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Un ponte a campata unica tra produttori e ristoratori. Rapido, smart e di estrema qualità, per abbattere le barriere logistiche e di tempo che spesso non permettono agli imprenditori di scoprire le nicchie del mercato, e viceversa ai produttori di esprimere il massimo del proprio potenziale. È Deliveristo, la nuova app che mette in contatto la materia prima con le tavole dei ristoranti.

Il team Deliveristo con lo chef Eugenio Boer

Più di 150 produttori aderenti, oltre 2500 prodotti disponibili che spaziano trai più vari settori del food. Basta letteralmente una breve serie di clic, o una telefonata per ricevere un consulenza personalizzata fornita da esperti gastronomi. L’obiettivo è quello di ritagliare ad hoc una selezione di prodotti che sposino alla perfezione le idee e la filosofia del proprio ristorante. La merce ordinata arriva poi alla porta del locale, senza grane di spostamento o ritiro. E l’acquisto diretto dal produttore garantisce un abbattimento di costi fino al 20%. Alla presentazione dell’app, tenuta al ristorante Bu:r di Eugenio Boer a Milano, il menu degustazione era composto da prodotti d’eccellenza come il riso dell’Azienda Agricola Ballone Claudio, la Burrata di Guffanti, la fassona di La Granda, i capperi di Gastronomie Italiane, le acciughe di Fish Different, la crema d’aglio nero di Nero Fermento, il Tonno di Mazara Fish, o ancora il cervo di Sant’Uberto, i fusilli di Bossolasco, il Burro di Guffanti e,le visciole di Cantiano di Corte Luceoli. Tutte realtà aderenti all’iniziativa Deliveristo.

Nata nel luglio 2018 sulla scia di altre realtà mondiali simili, la mente alle spalle di Deliveristo è quella di tre giovani lombardi: Gabriele Angeleri, Luca Calìa e Ivan Aimo (il più anziano, se si ha il coraggio di definirlo così, vlasse ’87). Ogni mese si aggiungono 15-20 produttori, con l’obiettivo di “accorciare la filiera e ridistribuire valore verso chi spesso, come i produttori, si trova attanagliato nella morsa commerciale di un mercato che non rende loro il giusto merito”. Lo sguardo al futuro è ambizioso ma compassato: “nel breve termine, contiamo di aprire a tutte le categorie. Abbiamo iniziato con il secco, siamo passati allo stagionato e a breve saremo pronti per il fresco, se non freschissimo”. Più in là si parlerà di estendere il delivery anche oltreconfine, per raggiungere realtà europee con corrieri refrigerati.

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