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Una storia di famiglia, che parte dal cuore del Chianti Classico per abbracciare il mondo intero, senza mai dimenticare però il luogo dove tutto è iniziato e ha tuttora origine: la terra del Sangiovese. Si può riassumere così l’ambizioso progetto vinicolo di Querceto di Castellina (Castellina in Chianti, Siena), cantina sostenibile dal 1998 e certificata biologica dal 2012, che la famiglia Di Battista porta avanti con entusiasmo di generazione in generazione.

Siamo partiti dalla celebrazione della grande tradizione Toscana, il Sangiovese, che resta il vitigno principe nella nostra azienda, per poi introdurre piccole novità nei vitigni coltivati. Tutto ciò, mantenendo sempre l’eccellenza dei nostri prodotti, che racchiudono in sé la profonda essenza della Toscana e un grande amore per il territorio”, si presenta il produttore Jacopo Di Battista durante la degustazione delle sue principali etichette presso la suggestiva cornice del ristorante Cibrèo all’hotel Helvetia & Bristol di Firenze.

La storia di Querceto di Castellina nasce nel marzo del 1945, quando la tenuta di oltre 80 ettari viene acquistata dal fiorentino Guido Masini. Con grande spirito imprenditoriale Guido avvia una propria attività vendendo uva e allevando suini. Non avendo molto tempo da dedicare all’attività vitivinicola, i vigneti vengono però dati inizialmente in affitto. Alla fine degli anni ’80 l’architetto Giorgio Di Battista si occupa del restauro del complesso colonico principale risalente al 1400, oggi destinato ad agriturismo, e nel 1989 sua moglie Laura (figlia di Guido Masini) inizia l’attività ricettiva, riprendendo al contempo la piena gestione dei vigneti.

Nel 1998 ecco la svolta tanto attesa: il figlio maggiore Jacopo inizia a lavorare nell’azienda di famiglia, viene costruita la cantina e con l’annata 1998 viene prodotto il primo vino con etichetta “Querceto di Castellina”. Quando Filippo, il figlio più giovane di Laura, nel 2014 fa il proprio ingresso in azienda per occuparsi della gestione dell’agriturismo, Querceto diventa veramente un affare di famiglia a 360°. Allo staff si aggiunge presto anche l’americana Mary, moglie di Jacopo, che con le proprie competenze nel mondo del marketing e dell’ospitalità in pochi anni contribuisce a rendere questa cantina una certezza a livello internazionale (oggi i vini di Querceto di Castellina vengono esportati in mercati esteri come Stati Uniti, Canada, Russia, Australia e naturalmente Europa).

Una storia di famiglia, abbiamo detto, ma non solo. Fin dalla prima vendemmia nel 1998, l’enologa Gioia Cresti ha collaborato infatti con Jacopo per trasformare le uve di Castellina nei grandi vini di Querceto di Castellina. Questa attività da oltre dieci anni viene completata e ancora più avvalorata da Valerio Grella, responsabile dei vigneti e della cantina. “Il nostro approccio ai vini è fatto di semplicità e ascolto”, prosegue Jacopo Di Battista durante il suo speech iniziale. “Ogni nostro vino racconta una storia, ciascuno realizzato esclusivamente con uve provenienti dai nostri vigneti: L’aura Chianti Classico è un vino adatto a tutti i giorni; Sei Chianti Classico Gran Selezione è il nostro Cru, Podalirio è un Merlot che amiamo definire vino di territorio più che un varietale. E ancora… Livia è il nostro Bianco inusuale e Furtivo Rosato è un rosato a base di Sangiovese”.

Per Beverfood.com abbiamo avuto il piacere di provarli quasi tutti in abbinamento alla cucina orgogliosamente toscana e fiorentina del Cibrèo, scoprendo pairing convincenti e una produzione vinicola che va ben al di là del classico (ottimo) Sangiovese.

Livia IGT Toscana Bianco

Livia, unico vino bianco prodotto da Querceto di Castellina, prende il nome dall’unica nipote della famiglia. Il vino brilla di un particolare colore oro chiaro, con sottili sentori di pesca bianca, albicocca e rosa. Al palato le uve di Viognier e Roussanne si fondono insieme in armonia. I sapori sono maturi, ma mantengono una vivacità rinfrescante e il passare del tempo, che una parte del vino trascorre in tonneau, aggiunge sottili note di vaniglia e mandorla.

L’aura Chianti Classico DOCG

L’aura Chianti Classico è stato il primo vino prodotto da Querceto di Castellina nel 1998, con solo 3.300 bottiglie realizzate. Questo vino prende il nome dal cuore pulsante di Querceto di Castellina, quello della proprietaria Laura. Guardando nel bicchiere, i colori brillano di un ammaliante rosso rubino e l’annata 2019 che abbiamo degustato al naso presenta sottili aromi di papavero. Accanto ai fiori rossi ci sono poi frutti rossi intensi e fresche note erbacee di ciliegia, lampone e alloro. Sotto strati di frutta matura si celano infine una potente cornice tannica e un’ottima acidità.

SEI Chianti Classico DOCG Gran Selezione

SEI Chianti Classico DOCG Gran Selezione è il Cru che nasce dalla selezione delle migliori di uve di Sangiovese del vigneto Belvedere, che ha una superficie 6,6 ettari con una densità di 6.666 viti per ettaro. L’affinamento avviene in botti di rovere francese da 500l, che contengono 666 bottiglie da 0,75. Per non contare poi che Laura Di Battista è nata il 6 giugno. Dal colore rosso rubino intenso, questo vino si illumina di un rosso vivo ogni volta che lo si fa ruotare nel calice. Gli aromi al naso spaziano fra fiori di cappero, foglie di fico cotte al sole, fichi maturi e ciliegie marasche con la loro dolcezza matura, temperata da erbe salate come nepitella e origano. I tannini sono fermi ed eleganti, mentre il finale è lungo e intricato.

Podalirio IGT Toscana

Podalirio deve il suo nome a una specie di farfalla che da queste parti si vede frequentemente durante l’estate. Nasce dalla selezione delle migliori uve di Merlot e viene prodotto dal 1999. Parliamo di un Merlot fresco e intelligente, alquanto fuori dal comune ma classicamente morbido e facile da bere. I suoi tannini risultano vivaci e densi e si reggono saldamente al peso di una dolce frutta nera, densa e matura, in grado di creare forma ed equilibrio. L’acidità ben tesa contribuisce a un senso complessivo di leggerezza e portanza.

Venti IGT Toscana

Venti è stato realizzato per celebrare il 20° anniversario di Querceto di Castellina. È un vino elegante che mette in risaldo il meglio delle uve Sangiovese e Merlot della tenuta. Venti, come appunto i 20 anni di Querceto di Castellina. Ma Venti anche come i venti, elementi naturali che molto spesso soffiano su questi vigneti. Venti viene prodotto dalla migliore selezione delle uve di Sangiovese e Merlot che invecchiano separatamente per 20 mesi in rovere francese. Segue un afffinamento di 12 mesi in bottiglia. Gli aromi del vino sono decadenti e avvincenti: mora, mirtillo, marasca, mandorla e seducenti spezie dolci, cannella, chiodi di garofano e noce moscata. Il gusto finale è squisito,  con un  vino che trasmette solo le qualità positive della calda annata 2017, quindi con una maturità esuberante, intrisa di frutti di bosco, generosa e vellutata nella trama. Con solo 1.200 bottiglie, Venti è un vino speciale, disponibile esclusivamente in cantina.

Come tante altre realtà del Chianti Classico, Querceto di Castellina ha impreziosito ulteriormente la sua proposta con un’offerta di ospitalità e accoglienza all’altezza della sua cantina. La tenuta della famiglia Di Battista vanta infatti nove appartamenti e una suite, tutti dotati di arredamento di ispirazione toscana, che permettono agli ospiti di farsi un bagno in piscina, esplorare i giardini circostanti e godersi la splendida vista dalla terrazza panoramica, ovviamente mentre si degusta un buon calice di vino. Sangiovese o meno.

Per saperne di più: www.quercetodicastellina.com/it/home/

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