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Premio Chef Donna Michelin 2017 a Caterina Ceraudo, una delle grandes dames di Veuve Clicquot


Pugno di ferro in guanto di velluto. Questa potrebbe essere la sintesi perfetta per descrivere Caterina Ceraudo, 1 stella Michelin con il suo Ristorante Dattilo di Strongoli, che ha ricevuto il Premio Chef Donna Michelin Italia 2017, nel corso di una serata organizzata a Milano a Palazzo Clerici da Veuve Clicquot.

Le donne e la ristorazione di qualità, un tema caro a Veuve Clicquot, sponsor ufficiale dell’edizione 2017 della “Rossa”, che negli ultimi anni sta assumendo sempre più un ruolo da protagonista, con iniziative che si integrano perfettamente nella filosofia e nella storia del brand, per una Maison da sempre nota per il suo sostegno alle donne più innovative e audaci. Un serata all’interno del progetto Atelier des Grandes Dames, per far emergere la forza del femminile in un contesto molto maschile che si è preso prepotentemente la scena sui media, per dimostrare ciò che la donna può creare quando ha fiducia in se stessa e non teme le sfide. Ma chi sono le donne chef nel panorama di eccellenza italiano e che caratteristiche hanno? “Se esiste un settore dove la parità di genere è ancora lontana credo che quello sia la grande ristorazione- le parole di Francesca Terragni, Responsabile Comunicazione Moët Hennessy Italia- ci sono molte donne stellate ma la strada per dare visibilità e luce a questi talenti è ancora lunga, per questo lo scorso anno è nato il progetto Atelier des Grandes Dames, un network ideato per sostenere i talenti femminili dell’alta ristorazione”.

Una donna, pur talentuosa e dedita al proprio lavoro, ad un certo punto della sua carriera può decidere di dedicarsi anche alla famiglia, e per questo le aziende – grandi ristoranti compresi – hanno dei pregiudizi nell’affidarle ruoli di primo piano. Eppure le donne chef della nuova generazione non sono più soltanto quelle che hanno abbandonato le scuole a 15 anni per lavorare in cucina come apprendiste per poi ritrovarsi titolari nel ristorante di famiglia. Sono persone che hanno fatto studi superiori, magari laureandosi, o che avevano una carriera promettente in ambiti anche prestigiosi, ma che poi hanno scelto di investire la loro vita in ciò che amavano davvero, per inseguire e realizzare un grande sogno. I numeri sembra parlino a favore delle donne, con la metà delle chef stellate al mondo che proviene dal nostro paese, come ha spiegato Marco Do, Responsabile Comunicazione Michelin Italia. La strada verso una maggiore consapevolezza di questa potente voce femminile nell’universo della ristorazione italiana è ancora lunga e passerà dalla capacità di queste donne di fare sistema, uno sforzo che si somma ai già pesanti ritmi della professione di chef, ma che va sostenuto e accompagnato, per far sì che questi talenti emergano e siano riconosciuti. Con il progetto “Atelier des Grandes Dames”, presentato l’anno scorso da Veuve Clicquot traendo ispirazione dalla figura da Barbe Nicole Ponsardin, che a soli 27 anni prese le redini della Maison, divenendo la prima donna imprenditrice in Champagne. Una figura dalla storia unica ed irripetibile, che seppure in un contesto totalmente maschile riuscì con audacia e coraggio a dare concretezza alle sue intuizioni visionarie ed innovative, divenendo “La Grande Dame de la Champagne”.

“Con Atelier des Grandes Dames, Veuve Clicquot, nel nome di Madame Clicquot, desidera celebrare e supportare le donne chef, perché la loro passione e creatività, oltre che il loro impegno va fatto emergere ”– afferma Carlo Boschi, Senior Brand Manager Veuve Clicquot. Ispirandosi all’approccio anticonformista della sua “Grande Dame”, Veuve Clicquot ha deciso di affidare agli studenti del Corso di Laurea magistrale in Televisione, cinema e new media dello IULM di Milano, la realizzazione delle interviste per il video-project dedicato all’Atelier, così da sperimentare uno sguardo inedito e attuale nell’osservare e poi raccontare per immagini il mondo delle donne chef. In un anno dalla sua fondazione nove chef sono entrate a far parte de l’Atelier des Grandes Dames, tutte diverse, tutte simili per passione, intraprendenza, talento e femminilità, affiancandosi alle prime quattro chef, Isa Mazzocchi, Aurora Mazzucchelli, Fabrizia Meroi, Marianna Vitale. La scelta di queste donne deriva dal loro ricalcare i valori della Maison (e di Madame Clicquot), della quale possono essere ambasciatrici morali valorizzarne al meglio charme e femminilità. Presente alla serata milanese anche lo Chef de cave Dominique Demarville, che ha portato in degustazione il suo primo millesimo, targato 2008, da quando si trova alla conduzione enologica della Maison.

  1. Martina Caruso  – Hotel Signum – Malfa Salina (ME)
  2. Caterina Ceraudo – Dattilo – Strongoli (KR)
  3. Maria Cicorella  – Ristorante Pasha – Conversano (BA)
  4. Tina Cosenza – Ristorante Teresa – Genova Pegli (GE)
  5. Michelina Fischetti – Oasis-Sapori Antichi – Vallesaccarda (AV)
  6. Giuliana Germiniasi  – Ristorante Capriccio – Manerba del Garda (BS)
  7. Antonia Klugmann  – L’Argine a Vencò – Dolegna del Collio (GO)
  8. Isa Mazzocchi  – La Palta – Borgonovo Val Tidone (PC)
  9. Aurora Mazzucchelli  – Ristorante Marconi – Sasso Marconi (BO)
  10. Fabrizia Meroi  – Ristorante Laite – Sappada (BL)
  11. Anna Tuti – Castello di Trussio dell’Aquila d’Oro – Dolegna del Collio (GO)
  12. Marianna Vitale  – Sud Ristorante – Quarto (NA)
  13. Mara Zanetti – Ristorante Osteria da Fiore – Venezia


INFO:
www.veuveclicquot.com

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