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Come insegnano quando si è più giovani, negli involucri più piccoli si trovano i regali più belli e preziosi. Meno può significare meglio, ed è questo il nuovo trend che sta contagiando l’intero mercato delle birre artigianali. La massimizzazione del profitto non è più l’obiettivo primario, e sempre più spesso la chiave per arrivare al successo ha un aspetto ben definito: distinguersi dal business tradizionale.

La Francia del vino brinda allo storico sorpasso sull’Italia negli Stati Uniti, primo mercato importatore al mondo e da 8 anni feudo enologico del Belpaese. Lo annuncia l’Osservatorio Paesi terzi di Business Strategies, che assieme a Nomisma-Wine Monitor ha elaborato gli ultimi dati sulle importazioni di vino statunitensi (fonte Dogane) aggiornate al 3° trimestre di quest’anno.

L’Italia del vino chiude il 2016 con un record di vendite in Cina (+32,7%, 120,2mln di euro) ma le distanze con i competitor paradossalmente aumentano. Tanto che – secondo le elaborazioni dell’Osservatorio Paesi terzi curato da Business Strategies e Nomisma Wine Monitor – il totale dei rossi Dop italiani venduti nel gigante asiatico vale dieci volte meno delle importazioni del solo Bordeaux francese. E sui ‘fermi imbottigliati’ la crescita italiana nel 2016 in termini di valore è di 3 volte inferiore ad Australia e Francia, mentre aumenta le distanze anche il Cile.

Divisi da un oceano, da culture differenti e da un diverso approccio al vino. Sono i Millennials cinesi e americani, la “Generazione Y” più osservata dal mondo del marketing sotto la lente di una nuova survey comparativa, realizzata in occasione di Vinitaly dall’Osservatorio Paesi Terzi Business Strategies, in collaborazione con Nomisma-Wine Monitor, che ha indagato stili e modalità di consumo del vino dai giovani nei due Paesi. Tante le differenze ma ancor di più i punti in comune, a partire dalla curiosità verso un prodotto ormai sempre più globale.

La promozione del vino italiano nel mondo in primo piano al Wine2wine di Veronafiere (2-3 dicembre), con 2 convegni targati Business Strategies, azienda leader nell’internazionalizzazione con un portafoglio di oltre 400 aziende del settore. Nel primo appuntamento, il 2 dicembre alle ore 11.30, focus sulla prossima Ocm Promozione dopo le polemiche della filiera nei confronti dell’attuale misura.

Amano i nostri vitigni al punto da preferire i vini italiani rispetto a tutti quelli stranieri (35,6%); li prediligono ai vini francesi, argentini, cileni e australiani; adorano il Prosecco (prima scelta rispetto allo Champagne) e gli abbinamenti cibo-vino. Sono i ‘Millennials’, la Generazione Y (20-35 anni) che sostituirà i ‘Baby Boomer’ tra i top buyer americani, inquadrati nell’indagine a cura del nuovo ‘Osservatorio Mercati terzi’ di Business Strategies/Nomisma-Wine Monitor. La ricerca, presentata al Vinitaly nel corso del convegno ‘Obiettivo export a 50 miliardi di Euro: quali strade per la promozione?’, organizzato da Business Strategies in collaborazione con il ministero delle Politiche Agricole, è stata realizzata su un campione di 3800 giovani residenti negli Stati di New York, Illinois, California, Miami, Oregon.