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E’ fatta: dopo vari tentativi andati a vuoto, SABMiller accetta ora l’ultima l’offerta di AB InBev che offre un prezzo di acquisto per azione a 44 sterline per azione, pari ad un totale di 69 miliardi di sterline per l’intero capitale. Nascerebbe così un megagruppo birraio che andrebbe a controllare ca. un terzo del mercato mondiale della birra.

ab inbev sab miller bottiglieIl “si” del management è ovviamente informale in attesa che il board formalizzi una fusione che è l’ultimo atto di ripetute proposte formulate a cominciare da metà settembre quando le prime voci erano circolate sui mercati finanziari. L’offerta mette sul tavolo un premio del 50% rispetto ai corsi del titolo SABMiller di un mese fa, fissando il prezzo della quota cash a 44 sterline per azione. Dopo l’annuncio dell’accordo, le azioni SABMiller sono state scambiate in mattinata sul mercato londinese a 39,37 sterline, circa l’11 per cento al di sotto del valore dell’offerta proposta. La differenza rifletterebbe “una paura residuale, ma fuori luogo, che l’accordo non accadrà”, ha detto Andrew Holland, analista di Societe Generale. Nel contempo le azioni AB InBev sono salite dell’1,2 per cento a 99,51 euro a Bruxelles.

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L’acquisizione, pur essendo in larga misura in contante, prevede anche uno scambio azionario particolarmente ambito dai due maggiori azionisti di SABMiller. Altria, il gruppo americano maggior singolo azionista di SAB con il 27%, aveva già dato l’ok la settimana scorsa, quando l’offerta era marginalmente più bassa a condizione di entrare nel capitale del nuovo colosso. In altre parole preferiva un concambio invece del solo cash per assicurarsi forti benefici fiscali. E’ possibile che anche la famiglia Santodomingo, secondo maggior azionista di SABMiller (ha in portafogli il 15% circa del gruppo londinese) opti per soluzione mista, cash più azioni. La nuova società sarà costituita in Belgio.

L’operazione dovrebbe concludersi entro mercoledì di questa settimana per non ricadere sotto le norme rigide del Takeober panel britannico, ma i due gruppi si sono accordati per spostare la deadline a fine ottobre. Sulla finalizzazione dell’operazione pesa ora la valutazione delle autorità antitrust di mezzo mondo, vista la diffusione geografica di un colosso che occupa la mappa del pianeta e che controllerà la produzione e la vendita di una birra su tre. Qualora l’intesa dovesse saltare a causa dei regolatori o per l’opposizione del board AB InBev, il gruppo SABMiller sarà indennizzato con tre miliardi di sterline.

 

+Info:
www.bloomberg.com/news/articles/2015-10-13/ab-inbev-agrees-to-buy-sabmiller-for-104-billion-in-record-deal
www.ilsole24ore.com/art/finanza-e-mercati/2015-10-13/nasce-colosso-birra-sabmiller-accetta-l-offerta-ab-inbev-084009.shtml?uuid=ACxwXGFB

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