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Nel 2022, l’unica voce chiaramente positiva – rileva l’Osservatorio Uiv-Ismea su base Osservatorio Ismea-NielsenIQ – è relativa alla categoria “Altri spumanti Charmat” (diversi dal Prosecco), che ha archiviato il 2022 con una crescita tendenziale in volume del 13% (+22% nei discount), a fronte di un calo generale degli acquisti allo scaffale che supera il 6% con perdite sopra la media per la tipologia dei vini fermi (-7%) e in particolare per le Doc rosse che scendono in doppia cifra (-11%).

Secondo l’ultimo rapporto IsmeaLa Bilancia dell’agroalimentare italiano”, l’andamento delle spedizioni nazionali continua a risultare molto positivo nonostante la crisi energetica e l’aumento dei costi di produzione delle aziende. Anche nei primi sette mesi del 2022, infatti, la corsa made in Italy agroalimentare sui mercati esteri non ha subito battute d’arresto, dopo aver raggiunto nel 2021 lo storico traguardo di 52 miliardi di euro.

La spesa per i consumi domestici dei primi nove mesi del 2021, malgrado il confronto con l’annata eccezionale e il graduale ritorno alla normalità nell’ultimo trimestre, continua a negare l’atteso rimbalzo negativo, mostrandosi ancora in lieve crescita rispetto al 2020.

Tiene l’export italiano di vino nel 2020, con il Belpaese che recupera ancora nell’ultimo trimestre e riduce le perdite a valore a -2,3%, per un corrispettivo di 6,285 miliardi di euro. Molto meglio dei suoi principali competitor europei – Francia e Spagna -, che chiudono l’anno del Covid rispettivamente a -10,8% (a 8,7 miliardi di euro) e a -3,2%. Dati questi che consentono all’Italia di riprendersi la leadership mondiale di esportazioni a volume con oltre 20,8 milioni di ettolitri (-2,4%) ai danni della Spagna.

La vendemmia 2019 segna la nascita di una nuova collaborazione. Per la prima volta, infatti, Unione Italiana Vini, Ismea e Assoenologi uniscono le rispettive forze e competenze con l’obiettivo di fornire un quadro ancor più completo e dettagliato relativamente alle Previsioni Vendemmiali. L’indagine è stata messa a punto armonizzando le metodologie consolidate nel tempo da UIV/ISMEA da una parte e da Assoenologi dall’altra, mettendo a sistema una fitta rete territoriale di osservatori privilegiati del settore, la valutazione comparata delle indicazioni sia quantitative che qualitative e la successiva elaborazione statistica rispetto alle serie storiche ufficiali degli anni precedenti.

La Commissione Europea ha diffuso le stime sulla produzione di vino e mosti 2018, che confermano le previsioni vendemmiali dell’Osservatorio del Vino di UIV-ISMEA, presentate al MIPAAFT ai primi di settembre, da cui emerge che l’Italia sarà il primo produttore in quantità con 49,5 milioni di ettolitri, facendo registrare un +16% sul 2017, davanti a Spagna (47) e Francia (46).

Nel primo trimestre dell’anno, le esportazioni complessive nazionali di prodotti agroalimentari hanno sfiorato la soglia dei 10 miliardi di euro, in aumento del 7,9% rispetto al primo trimestre 2016. Tale dinamica è da ricondurre in larga misura all’industria alimentare che esprime l’80% dell’export complessivo e che ha mostrato un incremento dell’8%. Anche per il settore agricolo comunque si è registrato un aumento percentuale dell’export in linea con quello dell’alimentare.

I numeri delle vendite di vino nel mercato interno sono tornati, lo scorso anno, in area positiva e hanno fatto parlare di “inversione di tendenza”. Dopo anni di crisi e di flessione degli acquisti, il consumatore italiano sembra riavvicinarsi ai nostri vini spendendo di più, ma anche incrementando, seppur lievemente, le bottiglie acquistate.