgo Antico San Vitale è un gioiello di rilevanza storica nel cuore della Franciacorta e le grappe Borgo Antico San Vitale sono state recentemente premiate al World Grappa Award con un oro, due argenti e due bronzi.

Ma non è solo grappa. Franciacorta è per definizione spumanti, che per noi significa Castello di Gussago. Una cantina giovane e artigianale: i nostri vini sono biologici, le uve di ciascun vigneto vengono raccolte manualmente e vinificate separatamente, misuriamo e controlliamo le emissioni di CO2 nell’intero processo.  L’integrazione della rete vendita della nuova azienda ci ha permesso di rafforzare il presidio nella ristorazione e nelle enoteche. E l’unione della cultura spirits di Stock con la cultura di vino e grappa di Distillerie Franciacorta arricchisce le nostre competenze e la nostra capacità di fare sviluppo.

Oltre al potenziamento degli storici marchi di Franciacorta sul mercato interno, ritenete possibile uno sviluppo internazionale dei suoi prodotti?

Forse non sorprenderà l’idea che il prodotto di punta per i mercati esteri sia l’Amaretto Gozio. Un amaretto di qualità superiore, l’unico ottenuto dall’infusione di mandorle amare provenienti da quattro continenti e senza l’utilizzo di aromi artificiali, estratti o altri ingredienti. Gli Stati Uniti sono il suo mercato elettivo. Stiamo sviluppando la distribuzione dell’intero portfolio italiano anche nei mercati europei, in particolare in Germania e in Croazia. Sebbene improprio dal punto di vista tecnico, sono convinto che la grappa sia in un certo senso il gin italiano, ma è un prodotto che all’estero è ancora da scoprire e che ci offre ampie possibilità di sviluppo.

Dal primo aprile avete, inoltre, assunto la distribuzione in esclusiva sul mercato italiano di alcuni importanti prodotti e marchi di Beam Suntory. Quali sono le sinergie che pensate di poter realizzare con questa operazione?

La gamma di Beam Suntory completa il nostro portfolio di international spirits e rafforza la nostra presenza soprattutto nel consumo fuori casa e specialmente nei cocktail bar, dove rappresenta oltre il 30% di crescita per la nostra azienda. Parliamo di whisky e gin che crescono in categorie che crescono.

Jim Beam è datato 1795 e ha superato la Grande Depressione, due guerre e gli anni del proibizionismo. Oggi è il primo bourbon al mondo e il brand con il più alto tasso di crescita nella sua categoria.   Maker’s Mark è il premium bourbon più bevuto al mondo e proviene dalla più antica distilleria americana. Le etichette vengono stampate a mano e il collo delle bottiglie viene sigillato immergendolo nella caratteristica cera lacca rossa che rende unica ogni bottiglia.

Laphroaig è l’icona dei single malt torbati, affumicato a freddo. Le onde del mare si infrangono sulla parete della distilleria nell’isola di Islay, a nord della Scozia, conferendogli le inconfondibili note di sale e torba. Completano l’assortimento alcuni whisky giapponesi che stanno trovando fortuna in Europa: Hibiki, Toki e Yamazaki, il cui sherry cask è stato votato miglior whisky al mondo nel 2014.

Per restare in Giappone la novità è Roku, premium gin artigianale prodotto dalla House of Suntory ad Osaka. Roku significa “sei”, come le sei botaniche che lo arricchiscono richiamate dall’inconfondibile bottiglia esagonale, fra cui i fiori di Sakura (ciliegio). Senza dimenticare Courvoisier, il cognac più apprezzato e bevuto in Italia.

Avete in programma la ricerca di accordi di distribuzione anche con altri marchi internazionali di distillati e liquori?

Come detto l’obiettivo è costruire una portfolio company italiana con una vocazione negli international spirits. L’acquisizione di Distillerie Franciacorta e la partnership con Beam Suntory sono due passi importanti e non escluso che ce ne saranno altri. Oggi abbiamo un portfolio importante che copre quasi tutte le categorie e tutte le occasioni di consumo, sia a casa che fuori. Credo che potremo crescere non solo per acquisizioni, ma anche innovando sui nostri prodotti. Stock Spirits ha ridisegnato il mercato moderno del limoncello con il lancio di Limoncè. Possiamo continuare ad inventare il nostro futuro.

La situazione epidemica in atto ha messo in crisi le vendite sui canali del fuori casa. Quali effetti sta subendo la vostra società e in che modo pensate di uscirne?

A livello di Gruppo stiamo attraversando bene la crisi, perché l’epidemia ha parzialmente risparmiato i nostri mercati dell’est Europa e perché la nostra quota nel fuori casa è mediamente intorno al 15%. In Italia il peso dell’HoReCa incide di più, anche se Stock restava sottodimensionata prima dell’accordo con Beam Suntory. Alle sorprese negative, come una Pasqua sotto tono, si affiancano in vero anche sorprese positive: il lockdown ci ha fatto riscoprire gli antichi sapori dell’italianità, così che grappa e brandy (per noi Stock84) sembrano trovare una seconda giovinezza.

Continueremo ad investire nel fuori casa, che risponde al bisogno primario di socialità degli italiani. Sono fiducioso nel ritorno dei consumatori alle consuete abitudini, anche se con modalità nuove.  Stiamo adattando tutto: il nostro modo di lavorare per favorire la sicurezza del personale, il nostro modo di interagire con i clienti, le nostre attività di promozione.

Abbiamo cambiato anche il nostro modo di comunicare per favorire il ritorno in stile responsabile ai consumi fuori casa. La campagna Keglevich “a noi che siamo uniti”, ha invitato i consumatori ad un brindisi virtuale su Instagram dove ognuno ha brindato con il suo drink preferito, non necessariamente a base di Keglevich. Una campagna sociale più che una campagna di marca, il cui obiettivo era tener vivo il rito del brindisi nei mesi di lockdown, come un count-down in attesa del ritorno alla vita di sempre. A giudicare dalle reazioni e dalle interazioni questo desiderio c’è.

+Info: www.stock-spa.it

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