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Food delivery

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Uno sguardo sulle abitudini dei consumatori analizzando gli ordini in 1.300 città e oltre 130.000 negozi e ristoranti locali:

● Cresce la voglia di piatti vegetariani (+71% rispetto al 2020) e haute cuisine (+350%). Sul podio la cucina italiana, seguita da quella giapponese e cinese.

● La micro-spesa veloce di Glovo si fa sempre strada grazie ai magazzini urbani sparsi nelle città. Una crescita del 63% nel mondo e del 400% in Italia. Acqua, cubetti di ghiaccio e banane, gli immancabili del cestino della spesa dell’ultimo minuto.

● Glovo trasporta anche tanto altro: dai fiori per San Valentino, ai documenti di divorzio (Montenegro), ma anche le extension per capelli a Roma.

Se è vero che l’unione fa la forza, questa volta è la forza di un’idea a portare tante realtà nello stesso luogo. Un polo unico di ristorazione, declinata nelle filosofie più varie e sempre in cambiamento, senza mai perdere d’occhio i dettami della sostenibilità e della qualità. A Milano ha aperto una nuova realtà, nel vero senso del termine.

Il futuro viene consegnato sulla porta di casa. Se già succede regolarmente, e da qualche tempo, per il comparto food, sta ormai prendendo piede anche il delivery di bevande di qualsiasi genere. Nelle ultime ore è entrata in partita una delle aziende più calde del panorama economico mondiale: Uber ha infatti comunicato l’acquisizione di Drizly, il primo portale di rivendita beverage online degli USA, per 1.1 miliardi di dollari.

Delivery? Sì, grazie. Dopo anni di successi che hanno mantenuto però sempre il canale di nicchia (molto focalizzato sulle grandi città e sulla trimurti pizza-hamburger-sushi), le consegne a domicilio – come molte altre innovazioni tecnologiche – hanno preso il volo, costituendo per bar e ristoranti l’unica entrata durante il lockdown per rimanere in contatto con il cliente. Ma anche alla riapertura ci si aspetta – come è avvenendo in Cina – che molti esiteranno a tornare nel locale, con differenze nelle varie aree del Paese a seconda della situazione epidemiologica.

Poi non dite che non è vero, quando raccontano che soprattutto in Italia, ogni grande decisione è presa a tavola. A maggior ragione quando viene a mancare il vino durante una cena con amici: “E sono originaria della Valtellina, mi sono vergognata come un ladro”. Ben meno vergogna starà provando adesso Andrea Antinori: è là che si è manifestata l’epifania Winelivery, oggi autentico colosso in fieri.

Nel mondo del food e dei locali Luca Guelfi è sempre stato un innovatore, capace di proporre format di successo in grado di lasciare il segno. In questo periodo di emergenza Coronavirus con i locali fermi ai box, il vulcanico imprenditore milanese del food lancia il concept americano della Ghost Kitchen, mettendo insieme i suoi ristoranti di Via Archimede, una via nel centro di Milano zona Porta Romana che di fatto ha colonizzato.

In un momento come quello attuale dove molti sono costretti a casa non mancano le proposte per guidarci all’interno dell’universo dei Delivery. Dalla premiata coppia del Golosario formata da Paolo Massobrio e Marco Gatti arriva una guida on line al Delivery, un’iniziativa per rinnovare la propria vicinanza a un settore particolarmente colpito come quello della ristorazione.

La maxiacquisizione in atto nel settore della food delivery interessa più di un italiano su tre che ha ordinato dal telefono o dal proprio personal computer pizza, piatti etnici o veri e propri cibi gourmet durante l’anno. E’ quanto emerge da una analisi Coldiretti/Censis sul food delivery che si classifica come il settore più dinamico della ristorazione, in riferimento al progetto di fusione dell’azienda britannica Just Eat con l’olandese Takeaway.com. Una operazione – sottolinea Coldiretti – destinata a sconvolgere un mercato al quale si rivolgono 18,9 milioni di italiani con regolarità (3,8 milioni) o occasionalmente (15,1 milioni) che hanno consumato a casa cibo ordinato da ristoranti e pizzerie tramite una piattaforma web come Just Eat, Foodora, Deliveroo, Bacchette Forchette o Uber Eats, solo per citare le più note, accanto alle quali si sono sviluppate numerose realtà locali.

TUTTOFOOD, in programma a Fiera Milano dal 6 al 9 maggio, si conferma sempre più hub internazionale del sistema agroalimentare e del cibo di qualità, in grado di creare sinergie e accorciare le distanze tra i Paesi del mondo. Racchiudere sempre di più il meglio del saper far italiano e metterlo a contatto con top buyer, favorendo al contempo anche la presenza di Paesi stranieri e imprese verso il mercato italiano.

Dal boom della ristorazione stellata negli hotel fino alla pasticceria e caffetteria che si fa movida incontrando la mixology: il fuoricasa è in gran fermento per rispondere a un mercato in crescita: in Italia, secondo Censis-Coldiretti, vale oltre 78 miliardi di euro e cresce dell’8% l’anno. Al mangiar fuori si destina il 35% della spesa turistica (oltre 30 miliardi) e 4,1 milioni di italiani si avvalgono anche del food delivery.

Tra questi continui cambiamenti, come possono gli operatori anticipare i trend? E trasformarli in opportunità di business? La risposta allo stato dell’arte è HostMilano, la manifestazione direttamente organizzata da Fiera Milano, leader nell’ospitalità professionale, la cui 41a edizione si terrà a fieramilano dal 18 al 22 ottobre 2019.