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Il quadro competitivo internazionale nel settore della birra è caratterizzato da un intenso processo di concentrazione che si è accentuato negli ultimi dieci anni. Secondo la classifica annualmente stilata da “The Barth Report”, a fine 2008 i primi 10 produttori di birra assorbivano oltre il 63% della totale produzione mondiale, ma i primi quattro (Ab-Inbev, SABMiller, Heineken e Carlsberg) da soli concentravano il 46% del totale.


Negli ultimi due anni il processo di concentrazione si è accentuato grazie ad alcune grandi operazioni di merger & acquisition, quali :A-l’acquisizione, da parte di Carlsberg ed Heineken del gruppo britannico Scottish & Newcastle; B-la fusione negli USA tra le attività birrarie di SABMiller e quelle di Molsom-Coors; C- l’acquisizione del gruppo americano Anheuser-Busch dal parte del gruppo belga Inbev. Di recente, inoltre, anche due fra i più importanti gruppi giapponesi del beverage (Suntory e Kirin) hanno avviato colloqui per una eventuale megafusione. Kirin nel frattempo ha già acquisito il controllo totale della australiana Lion Nathan ed il 43% del gruppo filippino San Miguel Brewery.

I PRIMI 10 GRUPPI BIRRAI NEL MONDO

Gruppi Birrai

Nazione

Produz. 2008 Mio hl

%

AB-INBEV

Belgio

388

21,4

SABMILLER

UK

174

9,6

HEINEKEN

Olanda

162

8,9

CARLSBERG

Danimarca

109

6,0

C. R. Breveries

Cina

73

4,0

TSING TAO

Cina

54

3,0

G. MODELO

Messico

52

2,8

MOLSON COORS

USA

51

2,8

YANJING

Cina

42

2,3

FEMSA

Mexico

41

2,3

Top 10

1.146

63,1

Barth Reporth -(a) senza Modelo –(b) senza C.R.Breveries

Al vertice della classifica dei produttori mondiali si colloca la AB-Inbev, nata dall’integrazione della precedente Inbev e dell’Anheuser-Busch, con una quota del 21,4% sul mercato internazionale Il gruppo belga mantiene anche una partecipazione del 50% nel capitale della messicana Modelo (52 mio hl) la cui gestione, però, resta in mano ai soci messicani. Il gruppo ha chiuso il bilancio 2008 con un giro d’affari di 16 miliardi di euro, ma con un debito finanziario netto di quasi 41 miliardi di euro, dovuto al fatto che l’acquisizione di Anheuser-Busch è stata fatta a debito. Al fine di alleggerire la posizione debitoria, il gruppo ha ceduto alcuni cespiti considerati non strategici, tra cui la partecipazione di minoranza nella società birraia cinese Tzing Tao, la filiale Labatt negli USA, la Oriental Brewery in Sud Corea e alcune fabbriche di packaging negli USA. Inoltre il gruppo ha proceduto all’emissione di consistenti prestiti obbligazionari per consolidare parte del debito a media-lunga scadenza.

SABMiller mantiene la seconda posizione con una quota del 9,6% sul mercato mondiale ed un fatturato di oltre 25 miliardi di dollari. Inoltre in Cina il gruppo attraverso, la China Resources Breweries-Snow (joint venture con la China Resources Enterprise), detiene la leadership del mercato, con un travolgente sviluppo del marchio Snow, che sta ormai per conquistare la testa della classifica mondiale delle marche di birra più vendute. Il gruppo sta lavorando intensamente per la valorizzazione internazionale dei suoi marchi strategici, tra cui l’italiana Peroni Nastro Azzurro. La società ha rafforzato ulteriormente la sua posizione in Europa con l’acquisizione della olandese Grolsh e dell’ucraina Sarmat e, grazie alla solida posizione finanziaria, è pronta a cogliere nuove opportunità di acquisizioni. Contestualmente il gruppo sta cercando di razionalizzare costi e struttura per migliorare la sua competitività: in quest’ambito si colloca l’integrazione sul mercato USA con la Molsom & Coors, che ha dato vita alla nuova Millercoors.

Il gruppo olandese Heineken occupa la terza posizione sullo scacchiere internazionale della birra con una quota dell’8,9% e un fatturato 2008 di oltre 14 miliardi di euro. Dopo l’acquisizione di Scottish & Newcastle, ha ereditato le attività ed i marchi di S&N in UK, Irlanda, Belgio, Portogallo, Finlandia e India, e sta ora procedendo all’integrazione con le altre attività pree-esistenti del gruppo. La multinazionale olandese ha proceduto a rafforzarsi ulteriormente sul continente europeo con numerose acquisizioni di piccole e medie birrerie regionali, quali Krusovice e Drinks Union (Repubblica Ceca), Bere Mures (Romania), Eichhof (Svizzera), Rudic (Serbia), Rechitsa e Syabar (Bielorussia).

La multinazionale Carlsberg occupa la quarta posizione sul mercato mondiale della birra con una quota internazionale dell’6% ed un fatturato 2008 di 59,9 miliardi di corone danesi (poco più di 8 miliardi di euro). Con la recentissima acquisizione della Scottish & Newcastle, in compartecipazione con Heineken, il gruppo ha conquistato il controllo assoluto della emergente Baltika (leader sul mercato Russo) e della birreria Kronenbourg (leader sul mercato francese). Il gruppo ha recentemente disinvestito dal mercato turco e da quello israeliano. La multinazionale danese ha inoltre avviato un deciso programma di ristrutturazioni e razionalizzazioni su diversi mercati nazionali (Francia, UK, Scandinavia, Italia, …)