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L’ultimo report dell’Ufficio Studi di Mediobanca sul settore vinicolo italiano esamina anche le problematiche relative alla sostenibilità. Di seguito riassumiamo le principali considerazioni contenute nel rapporto.

l concetto di sostenibilità è divenuto argomento di particolare rilievo a partire dagli anni Settanta, La sostenibilità ha cessato di essere una prerogativa delle sole aziende no-profit divenendo parte integrante della gestione delle imprese, fattore strategico e, non ultimo, opportunità di business. In questo contesto si colloca la crescente attenzione alla sostenibilità da parte delle aziende vinicole che, per la loro stessa natura, sono particolarmente connesse con lo sviluppo sostenibile e condiviso del territorio in cui operano.

Lo sviluppo sostenibile in ambito vitivinicolo si compone di tre elementi,

  • quello ambientale
  • quello economico
  • quello sociale

Ciò significa che per le aziende è necessario adottare scelte che tutelino l’ambiente, preservino la società futura e siano sostenibili per il business.

 

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Affinché si possa parlare di sostenibilità è necessario che nessuno di questi aspetti venga tralasciato o sottorappresentato a discapito degli altri. Ne consegue, ad esempio, che la viticoltura biologica o quella biodinamica costituiscono solo una parte della viticoltura sostenibile, poiché riguardano l’aspetto ambientale della sostenibilità escludendo, almeno formalmente, l’attenzione all’aspetto economico e sociale. Tralasciando qui le considerazioni sull’aspetto economico, molteplici sono le pratiche che riguardano la sostenibilità ambientale e sociale delle aziende vinicole.

  • In vigna, la sostenibilità ambientale non consiste esclusivamente nel mantenimento della qualità del terreno o nell’uso di diserbanti o antiparassitari naturali, ma anche in una serie di attività che permettano di lasciare l’ambiente più integro possibile.
  • In cantina ci si riferisce principalmente all’uso di energie rinnovabili e alla riduzione o al riciclo dei rifiuti.
  • C’è poi l’attenzione verso i dipendenti attraverso, ad esempio, la promozione di meccanismi di inclusione (di abilità, provenienza, cultura e genere) nell’ambito del processo di assunzione, la gestione della loro sicurezza e formazione e di modalità di lavoro agile al fine di incrementare il senso di responsabilità degli stessi verso l’azienda.
  • Non da ultimo, la sostenibilità si manifesta verso il territorio e la comunità in cui l’azienda opera, attraverso progetti e programmi culturali e sociali in linea con i propri valori, al fine di ottenere un riconoscimento non solo dal punto di vista ambientale, ma anche etico.

L’interesse da parte dei consumatori verso prodotti considerati sostenibili mostra come la sostenibilità sia un aspetto strategico dell’attività di un’azienda vitivinicola divenendo una sorta di brand in grado di generare un vantaggio competitivo. Affinché questo accada non è sufficiente mettere in atto un processo di sviluppo sostenibile, investendo nell’attuazione e implementazione di strategie etiche e responsabili, ma è necessario misurare e codificare interventi e risultati e comunicarli in maniera efficace. Un’azienda consapevole del proprio impegno nei confronti dello sviluppo sostenibile deve quindi dotarsi degli strumenti più idonei per analizzare e misurare i propri profili ambientali, sociali ed economici e comunicare a tutti i propri stakeholder le azioni intraprese in un’ottica di condivisione e trasparenza.

Per rendere visibili i risultati ottenuti, diverse imprese ricorrono volontariamente alle certificazioni esperite da enti terzi che garantiscono i prodotti, i servizi e i processi di produzione. Le certificazioni rendono misurabile e comunicabile la sostenibilità, accrescendo il legame di fiducia con gli stakeholder e aumentando la credibilità e la trasparenza dell’impresa. Le certificazioni, inoltre, possono rappresentare un requisito indispensabile per l’esportazione del prodotto in quei Paesi di destinazione in cui le principali catene di distribuzione richiedono l’adozione di standard di garanzia ai propri fornitori.

 

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Le aziende vinicole, inoltre, possono far ricorso al Bilancio di Sostenibilità. Si tratta di un documento che racconta, avvalendosi anche di cifre, i risultati, gli effetti e le ricadute generate dalle proprie attività sul territorio, indicando la direzione verso cui l’impresa ha deciso di muoversi al fine di migliorare le proprie performance economiche, ambientali e sociali.

I Bilanci di Sostenibilità possono essere redatti seguendo i principi del Global Reporting Initiative (GRI), le linee guida più utilizzate a livello mondiale per la rendicontazione della sostenibilità. Tali linee guida prevedono che, sulla base del principio di materialità, vengano individuati e analizzati gli ambiti di sostenibilità sociale, economica e ambientale ritenuti prioritari sia per l’impresa sia per tutti gli stakeholder precedentemente identificati. Inoltre, in alcuni casi, i temi vengono integrati con gli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile (SDGs), che l’azienda ritiene correlati alla propria attività e su cui intende esercitare un’azione concreta, attraverso iniziative e progetti. Quello verso la sostenibilità e, soprattutto, verso la sua misurazione e comunicazione, è un percorso lento che non tutte le imprese hanno intrapreso con la stessa efficacia.

E’ possibile individuare tre diversi profili di imprese sulla base dell’approccio alle tematiche di sostenibilità. Ai due estremi ci sono, da un lato, le aziende che vi dedicano risorse e impegno attraverso la condivisione con gli stakeholder e la predisposizione di un Bilancio di Sostenibilità; dall’altro lato, le imprese o disinteressate alla materia o che si ritrovano ancora in una fase iniziale di consapevolezza. Nel mezzo ci sono tutte quelle aziende (la maggior parte) che mettono in pratica iniziative dandone comunicazione in apposite sezioni dei propri siti internet denominate “Sostenibilità” o “Qualità”. Vi si trovano le certificazioni conseguite e altre informazioni variamente dettagliate, ma senza l’ausilio di cifre e di un Bilancio di Sostenibilità, risultando così carenti nella rendicontazione dei risultati raggiunti.

Le società del campione Mediobanca che hanno pubblicato il Bilancio di Sostenibilità sono sei:

  • Banfi,
  • Caviro,
  • Mezzacorona,
  • Ruffino,
  • Castello di Albola,
  • società del Gruppo Zonin,
  • Terre Cevico.

Inoltre, Cantine Riunite & CIV redige esclusivamente la Dichiarazione Ambientale.

IN PARTICOLARE LA SOSTENIBILITA’ AMBIENTALE

La sostenibilità ambientale delle aziende vinicole si manifesta in tutte le fasi della filiera produttiva: il consumo di energia rinnovabile, quello più efficiente dell’acqua e delle materie prime utilizzate per gli imballaggi, le modalità di smaltimento di rifiuti e la loro minor produzione, così come quella di anidride carbonica, hanno l’obiettivo di ridurre al minimo l’impatto ambientale

Per lo svolgimento del proprio processo produttivo le società utilizzano più fonti energetiche: energia elettrica, sempre più da fonti rinnovabili, gas metano, GPL e carburante per i mezzi aziendali. I dati sul consumo energetico sono monitorati attraverso la diagnosi energetica degli stabilimenti che permette di individuare i punti di forza, le inefficienze e i margini di miglioramento nell’uso dell’energia, al fine di garantire le condizioni per il mantenimento delle certificazioni conseguite. Analogamente, le società sottopongono a verifiche periodiche le risorse idriche aziendali.

Sotto osservazione sono, anche, i consumi idrici per attività (imbottigliamento e vinificazione sono tra le principali) e il trattamento delle acque reflue, dove l’utilizzo di nuove tecnologie permette, in alcuni casi, il recupero e riutilizzo delle acque depurate.

Il tema ambientale si estende anche all’impegno delle aziende nell’utilizzo di materie prime (ad esempio bottiglie, tappi, sistemi di packaging) provenienti da processi di riciclaggio o, comunque, a basso impatto ambientale e nell’ottimizzazione del loro utilizzo all’interno di un percorso di economia circolare.

Infine, la tutela ambientale si esplica anche attraverso l’utilizzo di pratiche agricole sostenibili che salvaguardino il territorio e la biodiversità, mediante la stima della quantità di gas a effetto serra emessa nell’ambito della filiera produttiva (impronta carbonica), al fine di ridurre le emissioni di anidride carbonica ed altri inquinanti, e attraverso il i controllo, nella qualità e quantità, dei fertilizzanti, prodotti agrochimici, agrofarmaci e concimi utilizzati

+Info: www.mbres.it/it/publications/wine-industry-survey

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